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Dopo aver affrontato “Come gli uccelli” di Wajdi Mouawad, Premio Ubu 2024 come miglior nuovo testo straniero e Premio Tragos per la regia, il regista Marco Lorenzi e il collettivo artistico Il Mulino di Amleto, proseguono il loro percorso di creazione a partire da grandi sfide linguistiche, addentrandosi questa volta nell’affascinante architettura della parola di William Shakespeare per portarla a deflagrare in modo radicale e dirompente, in un cortocircuito con il nostro presente dove emergono temi contemporanei quali il rapporto con il potere, la crisi della democrazia, il ruolo dei mass media.
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11>14 dicembre GIULIO CESARE o LA NOTTE DELLA REPUBBLICA Da William Shakespeare Adattamento drammaturgico e riscrittura Marco Lorenzi e Lorenzo De Iacovo Progetto Il Mulino di Amleto / A.M.A. Factory Regia Marco Lorenzi Collaborazione artistica Barbara Mazzi, Rebecca Rossetti, Daniele Russo Con (in o.a.) Vittorio Camarota, Yuri D’Agostino, Raffaele Musella, Francesco Sabatino, Alice Spisa, Angelo Tronca Con la partecipazione in video di Ida Marinelli e Danilo Nigrelli Regista assistente Barbara Mazzi Assistente alla regia Federica Gisonno Training a cura di Rebecca Rossetti Disegno sonoro Massimiliano Bressan Progettazione regia video PiBold / Paolo Arlenghi Progettazione luci Umberto Camponeschi Consulenza per scena e costumi Gregorio Zurla Ufficio stampa Raffaella Ilari Ogni epoca ama chi la domina, Bruto, non chi la interroga. (Spettro di Cesare, atto 5)
«GIULIO CESARE o LA NOTTE DELLA REPUBBLICA ha uno scopo duplice - scrive Marco Lorenzi - da un lato, affrontare con radicalismo e purezza uno dei testi più potenti e meno frequentati di William Shakespeare; dall’altro, "usare" la storia di Bruto, Cassio, Antonio, e della disgregazione della Repubblica Romana come un luogo con cui possiamo indagare, interrogare, investigare questioni che toccano da vicino il nostro presente e lo determinano». Le domande di bruciante attualità che scaturiscono dall’incontro tra regista, attori e drammaturgia, sono per questa creazione un motore di immaginario potentissimo. Cosa spinge un gruppo di esseri umani a riconoscersi in una ribellione anche mediante l’uso delle armi? Quale è il rapporto tra Politica e Etica? Cosa c’è alla radice di una crisi lacerante di un sistema politico e repubblicano? Quale è lo stato di salute della democrazia nel mondo in cui viviamo? Quale il nostro rapporto con l’ambizione e il desiderio? Quale è il nostro rapporto con la responsabilità che accompagna il concetto di libertà e di democrazia? Che rapporto c’è tra i media, i fatti e la loro mistificazione con le scelte politiche che determinano il mondo in cui viviamo? «Partendo da queste domande - prosegue Lorenzi - lo spettacolo non ha come suo obiettivo la rappresentazione cronachistica della tragedia romana di Shakespeare, piuttosto l’indagine del "nostro" rapporto con questi temi e questo testo. Cassio dice a Bruto: «La colpa non è nelle nostre stelle, ma in noi stessi». E a me viene in mente che per trasformare il Giulio Cesare di William Shakespeare nella nostra Notte delle Repubblica, dovremo addentrarci con coraggio nelle pieghe dell’imperfezione degli esseri umani che Shakespeare “inventa”. Una imperfezione che diventa fonte di quel male e di quella ambizione che, moltiplicate, diventano motore delle forze sociali, le quali impediscono che lo sviluppo si trasformi in progresso. Lo spettacolo è composto da musica originale al 50%, grande drammaturgia all’80%, conflitto generazionale al 40%, nuovi linguaggi al 60%, recitazione pura al 100%, rapporto con il pubblico all’80%, in un allestimento in cui viene abbattuta la tradizionale distanza tra spettatore e attore, alla ricerca di uno spazio unico tra platea e palcoscenico in cui costruire una relazione rituale/assembleare con il pubblico. «Mi sono chiesto - scrive Lorenzi - come dare forte eco contemporanea alle parole e alle relazioni di questo capolavoro shakespeariano. Alla fine mi sono accorto che nelle sue parole c’era già tutto. Bisognava solo saperle ascoltare. E sapere ascoltare forse è una delle cose più difficili e meno praticate nel mondo in cui viviamo. Ma è anche una delle cose in cui io e i miei attori del Mulino di Amleto ci esercitiamo di più. L’idea culminante è arrivata quando ho realizzato che potevamo continuare a lavorare su queste parole, pure e taglienti come una lama, immergendo attori e spettatori in un flusso costante di immagini proiettate e ispirate al flow mass-mediale in cui siamo assorbiti tutto il giorno. E così abbiamo fatto: lo spazio del nostro spettacolo è semplice e universale, uno spazio vuoto che richiama uno dei tanti luoghi del potere in cui la vicenda potrebbe ambientarsi. Ma, sospesi sopra la testa degli attori e degli spettatori, due grandi schermi continuano a proiettare incessantemente telegiornali, breaking news, talk politici, notiziari economici, aggiornamenti dai tanti fronti di guerra dai quattro angoli del globo. Fondamentalmente, si tratta di quella narrazione che costantemente invade la nostra vita, che forma (e deforma) la nostra percezione della realtà e ci rende impossibile distinguere ogni forma di verità. Si tratta di analizzare il rapporto tra le stanze private del Potere e la narrazione mai oggettiva che ci arriva dello stesso attraverso le immagini che usa per raccontarsi. Fino al momento in cui questo flusso indistinto verrà fatto tacere a favore della forza del Teatro, della parola viva e del corpo dei performer sul palco e del loro incontro denso e significativo con gli spettatori». INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI PREZZI Intero 25 € Under30 15 € Over 65 / Under 14 12 € Giovedì sera 22 € Convenzioni 20 € Scuole di teatro 12 € Prevendita e prenotazione 1 € ORARIO SPETTACOLI gio>ven ore 20.30, sab ore 16.00 INFO e PRENOTAZIONI TEATRO FONTANA Via G.A. Boltraffio, 21, 20159 Milano +39 0269015733 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. www.vivaticket.com |
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