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I Daegonian sono una band Symphonic Death Black Metal, nata a Bari nel lontano 2009. Dopo qualche anno di inattività sono ripartiti in grande stile e ora li abbiamo intervistati per conoscere qualcosa in più della loro storia e per sprofondare negli abissi della loro musica. |
DAEGONIAN Emanuele Zampetta: voce Francesco Addante: chitarra Nicola Lassandro: chitarra Francesco Paolo Caputo: batteria Orchestrazioni by Domenico Bello
Discografia Come DAGON 2009 - Ancestral Heritage - Ep 2012 - Legacy of Dagon - Ep Come DAEGONIAN 2024 - Through the Great Beyond - album
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- A&B - Partiamo dal nome del gruppo, perché avete cambiato il monicker da Dagon a Daegonian? - Francesco: Il nome “Dagon” che avevamo scelto inizialmente, riferito alla divinità degli abissi nell’Universo dello scrittore horror/fantascientifico H.P. Lovecraft, era utilizzato anche da una band death metal americana. Abbiamo deciso di modificarlo in "Daegonian", inteso come “riguardante Dagon”, ma più in generale riferito a tutto ciò che concernesse tematiche oscure e abissali, o collegato ai meandri più reconditi e nascosti dell’animo umano, magistralmente tradotti in letteratura dal genio di Lovecraft.
– A&B - Il vostro progetto musicale si era interrotto intorno al 2012 e poi è ripartito nel 2021, cosa è successo in quel periodo? - Emanuele: Il 2013 ha rappresentato un periodo di cambiamenti personali per molti di noi. Avevamo pubblicato l’EP Legacy of Dagon nel 2012, suonandolo in giro per alcuni show, ma qualcosa stava cambiando nelle nostre vite. Alcuni hanno cambiato città per lavoro o studio e, inevitabilmente, il progetto ha avuto uno stop. Potremmo dire che è stato un periodo di incubazione della creatura Daegonian, ritiratasi nella sua intima oscurità. Quello che ha restituito è il disco Through the Great Beyond, dal sound più estremo e sinfonico rispetto al passato, frutto dell’evoluzione compositiva nei 9 anni di pausa.
– A&B - I vostri testi si ispirano ai romanzi di H.P. Lovecraft [il ciclo di Cthulhu e tutte le altre opere dello scrittore statunitense - n.d.R.]. Come mai questa scelta? Chi di voi è quello più appassionato all’argomento? - Francesco: La scelta si è verificata in maniera del tutto spontanea, quando all’età di 18 anni ho incrociato in libreria “Il caso di Charles Dexter Ward” di Lovecraft, autore che all’epoca non conoscevo. Successivamente io ed Emanuele (cantante e autore dei testi) abbiamo condiviso la lettura di diversi racconti di Lovecraft, i quali ci hanno completamente catturato e assorbito. Tutte le immagini più terrificanti, primordiali e oscure della psiche umana prendevano forma sotto i nostri occhi mentre divoravamo i racconti: "Dagon", "Il richiamo di Cthulhu", "Il caso di Charles Dexter Ward", "La maschera di Innsmouth" e così via. Tradurre in musica quelle visioni era diventato il nostro compito.
La copertina del disco Through the Great Beyond – A&B - Quali sono le band che vi hanno influenzato maggiormente? -Emanuele: Septicflesh, Dimmu Borgir, Fleshgod Apocalypse, Behemoth, Stormlord, per citare le più conosciute. – A&B - Nei vostri brani sono presenti molti stacchi (oltre ad alcune melodie portanti) orchestrali. Chi si occupa delle orchestrazioni? - Emanuele: Le orchestrazioni sono composte e registrate da Domenico Bello, ex componente live della band, che continua a far parte della famiglia Daegonian senza esibirsi sul palco. Nel prossimo disco continuerà a curare tutte le componenti orchestrali. È un musicista di enorme valore tecnico e compositivo, un onore averlo al nostro fianco dal 2009.
– A&B - Quanto aggiungono ai vostri pezzi gli arrangiamenti e le citate orchestrazioni? - Francesco: Nel sound complessivo le orchestrazioni sono una componente fondamentale, essendo utili a ricreare con forza e imponenza le atmosfere legate alle tematiche trattate. Non saremmo i Daegonian senza questa impronta sinfonica, la quale più che uno sfondo nei brani è a tutti gli effetti uno strumento a sé.
– A&B - Di recente avete affrontato un mini tour in Europa (con date in Slovacchia, Ungheria e Romania), come è andata? - Emanuele: L’esperienza è stata molto emozionante. È sicuramente faticoso incastrare migliaia di chilometri in macchina, esibizioni live e tutta la logistica associata, ma tutto ti viene restituito dalla felicità e dall’energia di potersi dedicare completamente alla propria passione: la musica! Se a tutto ciò si aggiunge la presenza di compagni di viaggio favolosi allora diventa un sogno ad occhi aperti. Ci ha sinceramente emozionato la risposta del pubblico, restituendoci affetto e gratitudine aldilà di ogni nostra aspettativa, creando contatti e connessioni molto forti. Fra ottobre e novembre proseguiremo con il secondo blocco di date in est Europa, siamo in fase di definizione delle date e dei locali. – A&B - Che aria si respira da quelle parti? - Francesco: Questa è una domanda estremamente interessante. In est europa si respira una cultura della musica estremamente viva e pulsante. I singoli locali underground organizzano tantissimi concerti, la gente accorre a prescindere da chi suonerà, che siano amici, sconosciuti, band locali, band estere. Il pubblico è presente, attivo, coinvolto. A fine esibizione, anche se sei il signor “nessuno” come noi, non vedono l’ora di interagire con te, di farti sentire apprezzato e piazzarti una quantità smisurata di birre in mano (eheheh). Questo ti dà una bella spinta per andare avanti e insistere nel percorso musicale. Chiaramente in questo contesto le band emergenti hanno molte possibilità di esibirsi e poter crescere. Sarebbe bello se anche in Italia prendessimo spunto da questo approccio, ne gioverebbe tutto il movimento musicale live. – A&B - Avete incrociato qualche band famosa? - Emanuele: No, non abbiamo incrociato band famose durante il tour.
– A&B - Quali sono i vostri progetti futuri, si parla di un nuovo album per l’anno prossimo, avete già in mente una data di uscita precisa? - Francesco: L’obiettivo principale per il futuro è l’uscita di un nuovo disco, attualmente siamo in piena fase compositiva, contiamo entro il 2027 di poter uscire col nuovo lavoro. Il disco seguirà le orme tracciate dal precedente Through the Great Beyond, si alterneranno momenti di black e death metal ad aperture sinfoniche, siamo molto contenti del materiale che sta prendendo forma e non vediamo l’ora di poterlo condividerlo col pubblico sui prossimi palchi.
– A&B - Siete stati selezionati per suonare al Rock Metal Fest di Pulsano (Ta), evento che si terrà il prossimo 13 agosto. Come siete venuti a conoscenza del Fest e del relativo bando di partecipazione? - Emanuele: Il Rock Metal Fest è diventato ormai un festival di riferimento nel panorama musicale estivo open air italiano, e noi, da pugliesi, lo conosciamo molto da vicino avendolo frequentato come pubblico. Quest’anno eravamo pronti a poterci candidare anche alle selezioni che permettono di esibirsi, il cui bando già gli anni passati avevamo visto pubblicato sulle pagine social.
– A&B - Cosa si deve aspettare chi viene a vedervi dal vivo? - Francesco: Quello che cerchiamo di trasmettere durante le nostre esibizioni è la potenza e la solennità delle atmosfere che raccontiamo nei nostri brani. Chi assiste ad un nostro live deve aspettarsi una alternanza di metal estremo e momenti orchestrali.
– A&B - Vi ringraziamo per la disponibilità e vi lasciamo lo spazio per un messaggio ai vostri fans e ai lettori di “Artists & Bands”. - Emanuele: Innanzitutto, ringraziamo di cuore la redazione e i lettori di “Artists & Bands” per averci concesso questo momento di condivisione e approfondimento. Ci auguriamo di vedervi in tanti al Rock Metal Fest, sorseggiando una birra in compagnia di tanti fratelli e sorelle Rock/Metallars!! Ci vediamo sotto il palco, Horns up \m/.
DAEGONIAN, da sin a dx: Francesco Addante (ch), Francesco Paolo Caputo (bt), Emanuele Zampetta (vc) e Marco Monno (ex chitarrista della band).
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