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Supertramp: ci lascia Rick Davies, co-fondatore della band

 


Aveva 81 anni e da 10 combatteva contro un cancro (photo www.msn.com)

Rick Davies era uno dei pilastri dei Supertramp: co-autore di successi come "The Logical Song", "Breakfast in America", "Goodbye Stranger", "It's Raining Again", era rimasto alla guida della band quando Roger Hodgson suo compagno di avventura fin dagli esordi, aveva abbandonato la band nel 1983.
"La sua voce soul e il suo tocco inconfondibile al Wurlitzer", ha dichiarato la band annunciando la scomparsa, "sono diventati il ​​cuore pulsante del sound della band. Oltre al palco, Davies era noto per il suo calore, la sua resilienza e la sua devozione verso la moglie Sue, con la quale ha condiviso oltre cinque decenni di matrimonio"
Nato a Swindon, in Inghilterra, nel 1944, Davies annunciò nel 2015 di essere affetto da mieloma multiplo, un tumore al midollo osseo, iniziando un "trattamento aggressivo" che costrinse i Supertramp ad annullare i propri impegni. Da allora, la band ha cessato ogni attività e il pianista/cantante si è esibito soltanto localmente, con la band Ricky and the Rockets.
Il cantante è morto sabato 6 settembre nella sua casa di Long Island, negli Stati Uniti.


Supertramp lineup del 1979 (da sin. a dx.): John Helliwell, Bob Siebenberg, Dougie Thomson, Roger Hodgson, Rick Davies
(A&M Records press photo; Greg Brodsky Archives).

Il compagno di band di Davies, John Helliwell, ha scritto un lungo tributo al suo amico da 52 anni.

"[Rick] ha plasmato la mia vita in molti modi, soprattutto musicalmente. Il suo talento per la scrittura e la musica era sconfinato: era il miglior musicista che abbia mai conosciuto. Era anche eccentrico, frustrante e divertente: quando l'ho incontrato per la prima volta era avvolto in una coperta termica, quando condividevamo la stanza mi infastidiva molto rubandomi il dentifricio e spremendo il tubetto dal lato sbagliato".

"Quando suonava, era sempre assolutamente perfetto, dal cuore, e con un tempismo preciso – senza fronzoli – catturava l'essenza stessa della musica che di solito componeva lui stesso. Ero orgoglioso di essere il testimone di nozze al suo matrimonio con Sue. Eravamo entrambi amanti del jazz: quando ci incontravamo, ascoltavamo artisti hard-bop e soul degli anni '50 e '60 come Horace Silver, Art Blakey e Lou Donaldson. Mi sento onorato di averlo conosciuto e di aver suonato con lui".


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