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Si tratta di un disco interamente strumentale, permeato di un songwriting che tende ad abracciare culture musicali distanti tra loro mediante approcci stilistici oculatamente diversificati (soul-funk, psichedelia, soft, calypso, post rock, cumbia, dub, elettronica e altro ancora). Si viaggia attraverso il mondo ascoltando i dieci pezzi che compongono l'opera, un itinerario affascinante che ci porta in luoghi suggestivi come Cuba, l'isola deserta di Rotoverb, l'Arabia Saudita e l'Africa. Una musica globale, fortemente evocativa e cinematografica che richiama gli Apache, i Khruangbin e i Caleixico. L'indubbio merito è quello di saper rilassare attraverso note suadenti, suggestive, oniriche e mediante l'utilizzo di una ritmica pulsante e trascinante e ipnotica. Possiamo parlare a tutti gli effetti di world music visto come il trio sa sapientemente muoversi tra una genere e un altro dimostrando, peraltro, grandi capacità espressive. Una ricerca artistica complessa che vuole provocare un flusso interiore di emozioni piacevoli ed evocare nella mente le immagini affascinanti dei luoghi esotici esplorati. Cinematic/post-rock/exotica sono i termini utilizzati nel comunicato stampa, una definizione tutto sommato corretta della proposta del gruppo, ma, al di là delle mere etichettature, ciò che importa è la qualità del disco... ed è, vi assicuriamo, di pregevole caratura. |
Michele Alessandrini: Batteria Anno: 2025 1.British Columbia
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