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Brass Camel
Brass

Dei Brass Camel abbiamo già recensito il loro secondo album, "Camel", uscito nell'anno in corso, giudicandolo in termini eccellenti.
In questo esordio, precedente di 3 anni, l'organico canadese, all'epoca un trio, propone una musica ancor più camaleontica di quella già analizzata: cangianti, mai dome, in continuo divenire, le sonorità dallo stesso offerte sono in grado di demolire diverse certezze, stupendo ad ogni ascolto.
Nel medley "First Contact/Dinger's In The Back", ad esempio, il combo riesce a coniugare le criptiche soluzioni dei King Crimson più ostici con le stratificazioni solari degli Yes di metà anni '70, passando poi repentinamente alla rustica attitudine degli esordienti Black Crowes, il tutto con una voce che guarda a Steven Tyler come principale influenza, ancorché in termini meno sguaiati; in "Easy", i Queen di "Seaside Rendezvous" paiono presi a modello, anche in termini di armonie vocali, ma l'ascoltatore è scosso dalle suggestioni epiche proprie dei Supertramp di "Crime of the Century", gruppo tributato, nella sua connotazione più pop, anche in "King For A Day", quantomeno fino ai vaghi deliri sperimentali profusi nel mezzo, poi conclusosi guardando al glam, all'art rock e al progressive di chiara matrice anglosassone; "Last Flight Of The Vulcan" sembra firmato dagli Argent, poi evolvendosi successivamente in qualcosa dal sapore magniloquente, perfettamente in bilico tra i Pink Floyd di "Confortably Numb" e gli Yes con Steve Howe nei ranghi e poi anche quelli rinnovati dallo sferzante Trevor Rabin; innesti corali tipici dei Queen più lirici arricchiscono il funky di "I've Got The Fox", genere percorso anche in "Pressure Cooker", anch'esso in grado di omaggiare i fratelli Robinson, sodalizio che si ritrova anche in "Only Love" (brano che, incredibilmente, pare quasi ipotizzare la presenza di un David Bowie accompagnato dai Mars Volta) e in "Shaking In My Boots" (una perla che potremmo inserire all'interno di "Shake Your Money Maker" senza il pericolo di sfigurare).
Detto ciò, il lettore lo avrà già intuito (e anche nel caso in esame, la copertina fa eccezione), questo disco, come il più recente, è analogamente privo di difetti e colpisce tanto per freschezza, quanto per spirito innovativo.








Daniel Sveinson - Lead Vocals, Electric Guitar, Grand Piano, Synthesizer [Moog and Oberheim], Clavinet, Electric Piano [Fender Rhodes], Organ [Wurlitzer 200A], Vibraphone, Chimes, Vocals [Megaphone]
Curtis Arsenault - Vocals, Electric Bass, Synthesizer [Moog Taurus]
Drums, Percussion – Wyatt Gilson

Anno: 2022
Label: Brass Camel Self-released
Genere: hard rock, funky, prog, art rock

Tracklist:
1 First Contact 1:53
2 Dinger's In The Back 3:41
3 I've Got The Fox 4:03
4 Pressure Cooker 4:35
5 King For A Day 4:22
6 Last Flight Of The Vulcan 6:04
7 Easy 5:00
8 Shaking In My Boots 4:37
9 Only Love 5:51

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