Home Recensioni Album Ologram - La mia scia

Ologram
La mia scia

"La mia scia" segue a distanza di 2 anni "La Nebbia", esordio degli Ologram, interessante band siciliana di rock progressivo in possesso di un substrato sonoro di tipo tastieristico, non di rado a vocazione magniloquente.

Nel brano "Descent", ad esempio, pare evidente l'ascendenza esercitata dai Genesis immediatamente successivi alla dipartita di Gabriel, specie con riguardo all'ultimo album con Hackett nei ranghi. 
La band si spinge anche verso l'intimismo, aprendo le porte a momenti riflessivi di substrato assai delicato, più vicini al rock progressivo di inizio anni '70, pur filtrato secondo un'ottima attuale che rifugge da una rilettura retrò ma acquista propria autonomia estetica: "Jacaranda" esprime in toto questa vocazione, anche grazie all'impego di strumenti a corda importati dalla compagine classica (violino, viola), sempre impiegati con gusto e pertinenza.
In altri brani, il gruppo propone stilemi tipici del new prog, adottando un approccio certamente più dinamico. In brani come "1997", "Non sarai", "La mia scia", inoltre, il prefato genere new prog rappresenta anche il filtro attraverso il quale il combo fa passare la interessante ascendenza di gruppi quali Police e Simple Minds, qui riletti in chiave squisitamente immaginifica: i primi vengono chiamati in causa soprattutto nell'uso della chitarra, talvolta devota al verbo summersiano; i secondi sono ampiamente citati nel loro periodo di maggior successo, da "Once Upon a Time" fino agli inizi degli anni '90
Particolarmente apprezzata da chi scrive è "Kasbah" che, incarnando in toto un modus operandi squisitamente progressivo, naviga in almeno tre alvei sonori differenti: dall'iniziale incedere cadenzato, in una sorta di tributo della zeppeliniana "Kashmir", pur riccamente infarcita di tastiere, alla cavalcata centrale anticipata da un felice intermezzo riflessivo.
Concludendo - se si escludono alcune riserve che vanno doverosamente espresse nei confronti di interventi vocali non particolarmente avvincenti, pur puntuali, e di una copertina eccessivamente minimalista (fin troppo asettica, per niente in linea con lo scenario tipico della compagine progressiva) - il secondo lavoro degli Ologram esprime pregevolissime capacità compositive ed esecutive, palesandosi quale eccellente prova complessiva: l'album manifesta la capacità di riprendere formule prog o neo prog e, in termini residuali, altri generi musicali, previa attualizzazione in chiave fresca e dinamica, dando vita ad un scenario sonoro avvincente, mai banale o prevedibile, testimonianza di un approccio talentuoso e sempre efficace.






Fabio Speranza – voce
Lorenzo Giannì – chitarre
Dario Giannì – basso
Roberto Giannì – tastiere
Giovanni Spadaro – batteria
con 
Gabriele Agosta - voce
Mateo Blundo - viola, violino
Raffaele Schiavo - voce


Anno: 2024
Label: DG
Genere: Prog

Tracklist
22.43
Kasbah
Luna piena
Non sarai
Jacaranda
Descent
La mia scia
1997


 


Banner

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie .

Accetto i cookie da questo sito.