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Teatro Ambra Jovinelli di Roma: la stagione 2025/2026

 



COME UN LAMPO DI VITA: Muccino, Ozpetek, Accorsi, Mastandrea, Favino, Ferzetti, Germano, Timi, Minaccioni, Riondino, Genovese e tanti altri...

 

 

COME UN LAMPO DI VITA

IL TEATRO AMBRA JOVINELLI

PRESENTA LA STAGIONE 2025|2026

 

 

Il cartellone 2025|2026 del Teatro Ambra Jovinelli oltre a ospitare tante straordinarie novità del panorama teatrale nazionale, darà spazio agli spettacoli più amati delle passate stagioni, che saranno raccolti nella rassegna fuori abbonamento “A grande richiesta”. Dopo il grande successo di pubblico e di critica raccolti in questi anni in tutta Italia, torneranno al calcare il palco della sala dell’Esquilino Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, Magnifica presenza di Ferzan OzpetekAmleto² di Filippo Timi e Migliore di Mattia Torre, quattro spettacoli divenuti veri e propri cult.

Il primo spettacolo della rassegna “A grande richiesta” sarà Perfetti sconosciuti, adattamento del film cult di Paolo Genovese interpretato dal 10 al 19 ottobre da Dino Abbrescia, Alice Bertini, Paolo Briguglia, Paolo Calabresi, Massimo De Lorenzo, Lorenza Indovina, Valeria Solarino. Una brillante commedia sull’amicizia, sull’amore e sul tradimento che porta quattro coppie di amici a confrontarsi e a scoprire di essere “Perfetti sconosciuti”.

La stagione si apre dal 23 ottobre al 2 novembre con lo spettacolo di Ferdinando BruniFrancesco FrongiaAmadeus celebre pièce scritta da Peter Shaffer, da cui è stato successivamente tratto l'omonimo film diretto da Milos Forman. Il dramma è la teatralizzazione del leggendario tentativo di Antonio Salieri, musicista all’apice di una gloriosa carriera, di avvelenare per invidia il giovane genio e odiato avversario Wolfgang Amadeus Mozart per annientare e distruggerne la reputazione. Dal 5 novembre Francesco Pannofino, Francesco Acquaroli, Paolo Sassanelli sono gli irresistibili protagonisti di Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard per la regia di Alberto Rizzi: uno spettacolo nuovo, divertente, che mescola l’umorismo inglese di parola, alla comicità fisica della Commedia dell’Arte. Dal 19 novembre il grande Emilio Solfrizzi dirige e interpreta Anfitrione di Plauto. Un’opera incredibilmente divertente ma anche una fonte preziosa e importante per il suo valore storico linguistico che può essere usata come lente attraverso cui analizzare e commentare la contemporaneità. L’1 dicembre la sala dell’Esquilino ospiterà un evento molto speciale: Gino Castaldo e Paola Turci tornano insieme sul palco per La rivoluzione delle donne. Al centro del nuovo spettacolo le straordinarie vite delle voci femminili che hanno segnato la storia della musica italiana, anticipando il desiderio di emancipazione delle donne con atteggiamenti e scelte musicali coraggiose, ribelli e anticonformiste: da Mina a Ornella Vanoni, da Milva a Patty Pravo, da Caterina Caselli fino a Mia Martini, Loredana Bertè, Alice e tante altre. Il 2 e il 3 dicembre torna un appuntamento ormai diventato imperdibile, Svelarsi, a cura di Silvia Gallerano scritto e interpretato dalla stessa Gallerano insieme a Giulia Aleandri, Elvira Berarducci, Smeralda Capizzi, Benedetta Cassio, Livia De Luca, Chantal Gori, Giulia Pietrozzini, un cast tutto al femminile. Una vera e propria chiamata che si rivolge a un pubblico esclusivamente di donne (cis, trans e non binarie) per indagare insieme che cosa succede ai corpi simili di chi assiste, domandarsi se il proprio corpo risuona più profondamente con quello che vede, nudo, in scena. Dal 4 al 7 dicembre va in scena LaPOCAlisse: dalla scienza al suo opposto, dagli algoritmi alle abitudini quotidiane, dalla politica al progresso e l’inerzia che lo frena, Valerio Aprea porta sul palco una serie di monologhi scritti per lui da Marco Dambrosio, in arte Makkox in un assolo iperbolico attorno al concetto di cambiamento, necessario ad affrontare il buio che ci minaccia laddove comicità e assurdo divengono strumenti affilati per affrontare e provare a scongiurare il grande spauracchio dell’apocalisse. Dal 10 al 21 dicembre, a dieci anni dalla sua scomparsa del grande Luca De Filippo, la Compagnia di teatro di Luca De Filippo capitanata da Carolina Rosi, riporta in scena la sua ultima regia, Non ti pago!. Insieme a Carolina Rosi saranno in scena Salvo Ficarra e Nicola Di Pinto per omaggiare il grande artista e soprattutto per restituirlo al suo pubblico che continua ad amarlo e a quei ragazzi che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo come persona e di applaudirlo in teatro. Dal 26 dicembre al 6 gennaio, a grande richiesta Ferzan Ozpetek torna con Magnifica presenza. Il regista, tra i più amati del nostro cinema fa rivivere in teatro uno dei suoi film cult portando con sé in questa avventura una compagnia di attori esplosivi: Serra Yilmaz, Tosca D’aquino, Erik Tonelli, Toni Fornari, Luciano Scarpa, Tina Agrippino, Sara Bosi, Fabio Zarrella saranno i grandi protagonisti di questa commedia tra illusione e realtà, sogno e verità, amore e cinismo, cinema, teatro e incanto. Dal 7 al 11 gennaio accompagnato dalla musica di Teho Teardo, l’attore Elio Germano in La guerra com’è darà corpo e voce al libro Una persona alla volta, racconto dell’impegno contro la guerra e delle esperienze di Gino Strada, da giovane chirurgo in prima linea a fondatore di Emergency. Parole potenti, autentiche e dirette che arrivano diritte alle coscienze per risvegliarle.  Dal 13 al 18 gennaio, dopo il successo della passata stagione, Filippo Timi torna con Amleto², una rilettura dove ogni gesto o parola diventa gioco e voce personale, provocazione intelligente. Timi, accompagnato in scena da Lucia Mascino, Marina Rocco, Elena Lietti, Gabriele Brunelli e Mattia Chiarelli prende il testo shakespeariano e lo stravolge, rovescia passioni e personaggi nella stessa gabbia da circo all’interno della quale si svolge questo elogio della follia e trasforma la tragedia in commedia, tra potere e oblio, tra frivolezza e pazzia. Dal 21 gennaio al 1 febbraio un altro atteso ritorno: Valerio Mastandrea porta in scena Migliore, monologo scritto con mano leggera e arguta dall’amatissimo Mattia Torre, diventato negli anni un vero e proprio cult. Migliore è una storia sui nostri tempi, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza, il cinismo, il disprezzo per gli altri; sul paradosso dei disprezzati, che di fronte a queste persone chinano la testa e – affascinati – li lasciano passare. Dal 4 al 15 febbraio l’Ambra Jovinelli è lieta di ospitare un grande evento: Gabriele Muccino porta sul palco il suo grande successo A Casa Tutti Bene. L’adattamento al teatro offrirà un’esperienza intima e profonda, che catturerà l’essenza della famiglia, con le sue imperfezioni e i suoi conflitti. Il teatro amplifica l’intensità emotiva dei personaggi interpretati da Giuseppe Zeno, Donatella Finocchiaro, Anna Galiena e un cast in via di definizione. Dal 18 febbraio all’1 marzo Michele Riondino dirige Art di Yasmina Reza, la commedia francese contemporanea più recitata al mondo. Tre amici di vecchia data, interpretati dallo stesso Riondino, Daniele Parisi e Michele Sinisi, si organizzano per passare una serata insieme, e la comparsa di un quadro bianco a righe bianche si trasforma, battuta dopo battuta, nel catalizzatore che porta alla luce nevrosi, rancori, rivalità rimasti finora sopiti. Dal 4 al 15 marzo Anna Ferzetti insieme a Betti Pedrazzi porta in scena People places & things di Duncan Macmillan per la regia di Pierfrancesco Favino. Lo spettacolo racconta in modo intenso e frammentato il percorso di recupero da dipendenze, mescolando il dramma personale a elementi metaforici e teatrali. Dal 18 al 29 marzo debutterà in prima nazionale Odissea (Titolo provvisorio) il nuovo spettacolo con protagonista Stefano Accorsi. L’amatissimo attore si confronterà questa volta con una rilettura teatrale del mito di Ulisse adattato dalla penna di Emanuele Aldrovandi. Lo spettacolo sarà un vero e proprio viaggio nella psiche, nell’animo e nelle avventure del più umano tra gli eroi omerici. Dall’8 al 19 aprile Mario Autore, Anna Ferraioli Ravel e Domenico Pinelli (che cura anche la regia) sono i protagonisti di Ditegli sempre di sì di Eduardo De Filippo, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo studiò sicuramente bene: la pazzia. Dal 22 aprile al 3 maggio Paola MinaccioniMonica NappoValentina Spaletta Tavella portano in scena per la regia di Cristina SpinaLe Stravaganti Dis-Avventure di Kim Sparrow di Julia May Jonas. La pièce teatrale ci immerge nelle profondità dell'esperienza femminile contemporanea, offrendo uno sguardo tanto esilarante quanto toccante sulle sfide quotidiane affrontate dalle protagoniste. La Stagione si chiude in bellezza: dal 6 al 17 maggio Paolo Calabresi è il protagonista assoluto di Tutti gli uomini che non sono. In un crescendo di situazioni che mescolano continuamente finzione e realtà, questo spettacolo tratto dal romanzo scritto da Calbresi stesso racconta le portentose capacità nascoste che tutti possiamo tirar fuori quando crediamo di non aver più nulla da perdere.

Il cartellone dell’Ambra Jovinelli riserverà altre sorprese ospitando due progetti specialiORBITA|Spellbound e Non è il puntini puntini puntini Show.

ORBITA|Spellbound è il Centro Nazionale di Produzione della Danza della città di Roma, co-diretto da Valentina Marini e Mauro Astolfi. ORBITA|Spellbound svolge la propria attività performativa e di promozione artistica in diversi luoghi della città ai quali si aggiungerà per la prossima stagione il Teatro Ambra Jovinelli che per la prima volta si apre in modo continuativo alla danza offrendo quindi un prestigioso spazio di programmazione.

Non è il puntini puntini puntini Show è un podcast-show che porta sul palco l’incontro tra due mondi apparentemente distanti: il sarcasmo pungente di Giovanni Veronesi e l’umorismo surreale di Nino Frassica. Insieme, daranno vita a un talk show improvvisato, ricco di ospiti sorprendenti e interviste irriverenti.

 

 

Abbonamenti
Anche per la stagione teatrale 2025 | 2026, proponiamo numerose e diversificate formule di abbonamento ripristinando la prelazione del posto per i nostri abbonati fissi della stagione 2024-2025.

Dopo l'estate, il ventaglio di proposte verrà ampliato grazie all’utilizzo delle formule d'abbonamento a posto libero. La campagna abbonamenti si concluderà come sempre a dicembre con l'amatissima Merry Jovinelli, la nostra fortunatissima idea regalo natalizia.

Biglietti:

Prezzi per il venerdì, sabato e domenica

Interi: Poltronissima € 39 - Poltrona € 34 – I galleria € 28 – I galleria sgabelli € 25 – II galleria € 22

Prezzi per martedì, mercoledì, giovedì e sabato pomeriggio

Interi: Poltronissima € 35 - Poltrona € 30 – I galleria € 25 – I galleria sgabelli € 22 – II galleria € 19

Biglietti spettacoli PERFETTI SCONOSCIUTI e MIGLIORE

Interi: Poltronissima € 43 - Poltrona € 38 – I galleria € 32 – I galleria sgabelli € 29 – II galleria € 26

Biglietti spettacolo LAPOCALISSE

Interi: Poltronissima € 29 - Poltrona € 24 – I galleria € 20 – I galleria sgabelli € 17 – II galleria € 15

Biglietti spettacolo SVELARSI

Posto unico di platea € 22,00

Contatti

Botteghino 06 83082620 – 06 83082884

Giugno dall'11 al 30  dal lunedì al sabato ore 10.00 - 19.00

dal primo Luglio al primo Agosto: dal lunedì al venerdì ore 10.00 - 19.00

Dal 2 al 31 agosto : chiusura estiva

Dal 1 settembre fino ad inizio spettacoli: dal lunedì al sabato ore 10.00-19.00

Orario invernale: dal martedì al sabato ore 12.00 - 19.00 e la domenica ore 14.00-16.00 - lunedì chiuso

Ufficio Promozione 06 88816460 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

dal lunedì al venerdì ore 11.00-13.00 e 15.00-17.30

Ufficio Comunicazione e Marketing 06 83082620 (tasto 2) Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

 

 

 

 

 

10 | 19 ottobre 2025

NUOVO TEATRO diretta da Marco Balsamo

in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana e Lotus Production

presentano

 

PERFETTI SCONOSCIUTI

uno spettacolo di Paolo Genovese

con in ordine alfabetico Dino Abbrescia, Alice Bertini, Paolo Briguglia, Paolo Calabresi,

Massimo De Lorenzo, Lorenza Indovina, Valeria Solarino

 

scene Luigi Ferrigno

luci Fabrizio Lucci

costumi Grazia Materia

 

Paolo Genovese firma la sua prima regia teatrale portando in scena

l’adattamento di PERFETTI SCONOSCIUTI

 

Una brillante commedia sull’amicizia, sull’amore e sul tradimento, che porterà quattro

coppie di amici a confrontarsi e a scoprire di essere “perfetti sconosciuti”.

 

Ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata ed una segreta

 

Un tempo quella segreta era ben protetta nell’archivio della nostra memoria, oggi nelle nostre sim.

Cosa succederebbe se quella minuscola schedina si mettesse a parlare?


Durante una cena, un gruppo di amici decide di fare un gioco della verità mettendo i propri cellulari sul tavolo, condividendo tra loro messaggi e telefonate.

Metteranno così a conoscenza l’un l’altro i propri segreti più profondi…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

23 ottobre | 2 novembre 2025

PRODUZIONE TEATRO DELL'ELFO CON IL CONTRIBUTO DI NEXT

AMADEUS

di Peter Shaffer

uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia

costumi Antonio Marras

con Ferdinando Bruni

e con Daniele Fedeli, Valeria Andreanò, Riccardo Buffonini, Matteo de Mojana, Alessandro Lussiana, Ginestra Paladino, Umberto Petranca, Luca Toracca



 



Note di regia

La leggenda che Peter Shaffer rielabora nel suo testo forse si basa su voci e pettegolezzi dell’epoca (ma gli storici, in linea di massima, non le accreditano nessun fondamento); più probabilmente nasce da un’invenzione di Puškin che nel suo microdramma Mozart e Salieri ci racconta per la prima volta la favola.

Antonio Salieri è, meritatamente, uno dei più famosi compositori della sua epoca, vive in una posizione di assoluto privilegio, le sue opere sono note e apprezzate, è un artista raffinato, stimato e riconosciuto. Niente e nessuno dovrebbe preoccuparlo. È arrivato a occupare questa invidiabile posizione grazie a un patto fra lui e Dio: devozione in cambio di successo. O almeno questo è quello di cui è convinto. Il primo sintomo di una follia che lo porterà a vedere nel genio di Mozart un tradimento del Creatore nei suoi confronti.

Mozart rappresenta per la sua epoca (e non solo) la modernità. Le sue idee, il suo personaggio, la sua musica sono ancora oggi fonte di meraviglia e studio. Salieri riconosce in Mozart l’unicità del genio. Dio non ha tenuto fede al patto: ora è Amadeus lo strumento che il Creatore usa per far sentire la sua voce sulla terra. E allora che sia guerra fra Antonio Salieri e il suo Dio: il campo di battaglia sarà Mozart. Inizia così un lento e meticoloso lavoro di demolizione delle possibilità di affermazione del giovane Mozart, piano piano, senza mai esporsi, fino all’annientamento, fino alla morte.

Il testo Shaffer inizia a Vienna nel 1823, Antonio Salieri, vecchio, dimenticato e prossimo alla morte, ripercorre la vicenda del suo tragico rapporto con Mozart – Ama-deus, colui che ama Dio e che da Dio è amato – conclusasi con la morte del giovane e geniale compositore trent’anni prima. Peter Shaffer inventa un ‘capriccio’ allucinato e potente, sicuramente non un testo ‘storico’, ma un apologo sull’invidia,  con un capovolgimento finale che sposta il senso della leggenda creata da Puskin: è ovvio che Salieri, mediocre anche nella cattiveria, non ha avvelenato Mozart, la sua malvagità non è arrivata fino a questo punto, ma farà qualsiasi cosa perché tutti lo credano, in modo che il suo nome possa essere legato in eterno a quello del salisburghese e che questo delitto non commesso gli conceda l’immortalità.

Ferdinando Bruni e Francesco Frongia

 

 

 

 

 

 

 

5| 16 novembre 2025

Gli IPOCRITI MELINA BALSAMO

presenta

 

FRANCESCO PANNOFINO - FRANCESCO ACQUAROLI – PAOLO SASSANELLI

 

ROSENCRANTZ e GUILDENSTERN SONO MORTI

di Tom Stoppard

 

e con

Andrea Pannofino e Chiara Mascalzoni

 

scene Luigi Ferrigno

musiche Natalino Pannofino

regia Alberto Rizzi

 

 

In collaborazione con Ippogrifo Produzioni ed Estate Teatrale Veronese

 

In accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di United Agents Ltd

Tom Stoppard, Rosencrantz e Guildenstern sono morti, traduzione di Lia Cuttitta, pubblicato in Italia da Sellerio editore

 

Note di regia

Ho sempre pensato che fosse geniale l’idea di Stoppard di spiare l’Amleto dal buco della serratura, di guardarlo attraverso i due clown, i due guitti, Rosencrantz e Guildenstern, e di trasformare la più grande tragedia di tutti i tempi, in una farsa sull’esistenza umana. Penso che il testo abbia avuto, in tutti questi anni, grande fortuna e sia molto amato proprio per la freschezza dei dialoghi, l’arguzia delle trovate sceniche, la capacità di prendere due personaggi secondari in Shakespeare e di farne i protagonisti di una storia divertente ed esistenziale.

Con questo allestimento vorrei presentare al pubblico italiano uno spettacolo nuovo, divertente, che mescoli l’umorismo inglese di parola, alla comicità fisica della Commedia dell’Arte. Con una coppia di grandi attori protagonisti – Francesco Pannofino e Francesco Acquaroli – nei ruoli di Rosencrantz e Guildenstern, due perfetti clown/avventurieri, capaci di rendere indimenticabili, ancora una volta, questi due personaggi straordinari. Accanto a loro, nel ruolo del Capocomico, Paolo Sassanelli, interprete ideale per guidare con ironia, carisma ed allegria la compagnia dei comici erranti.

Alberto Rizzi

 

 

 

 

 

 

 

19|30 novembre 2025

COMPAGNIA MOLIERE

 

EMILIO SOLFRIZZI

ANFITRIONE

di Plauto

 

con

Simone Colombari

Sergio Basile, Rosario Coppolino

e con

Viviana Altieri, Cristiano Dessì

Beatrice Coppolino

 

regia Emilio Solfrizzi

 

cene Fabiana Di Marco

Luci Mirko Oteri

Costumi Alessandra Benaduce

 

 

 

Anfitrione è una delle commedie più celebri di Plauto.

La trama ruota attorno a un soldato di nome Anfitrione e al suo servo Sosia, che tornano a casa dopo una lunga campagna militare. Tuttavia Giove, affascinato dalla bella moglie di Anfitrione, Alcmena, decide di assumerne l’aspetto per conquistarla. Nel frattempo il vero Anfitrione ignaro, si scontra con Sosia e si sviluppano una serie di equivoci, situazioni buffe e colpi di scena. Inganni che creano una girandola di situazioni esilaranti in cui i personaggi si confondono sulla vera identità di chi hanno di fronte offrendo al pubblico uno spettacolo spassoso e leggero. Un’opera incredibilmente divertente ma anche una fonte preziosa e importante per il suo valore storico linguistico che può essere usata come lente attraverso cui analizzare e commentare la contemporaneità.

Insomma, un Plauto modernissimo: quante volte pensiamo di aver di fronte qualcuno ed invece abbiamo di fronte qualcun altro sbagliando le nostre valutazioni? O viceversa: quanto spesso non siamo all’altezza dei ruoli che gli altri ci danno?

Questo ormai accade tanto nella vita vera, quella di tutti i giorni, quanto (se non soprattutto) in quella digitale, quella dei social.

 

 

1 dicembre 2025

ELASTICA

GINO CASTALDO E PAOLA TURCI

 

LA RIVOLUZIONE DELLE DONNE

 

Gino Castaldo e Paola Turci tornano insieme sul palco per un nuovo progetto dedicato alle voci femminili che hanno segnato la storia della musica italiana

da Mina a Patty Pravo, da Milva a Caterina Caselli e molte altre: ecco le donne che hanno portato cambiamenti epocali nella canzone italiana

 

Al centro del nuovo spettacolo le straordinarie vite delle voci femminili che hanno segnato la storia della musica italiana, anticipando il desiderio di emancipazione delle donne con atteggiamenti e scelte musicali coraggiose, ribelli e anticonformiste.

Personalità d’eccezione che hanno rappresentato modelli di libertà e bellezza: da Mina a Ornella Vanoni, da Milva a Patty Pravo, da Caterina Caselli fino a Mia Martini, Loredana Bertè, Alice e tante altre protagoniste di uno spettacolo fatto di narrazioni, filmati memorabili e interpretazioni live per celebrare il loro lascito e la loro influenza sulla cultura musicale italiana.

 

 

Questo nuovo spettacolo prende spunto dallo scorso appuntamento con “Il Tempo dei Giganti” in cui ci siamo accorti della mancanza di donne in quel panorama che prendevamo in considerazione, da qui il desiderio inespresso di omaggiare anche le voci femminili. In Italia e non solo le donne da sempre hanno usato la propria voce per essere presenti nella società, imporsi e imporre una nuova immagine di sé in un mondo spesso prettamente maschile, compreso quello musicale.

(Gino Castaldo)

 

Durante il tour “il tempo dei giganti” tra Gino e me si faceva sempre più forte il desiderio di raccontare le donne che, in musica, hanno rivoluzionato i costumi, la società Italiana dagli anni 60 in poi. Queste grandi artiste mi hanno cresciuta e formata. È un privilegio per me suonare e cantare le loro canzoni, ascoltare il racconto delle loro avventure e ringraziarle per la bellezza e il coraggio che ci hanno tramandato. (Paola Turci)

2|3 dicembre 2025

TEATRO DIONISO

 

SVELARSI

un progetto a cura di Silvia Gallerano

regia di Silvia Gallerano

di e con Giulia Aleandri, Elvira Berarducci, Smeralda Capizzi, Benedetta

Cassio, Livia De Luca, Chantal Gori, Giulia Pietrozzini, Silvia Gallerano

con il contributo di Serena Dibiase e la voce di Greta Marzano

allestimento luci Camila Chiozza

consulenza costumi Emanuela Dall’Aglio

cura del progetto Nicoletta Scrivo

 

una produzione Teatro di Dioniso, direzione artistica Michela Cescon

in collaborazione con PAV nell’ambito di Fabulamundi Playwriting Europe,

direzione Claudia Di Giacomo e Roberta Scaglione e Frida Kahlo Productions

 

si ringraziano per il supporto e l’ospitalità ATCL per Spazio Rossellini,

Lottounico, Fortezza Est e Fivizzano27

 

Solo corpi femminili: è questo l’esperimento.

Si tratta di una chiamata. Risponde chi se la sente. Non è per tutti. È per chi ha voglia di incontrarci. Non ci mostriamo come animali di uno zoo. Accogliamo chi è interessata a rispecchiarsi.

Ci sono parole. Tante. Che coprono, che proteggono i corpi. E poi ci sono i corpi. Così come li guardiamo allo specchio quando ci svegliamo. Prima di camuffarli per camminare in mezzo agli altri. Sai quando si dice: immagina una persona che ti fa paura mentre è nuda. Per smontarla. Per vedere che è composta dagli stessi pezzi che compongono te. Ecco, noi ci spogliamo proprio. I nostri pezzi li mostriamo tutti.

E come i nostri corpi mostrati a pezzi, così si presenta il lavoro. Una composizione di quadri, fatti di immagini e parole. Una successione di tappe, per arrivare ad assemblare i giusti pezzi, per trovargli collocazione. Per trovargli visione. Svelarsi è un’altalena tra un senso di invasione, una mancanza di spazio, una compressione, da una parte; la potenza, lo strabordare, la risata travolgente, dall’altra. La cultura patriarcale che ancora ci circonda, insegna alle donne, sin da piccole, a limitare i propri desideri di potenza, ad accettare invasioni di campo da parte dell’altro sesso (dove il campo è il corpo), a mettersi in disparte e per senso di costrizione spesso a esplodere. Si parte da vissuti diversi che hanno una nota comune: di umiliazione, di mutilazione, di invisibilità. Messi insieme, tutti questi vissuti, si mostrano per quel che sono: semplici soprusi, spesso meschini. Se ne vedono i contorni tragicomici, si impara a riderci su e a rispondere con una potenza che non è stata sopita. Il lavoro di scrittura è un lavoro condiviso: ogni attrice ha scritto con le parole o con il proprio corpo la sua presenza in questo lavoro. La scrittura non è solo di parole, anzi è soprattutto una scrittura di corpi. Le parole a volte sono gli inganni, il rumore dell’abituale: i corpi, in questi momenti di svelamento rivelano la vera essenza, il discorso non articolato ma presente. Svelarsi è un percorso di ricerca. Per questo si rivolge a un pubblico esclusivamente di donne (cis, trans e non binarie). Tutte quelle che vivono in un corpo di donna. Non si tratta di creare uno spazio sicuro per chi è sul palco, ma di indagare che cosa succede ai corpi simili di chi assiste, domandarsi se il proprio corpo risuona più profondamente con quello che vede, nudo, in scena.

4 | 7 dicembre 2025

ARGOT PRODUZIONI E DADA

IN CO-PRODUZIONE CON FONDAZIONE SIPARIO TOSCANA ONLUS –

LA CITTÀ DEL TEATRO

IN COLLABORAZIONE CON PIERFRANCESCO PISANI E ISABELLA BORETTINI PER INFINITO IN COLLABORAZIONE CON ELASTICA

 

VALERIO APREA

 

LAPOCALISSE

 

con Valerio Aprea

testi Makkox e Valerio Aprea

 

 

L’ apocalisse è imminente.

L’ apocalisse è prossima.

L’apocalisse è inevitabile.

Ma siamo proprio sicuri? Davvero non c’è un barlume di speranza? Un minimo spiraglio di possibile intervento per scongiurare un destino che sembra ineluttabile? E se sì, a quali condizioni? Attraverso quali ostacoli? Siamo ancora in tempo per correggere la rotta? Ma poi, soprattutto, la vogliamo davvero correggere questa rotta?

 

 

Note allo spettacolo

"Così come alcuni dei grandi geni della storia sono stati spesso accostati a sindromi cognitivo- comportamentali cui sembra debbano attribuirsi proprio le cause della loro stessa genialità, Marco anche credo abbia un problema simile se non addirittura neurologico nel senso che lui vede la realtà tipo Keanu Reeves in Matrix quando alla fine la decripta riuscendo a leggerla in quelle stringhe di dati verdi tipiche delle macchine. Ecco Marco riesce a leggere le cose nella loro potenziale versione comica, ma non solo, anche poetica o allegorica, in continuazione, ogni secondo, ovunque, in automatico, è più forte di lui. Ed è imbarazzante averci a che fare. Perché è chiaramente un potere soprannaturale che tu non hai né avrai mai. È come lavorare con un Avenger.

E io, grazie a lui, a mia volta ho scoperto di poter umilmente azzardare ad avventurarmi oltre la soglia di demarcazione tra attorialità (esclusivamente esecutivo-performativa) a me pertinente, e autorialità (creativo-ideativa) a me invece, sin qui, preclusa. Ecco, nel lavoro di questi ultimi 4 anni a Propaganda live ho avuto quindi la fortunata opportunità di poter collaborare alla creazione, elaborazione e stesura di una trentina di monologhi principalmente in fase di editing, cioè di rifinitura, messa a punto e revisione, e talvolta anche di briefing ossia di spunti iniziali da cui partire, stabilendo così un rapporto con Marco che mi sentirei di paragonare, in termini automobilistici da Formula Uno, a quello tra ingegnere-costruttore (lui) e pilota-collaudatore-meccanico (io).

Valerio Aprea

 

 

10 | 21 dicembre 2025

GLI IPOCRITI MELINA BALSAMO

IN COPRODUZIONE CON TEATRO DI NAPOLI TEATRO NAZIONALE

 

La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo

 

SALVO FICARRA - CAROLINA ROSI e con NICOLA DI PINTO

 

NON TI PAGO!

di Eduardo De Filippo

regia Luca De Filippo

 

scene Gianmaurizio Fercioni

costumi Silvia Polidori

musiche Nicola Piovani

luci Stefano Stacchini

aiuto regia Norma Martelli

 

 

Non ti pago! Nel 2015 l’ultima messa in scena della Compagnia di teatro di Luca De Filippo, amici e compagni di lavoro legati al rigore e alla straordinaria capacità artistica di Luca che ne curò la regia: fu la sua ultima regia.

A dieci anni dalla sua scomparsa ho deciso di riportare sulle tavole del palcoscenico la commedia; per omaggiarlo certo, ma soprattutto per restituirlo al suo pubblico che continua ad amarlo e a quei ragazzi che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo come persona e di applaudirlo in teatro.

Così mi sono dedicata con forza al progetto, cosciente della responsabilità che avrei dovuto affrontare, ma anche certa del sostegno che avrei incontrato nel proporlo. Dieci anni fa ho voluto conservare la scenografia: il fondale, il suo bellissimo boccascena, gli oggetti, hanno ripreso vita come fossero stati sempre pronti per arrivare in un altro teatro, in un'altra città di questa lunghissima e a volte complicata tournée che è la vita… Curando l’allestimento sapevo che, pezzo dopo pezzo, insieme ai costumi, alle scene, alle musiche, i ricordi mi avrebbero rintracciata … e alla gioia di ritrovarmi nei teatri, si sarebbe silenziosamente insinuata in me e senza chiedermi permesso, anche quella sofferenza che si prova nell’affrontare la memoria delle perdite, ma con la consapevolezza che, quella memoria, diventa poi parte di noi, non ci abbandona mai e ci rende ciò che siamo. In Non ti pago! ho ripreso la visione scenica di Luca che, in una personale prospettiva delle opere di Eduardo, aveva a mano a mano accentuato l’avidità morale dei personaggi. Attraverso la comicità della componente ludica, del gioco del lotto, Luca aveva letto la storia in chiave moderna e aveva registrato con cura in modo quasi grottesco ma mai macchiettistico, i temi che Eduardo, autore di indiscussa contemporaneità, ha sempre analizzato nelle sue opere: la disgregazione dei rapporti familiari, metafora del disfacimento di una società. Ingredienti non secondari. Insieme a me sul palco ci saranno gli attori e i tecnici della Compagnia di teatro di Luca De Filippo, felici di poter partecipare di nuovo a questa avventura. E con noi ci sarà, nelle vesti del protagonista Ferdinando Quagliuolo, un interprete di straordinaria sensibilità che ha aderito con entusiasmo al progetto. Salvo Ficarra, emozionato, commosso, ha deciso di affrontare il personaggio protagonista della commedia, con le sue doti caratterizzate da leggerezza e spessore, incontrandone lo spirito comico ma accentuandone le ombre interiori. Facendo suo l’intento di Luca: creare un dialogo continuo con il pubblico che verrà a vedere la commedia. Facendo vibrare quelle corde che sono nella sua cifra artistica come lo erano in quella di Luca.

Per questo e per aver accettato di entrare in questa famiglia teatrale, per averci regalato il suo Ferdinando Quagliuolo in una chiave di lettura originale, lo ringrazio con tutto il cuore.

Non mi resta che augurare buon divertimento al pubblico che ha voluto bene a Luca e che speriamo, ci accolga ancora con quel calore che ci ha sempre manifestato dalla sua scomparsa.

Carolina Rosi


26 dicembre 2025| 6 gennaio 2026

NUOVO TEATRO DIRETTA DA MARCO BALSAMO IN COPRODUZIONE CON FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA

Presentano

 

MAGNIFICA PRESENZA

UNO SPETTACOLO DI

FERZAN OZPETEK

 

con

Serra Yilmaz         Tosca D’aquino        Erik Tonelli

 

e con

Toni Fornari, Luciano Scarpa

Tina Agrippino, Sara Bosi, Fabio Zarrella

 

Dopo il successo di MINE VAGANTI, Ferzan Ozpetek

torna in Teatro con un nuovo adattamento scenico

di uno dei suoi successi cinematografici.

 

Ferzan Ozpetek torna a teatro con il nuovo adattamento scenico di uno dei suoi successi cinematografici, Magnifica presenza. Il regista, tra i più amati del nostro cinema, prosegue così il percorso inaugurato con Mine vaganti, e fa rivivere in teatro uno dei suoi film cult portando con sé in questa avventura una compagnia di attori esplosivi: Serra Yilmaz, Tosca D’Aquino, Erik Tonelli, Toni Fornari, Luciano Scarpa, Tina Agrippino, Sara Bosi, Fabio Zarrella saranno i grandi protagonisti di questa commedia tra illusione e realtà, sogno e verità, amore e cinismo, cinema, teatro e incanto.

 


7 | 11 gennaio 2026

PIERFRANCESCO PISANI E ISABELLA BORETTINI PER INFINITO E ARGOT

PRODUZIONI CON IL CONTRIBUTO DI REGIONE TOSCANA

IN COLLABORAZIONE CON EMERGENCY

ELIO GERMANO e TEHO TEARDO

 

LA GUERRA COM’È

tratto dal libro Una persona alla volta di Gino Strada (edito da Feltrinelli)

 

regia Elio Germano

fonico Francesco Fazzi

disegno luci Alberto Tizzone

scene Andrea Speranza

video Gianluca Meda

 

 

Un duetto di musica e parole.

Accompagnato dalla musica di Teho Teardo, l’attore Elio Germano darà corpo e voce al libro Una persona alla volta, racconto dell’impegno contro la guerra e delle esperienze di Gino Strada, da giovane chirurgo in prima linea a fondatore di Emergency. Parole potenti, autentiche e dirette che hanno ispirato i due artisti che rinnovano la loro collaborazione e sintonia in scena dopo il successo di Il sogno di una cosa dal romanzo di Pier Paolo Pasolini, sempre prodotto da Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini per Infinito e Argot Produzioni.

Una riflessione sulle conseguenze della guerra e sul diritto universale alla salute. Il racconto delle esperienze che lo hanno condotto da giovane chirurgo di Sesto San Giovanni fino ai Paesi più lontani, per seguire l’idea che portava avanti con la sua passione e con la sua ONG: salvare vite umane e lottare per i loro diritti. Una narrazione appassionata e avventurosa delle radici che hanno ispirato Gino Strada, viaggio dopo viaggio.

13 | 18 gennaio 2026

TEATRO FRANCO PARENTI, FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA

presenta

 

FILIPPO TIMI

 

AMLETO ²

 

uno spettacolo di e con Filippo Timi

e con Lucia Mascino, Marina Rocco Elena Lietti, Gabriele Brunelli, Mattia Chiarelli

 

luci Oscar Frosio

 

Una nuova edizione lo spettacolo cult di Filippo Timi. Una rilettura dove ogni gesto o parola diventano gioco e voce personale, provocazione intelligente.

L’artista stravolge il testo shakesperiano, rovescia passioni e personaggi nella stessa gabbia da circo all’interno della quale si consuma un elogio della follia. Un Amleto spiazzante, comico, furibondo, colorato, dove la tragedia si trasforma in commedia, tra

potere e oblio, tra frivolezza e pazzia. Quello di Timi è un Amleto annoiato, che non ha più

voglia di interpretare la monotona storia familiare, non ha più voglia di amare Ofelia, non ha più voglia di niente. Voci fuori campo lo richiamano, invano, al suo destino. Intorno a lui si muovono i personaggi scaturiti dalla sua instabile mente interpretati da Mascino, Rocco e Lietti, sue storiche sodali artistiche.

21 gennaio | 1 febbraio 2026

NUOVO TEATRO DIRETTA DA MARCO BALSAMO 

VALERIO MASTANDREA

MIGLIORE

scritto e diretto da MATTIA TORRE

Migliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont, un uomo normale che in seguito a un incidente (di cui è causa, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce professionalmente, le donne lo desiderano, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una storia sui nostri tempi, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza, il cinismo, il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati, che di fronte a queste persone chinano la testa e - affascinati - li lasciano passare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4 |15 febbraio 2026

BEST LIVE TEATRO e STABILE D’ABRUZZO

 

 

A CASA TUTTI BENE

scritto da GABRIELE MUCCINO

con la collaborazione di Marcello Cotugno e Irene Alison

tratto dal film “A casa Tutti bene”
scritto da Gabriele Muccino e Paolo Costella
prodotto da Lotus Production- una società del gruppo Leone Film Group

con Rai Cinema

regia di GABRIELE MUCCINO

con Giuseppe Zeno, Donatella Finocchiaro, Anna Galiena

Cast in definizione

Una famiglia si riunisce nella casa storica per festeggiare l’ottantesimo compleanno della madre, Alba. Questo incontro farà deflagrare antichi conflitti e nuove tensioni.

Conosceremo gli 11 personaggi e le loro articolate relazioni attraverso le dinamiche che si svilupperanno in scena, e ci rispecchieremo nelle loro speranze, nei loro innamoramenti, nei loro tradimenti, nel loro affannarsi e credere in un futuro migliore.

“Portare “A Casa Tutti Bene” a teatro è per me un’avventura importante oltre che una naturale evoluzione della storia. L’unità di luogo e di tempo, concentrata nella casa di famiglia, si adatta perfettamente al linguaggio teatrale, trasformando il palco in un microcosmo dove esplodono le dinamiche familiari.

Il teatro amplifica l’intensità emotiva dei personaggi, rendendo il pubblico partecipe delle loro fragilità e tensioni. È un racconto universale in cui ognuno può riconoscersi, trovando nei complessi legami familiari un riflesso delle proprie esperienze.

Con questo adattamento voglio offrire un’esperienza intima e profonda, che catturi l’essenza della famiglia, con le sue imperfezioni e i suoi conflitti.”

Gabriele Muccino

 

18 febbraio | 1 marzo 2026

ARGOT PRODUZIONI

E PIERFRANCESCO PISANI E ISABELLA BORETTINI PER INFINITO

IN CO-PRODUZIONE CON TEATRO STABILE D’ABRUZZO

E FONDAZIONE SIPARIO TOSCANA ONLUS - LA CITTÀ DEL TEATRO

 

 

MICHELE RIONDINO

 

ART

di Yasmina Reza

 

regia Michele Riondino

e con

Daniele Parisi

Michele Sinisi

 

scene Vito Giuseppe Zito

costumi Silvia Segoloni

 

«Il mio amico Serge ha comprato un quadro» annuncia Marc, da solo in scena, ad apertura di sipario. «È una tela di circa un metro e sessanta per un metro e venti, dipinta di bianco. Il fondo è bianco, e strizzando gli occhi si possono intravedere delle sottili filettature diagonali, bianche». Inizia così Art, la commedia francese contemporanea più recitata al mondo. Tre amici di vecchia data si organizzano per passare una serata insieme, e il citato quadro bianco a righe bianche si trasforma, battuta dopo battuta, nel catalizzatore che porta alla luce nevrosi, rancori, rivalità rimasti finora sopiti.

In questa commedia crudele e divertente sull’amicizia gli scambi di battute, sempre più velenose e taglienti, arrivano a smascherare la fragile impalcatura della relazione tra Marc, Serge e Yvan, costruita su egoismo, vanità e ipocrisia. Yasmina Reza in questa commedia nera tocca picchi di crudele

comicità, si diverte e ci fa divertire, perchè ridiamo molto, anche se il sorriso è sempre più tirato, man mano che emerge la malinconia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

4 | 15 MARZO 2026

GLI IPOCRITI MELINA BALSAMO

 

ANNA FERZETTI

in

PEOPLE

PLACES

& THINGS

 

di Duncan Macmillan

Traduzione Monica Capuani e Pierfrancesco Favino

 

con Betti Pedrazzi

ed altri otto attori in via di definizione

 

 

regia PIERFRANCESCO FAVINO

 

 

 

Emma è in scena, è Nina nel Gabbiano di Cechov.

Kostja le parla, lei risponde, non sa dove mettere le mani, è Nina, non padroneggia più la sua voce, proprio come Nina, non ricorda più dove sia e cosa debba fare, forse non ricorda più le sue battute o forse sono i suoi pensieri.

 

Dove finisce la finzione e dove inizia la realtà?

Nina sta per cadere giù dal palco … o forse è Emma che sta scivolando via.

 

Quello che è certo è che chiunque lei sia, questa donna ha bisogno di aiuto.

_______________________

 

Le cose, i posti, le persone che fanno parte della nostra vita sono la mappa del nostro viaggio su questa terra.

A volte ci torniamo con gioia, in altre facciamo di tutto per dimenticarle perché ci ricordano cose di cui proviamo vergogna , che non vogliamo più vedere , che ci fa tanta paura affrontare.

In un tempo in cui passiamo i giorni a rincorrere l’immagine di chi dovremmo essere per sentirci all’altezza, a negoziare chi siamo di volta in volta a seconda delle chiacchiere del momento, questo testo ci dice tutto ciò che facciamo per evitare di guardarci dentro, quello che usiamo per farlo e come sia possibile una volta toccato il fondo rinascere se riusciamo ad ammettere le nostre ferite e troviamo il coraggio di prendercene cura.

Pierfrancesco Favino

 

 

18 |29 marzo 2026

NUOVO TEATRO DIRETTA DA MARCO BALSAMO

 

STEFANO ACCORSI

ODISSEA

(TITOLO PROVVISORIO)

testo di Emanuele Aldrovandi

 

Siamo felici di annunciare il nuovo spettacolo con protagonista Stefano Accorsi, artista con cui abbiamo creato negli anni un vero e proprio sodalizio. Dopo il successo di "Giocando con Orlando" e “Decamerone. Vizi, virtù e passioni” di Marco Baliani, e di "Azul" scritto e diretto da Daniele Finzi Pasca, Stefano Accorsi si immerge in un nuovo e ambizioso progetto: una rilettura teatrale del mito di Ulisse. Lo spettacolo non sarà un semplice adattamento scenico ma un vero e proprio viaggio nella psiche, nell’animo e nelle avventure del più umano tra gli eroi omerici. Nuovo Teatro prosegue dunque il proprio impegno nel promuovere e creare progetti di qualità capaci di affascinare e coinvolgere il grande pubblico.

 

 

 

 

8 | 19 aprile 2026

GLI IPOCRITI MELINA BALSAMO

MARIO AUTORE

ANNA FERRAIOLI RAVEL

DOMENICO PINELLI

 

DITEGLI SEMPRE DI SÌ

di Eduardo De Filippo

 

e con

Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone

Antonio Mirabella, Laura Pagliara, Vittorio Passaro

Lucienne Perreca, Silvia Salvadori,Elena Starace

 

scena Luigi Ferrigno / Sara Palmieri

costumi Viviana Crosato

musiche Mario Autore

regia Domenico Pinelli

 

 

Ricorrendo (nel 2024) il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, tra le moltitudini di artisti anch’io, col pronto e santo sostegno di Mario Autore e Anna Ferraioli Ravel, due colleghi che – non a caso – definisco fratelli, ho pensato di omaggiare in qualche modo quest’uomo che, seppure io non abbia mai conosciuto anche solo per motivi anagrafici, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione prima, nella mia esistenza poi.

Nasce così l’idea di mettere in scena Ditegli sempre di sì, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia.

Se nello spazio interposto tra un’idea e la realizzazione di essa ci sta un oceano, tra quella stessa idea e la costruzione di un vero e proprio progetto su di essa, se non un oceano, ci sta comunque un mare. In primis devo ringraziare Tommaso De Filippo che ha creduto in me e nei miei compagni di viaggio, sposando immediatamente il progetto e dandomi l’occasione di lavorare su questo meraviglioso testo.

In seguito a questa risposta che definirei “felice”, il passo seguente è consistito nel rendersi conto che senza una produzione – anche piccola – alle spalle, i costi di allestimento e le spese varie avrebbero di sicuro reso vano anche il primo passo. Ecco l’inciampo. Ci sono momenti, però, in cui una mano ti viene tesa e tu non puoi fare a meno di accettarla senza capire né come né perché – guai a chiederselo, penso io! – ritrovandoti una produzione come Gli Ipocriti Melina Balsamo che crede nella tua idea e decide di scommettere su una compagnia di attori giovani, diretti da un giovane attore alla sua prima vera esperienza da regista, che si propone di mettere su uno spettacolo tanto importante in una versione nuova e ambiziosa – seppure legata indissolubilmente alla tradizione – e portarlo in giro nei grandi teatri d’Italia: se non è già questa una follia … ditegli sempre di si!

“Il pazzo è un sognatore da sveglio” Immanuel Kant.

 

Eduardo scrive Ditegli sempre di sì (titolo originale “Chill’è pazzo!”) nel 1927 per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Solo nel 1932 il drammaturgo, in occasione della nuova messa in scena affiancato dai fratelli, decide di modificare il testo riducendo il numero dei personaggi e rivedendo l’intreccio della storia.

La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura, come del teatro in funzione anche, e soprattutto, di espediente sia comico che tragico. In Ditegli sempre di sì la pazzia è il vero motore comico. Lo stesso autore, nel prologo della versione televisiva registrata nel 1962, esordisce così:

 

Eccomi a voi. Non c’è filosofia nella farsa che recito stasera,

ma un personaggio della vita vera,

un tal dei tali affetto da follia [...]

Eppure, continua:

[...] Allora è un dramma, mi direte voi, io vi rispondo “è una tragedia nera,

ma non è nostra”. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca a noi. [...]

Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno può trovarselo davanti

un vero matto, e accade a tutti quanti di

commuoversi e ridere piangendo [...]

 

È quasi come se Eduardo invitasse, ora, gli spettatori ad una maggiore attenzione, a compiere quello stesso sforzo che poco prima aveva spacciato per superfluo. È chiaro, altresì, il riferimento a quell’aspetto della realtà codificato dal suo maestro, Pirandello: L’umorismo. D’altronde, qui a parlare è pur sempre Eduardo.

Da questo punto parte l’idea di messa in scena: l’obiettivo è andare oltre. Trasformare questa “farsa” in vero e proprio “dramma”. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se “persone” – attori di questa vicenda.

Domenico Pinelli

22 | 3 maggio 2026

GLI IPOCRITI MELINA BALSAMO

PAOLA MINACCIONI

 

LE STRAVAGANTI DIS-AVVENTURE DI KIM SPARROW

di Julia May Jonas

traduzione di Marta Salaroli

con Monica Nappo, Valentina Spaletta Tavella

e un’altra attrice in via di definizione

regia Cristina Spina

Le Stravaganti Dis-Avventure di Kim Sparrow è una commedia che vede protagoniste tre donne impegnate nel settore dell'abbigliamento vintage. Donne che lottano per la propria sopravvivenza, in un confronto continuo con la solitudine e le difficoltà di invecchiare. La pièce teatrale ci immerge nelle profondità dell'esperienza femminile contemporanea, offrendo uno sguardo tanto esilarante quanto toccante sulle sfide quotidiane affrontate dalle protagoniste. La scrittura incisiva di Julia May Jonas brilla nell'equilibrio perfetto tra momenti di disperazione e improvvisi scoppi di ilarità. I dialoghi serrati e le dinamiche che si sviluppano costituiscono un'acuta osservazione sociale, rivelando la complessità delle relazioni interpersonali, delle emozioni contrastanti e dei sogni che animano i personaggi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6 | 17 maggio 2026

NUOVO TEATRO DIRETTA DA MARCO BALSAMO

 

PAOLO CALABRESI

TUTTI GLI UOMINI CHE NON SONO

Storia vera di una falsa identità

di Paolo Calabresi

 

Partendo da una serie di trasformazioni che Paolo Calabresi ha realmente realizzato, in un crescendo di situazioni che mescolano continuamente finzione e realtà, questo spettacolo tratto dal romanzo scritto da Paolo stesso racconta le portentose capacità nascoste che tutti possiamo tirar fuori quando crediamo di non aver più nulla da perdere. “Ero immerso in un’enorme rappresentazione, era straordinario. Un palcoscenico immenso, una scenografia clamorosa, luci pazzesche. E soprattutto attori sublimi. Galliani, ad esempio, interpretava Galliani alla perfezione: perfettamente verosimile, direi addirittura coincidente. Io, dentro Cage, ero costretto a raggiungere quel grado di verosimiglianza e coincidenza, pena una denuncia per truffa e raggiro. Quest’obbligo mi portava alla perfetta adesione al personaggio.

Un po’ come dovrebbe essere sempre, credo…ma non è quasi mai.” Che cos'è il genio? È un lampo, un'intuizione, un principio di follia. A Paolo C. il colpo di genio arriva nel momento più buio della sua vita.

«C'è un confine netto tra realtà e finzione. Calabresi lo ha cancellato» – Paolo Genovese

 

 



Fonte: comunicato stampa

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