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Rimmar

Il chitarrista Marco Rinaldi è il deus ex-machina dei Rimmar; tutto nasce quando decide di spostarsi da Soverato (Catanzaro) a Pisa per dare vita, nel 2020, a questo interessante progetto nel quale un poderoso heavy metal si mescola con influenze elettroniche anni '80 e '90. L'opera prima esce nel 2025 grazie alla Rockshots Records. Raises (questo il titolo del disco) è un piccolo gioiellino, che si avvale della presenza di nomi eccellenti, tra i quali spicca Fabio Lione, che canta in due pezzi dell'album. Qui trovate il resoconto della chiacchierata con il simpaticissimo Marco. 

RIMMAR

Line up attuale

Marco Rinaldi: chitarra

Marco Biuller: voce

Tommy Paletta: chitarra

Alessandro Cola: basso

Marco Moretti: batteria

 

Discografia

Raises - album (2025)

- A&B -Ciao Marco. I Rimmar nascono da una tua idea, cosa ci puoi raccontare di questo interessante progetto?

- Marco Rinaldi: Ciao a tutti! Innanzitutto grazie dello spazio e della visibilità che ci viene concessa. Rimmar nasce non tanto da una idea di “nome” o di gruppo, ma da un cammino un po' inverso, da una fase della mia vita nella quale, accostandomi alla composizione musicale nel mio studio in Calabria (Metal House Studios di Soverato) ho raccolto molto materiale che, dapprima, era concepito come “gioco”, “sperimentazione”, creato e modellato sui primi host per Pc (Nuendo, Pro Tools) e che alla fine è diventato un progetto! Mi sono detto “perché non raccogliere i brani più significativi e farne un disco?”. Poi, in effetti, ho così tanto materiale che se ne potrebbero ricavare almeno altri due! [ride - n.d.R.].

- A&B - Hai precedenti esperienze con altre band?

- Marco Rinaldi: Una band del Liceo! Ci chiamavamo Hiram! Abbiamo fatto anche qualche concertino nelle feste locali e registrato una cassetta in presa diretta con due microfoni sempre nello studio a Soverato! A risentirla mi piace sempre, è tutto garage, è tutto heavy metal puro anni '90! È da qui che sono nato! Magari un giorno raccolgo anche un po' di quel materiale lì e ci faccio un Ep da lasciare ai posteri!

- A&B - Componi da solo o hai qualche collaboratore di fiducia?

- Marco Rinaldi: Tutto da solo.

- A&B - Di cosa trattano i brani dell’album Raises?

- Marco Rinaldi: Raises intende partire da tematiche reali snocciolando problematiche del vissuto quotidiano che abbracciano, nella finzione dell'opera, una molteplicità di aspetti che caratterizzano la nostra società; pianeta terra, ambiente, religione, cyberbullismo, haters in rete. “Mighty Messenger”, per esempio, racconta di questo angelo che viene in aiuto di una persona che si trova in un momento di difficoltà, in mezzo ad una strada con una macchina che costeggia due fiumi che stanno straripando! In realtà è un sogno che feci una notte, talmente lucido da sembrare vero quindi era giusto musicarlo!

- A&B - La musica presente nel disco spazia dall’hard raffinato degli anni ’80 e ’90 alla musica elettronica (ma si riconoscono anche riff alla Black Sabbath). Quali sono le tue principali fonti di ispirazione?

- Marco Rinaldi: Franco Battiato, Pink Floyd (The Wall), Madonna, Duran Duran, Tal Talk, Depeche Mode! [ride - n.d.R.]. Tutto vero eh! Sono le prime cose che ho ascoltato e credo che si possano ritrovare nel mio sound! Poi nel 1989 la svolta; un fratello metallaro un giorno in campeggio mi mise nelle orecchie le cuffie del suo vecchio walkman e spinse il tasto play: “Aces high”, Iron Maiden! Fine.

- A&B -Nel disco appaiono alcuni noti musicisti del panorama metal italiano (per brevità citiamo solo Fabio Lione, che canta nei brani "Mighty Messenger" e "Vortex", e Kyo Calati dei MindAheaD ospite in “Cruel Summer”, cover delle Bananarama). Come sei riuscito a coinvolgere questi artisti?

- Marco Rinaldi: Per risponderti mi devo collegare alla prima domanda; una volta decisa la selezione dei brani dai quale poi nacque Raises, decisi di prendere armi e bagagli e trasferirmi a Pisa, dove avevo già un grande amico e fratello di gioventù (Alex Sabadini del Borderline di Pisa) per introdurmi nell’ambiente e realizzare il mio sogno! Alex mi presentò a varie persone, tra le quali Antonio Inserillo (ex batterista dei Death SS), che aveva già lavorato e prodotto una serie di gruppi metal di zona. Grazie ad Alex ed Antonio entrai in contatto con Fabio (lo conoscevo già, ma ci volevano amicizie più grosse per farlo entrare nel progetto) [ride - n.d.R.] e poi via via tutti gli altri.

- A&B - Essendo tu nel giro dei musicisti di Pisa, volevo chiederti sei hai contatti anche con Alessio Lucatti [tastierista dei Deathless Legacy, Etherna, ex Vision Divine, ecc… - n.d.R.].

- Marco Rinaldi: Assolutamente sì! Lo scorso 31 luglio al Giardino Scotto, ho aperto proprio io per i Deathless Legacy. È stato un grande onore per me farlo in quel contesto.

L'album Raises

- A&B - Chi ha ideato e realizzato la copertina dell’album?

- Marco Rinaldi: Tommy Paletta! Il mio chitarrista ritmico! [sorride - n.d.R.]. È un ottimo grafico anche, ci siamo seduti a tavolino ed abbiamo riflettuto molto su come dovevano essere la copertina e tutti gli inlay del disco!

- A&B - Come sei entrato in contatto con l’etichetta Rockshot Records?

- Marco Rinaldi: Grazie a Ros Crash! [cantante dei toscani 17 Crash - n.d.R.]. Rosario aveva già all’attivo un paio di dischi con questa etichetta e molto gentilmente mi ha messo in contatto con Roberto Giordano, il direttore della RS. Gli ho mandato il disco, gli è piaciuto e abbiamo firmato il contratto.

- A&B -Chi fa parte della tua band attualmente?

- Marco Rinaldi: Oltre a me, c’è Marco Biuller alla voce, Alessandro Cola al basso, Tommy Paletta alla chitarra e Marco Moretti alla batteria.

Marco Rinaldi in assetto da battaglia

- A&B - Nelle foto promozionali imbracci una splendida Paul Reed Smith. Ci parli del tuo equipaggiamento? Oltre alla chitarra suoni altri strumenti?

- Marco Rinaldi: Quella chitarra la comprai usata nel 2008 da un jazzista di Roma! Ho sostituito il pickup al ponte originale con un Seymour Duncan Jb ed è diventata una bomba metal! Oltre alla Prs Custom 24, posseggo una Charvel So Cal simile alla Jackson Adrian Smith, con ponte Floyd Rose, e questa la uso prevalentemente per brani più heavy anni 80/90. Con questa per esempio ho registrato il solo di “Mighty messenger” e “Planet Mars”! Inoltre, ho una Ibanez Serie S, tutta accordata in Re, potentissima con Pickup Doug Aldrich al ponte! Veloce e adatta ai brani come “8th Sin” ed “Unreal”, che utilizzano accordature basse. Ho anche un basso a 5 corde Ibanez Sdgr. Per quanto riguarda l’amplificazione uso solo valvole; testata Engl Ironball Se da 20 watt, in combinata con uno Zoom Ms70 cdr, un coltellino svizzero che piazzo in send e return per gli effetti! Ma io in realtà ho tre suoni, clean, crunch e lead, non ho bisogno di pedaliere, sistemi complicati o modeler. Ho avuto la Fractal Ax8 per dieci anni, bellissima, ma dal vivo ho sempre usato le valvole. Suono il basso e un po' la batteria. Mi cimento anche sulle tastiere, ma non ho la tecnica adatta per dire che “suono” le tastiere, ho una dimestichezza tale da consentirmi di suonare e comporre le melodie.

- A&B - Visto che ne abbiamo fatto cenno prima, come è andato il concerto del 31 luglio al Borderline Rock Fest [presso il Giardino Scotto di Pisa - n.d.R.]?

- Marco Rinaldi: Serata magnifica! Abbiamo festeggiato i trent’anni del Borderline insieme ai 17 Crash, ai Deathless Legacy ed ai Trick or Treat! Ottima anche l’affluenza di pubblico se si considera il periodo e soprattutto il caldo! Abbiamo suonato sei brani e ci siamo divertiti molto insieme al pubblico che pian piano riempiva il Giardino! Il giorno prima – il 30 luglio – hanno suonato Geoff Tate ed Eric Martin; non siamo riusciti a incontrarli ma la serata è stata emozionante, in quanto il repertorio dei brani proposti sia dell’uno che dell’altro ha scardinato ricordi e momenti di esaltazione!

- A&B - Il tuo gruppo è stato scelto per suonare alla XVI edizione del Rock Metal Fest di Pulsano (Ta), [13 agosto 2026 – n.d.R.]. Come sei venuto a conoscenza dell’evento e del relativo bando di partecipazione?

- Marco Rinaldi: Sempre tramite Ros Crash che ci suonò anni fa! Sì, devo molto a Ros [ride – n.d.R.], mi ha segnalato l’evento e appena è uscito il bando mi sono proposto!

- A&B - Cosa si deve aspettare chi verrà a vedervi dal vivo?

- Marco Rinaldi: Energia, Metal, simpatia! Hai sentito “Vortex”? Beh, spero che sia un brano che faccia saltare la gente, anche perché fonde tutto ciò che è il mio bagaglio di influenze e stili! Certo, può suonare strano, soprattutto in un contesto metal, però è proprio questo a cui puntavo, allo “shock” alla “meraviglia” barocca che potrebbe suscitare nella gente! Del resto, anche Fabio Lione è rimasto stranito, ma poi si è divertito molto a cantarlo!

- A&B - Ti ringrazio per la disponibilità e ti lascio lo spazio per lanciare un messaggio ai fans dei tuoi Rimmar.

- Marco Rinaldi: Se volete vederci presto in azione, il 13 agosto accorrete numerosi al Rock Metal Fest.  È un grande evento il RMF, soprattutto perché dietro a tutto c’è della gente che organizza, si sbatte, ha passione e mette su un festival di musica Metal in Italia; si deve lodare l’iniziativa e parteciparvi in massa! Un saluto dai Rimmar!  “Inconsiussss”.

RIMMAR: a sin. Alessandro Cola (bs) e Marco Moretti (bt), al centro Marco Rinaldi (ch), a dx Andrea Ranfa (voce) e Tommy Paletta (ch).

 

 

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