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Recensioni

Dave Brubeck
Two Generations of Brubeck

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Masterpiece

Scritto da Gianluca Livi Venerdì 12 Marzo 2021 17:10

Ecco l'album che mai ci si aspetterebbe da uno come Dave Brubeck: messa in piedi una band assieme a i suoi tre figli (Darius al piano, Chris al basso e Dan alla batteria), chiamato a sé uno stuolo di musicisti di prim'ordine (tra i quali, è appena il caso di citare Chick Corea e Dave Mason), Brubeck confeziona un album nel quale rivisita alcuni standard e propone nuove composzioni partorendo un capolavoro che oscilla efficacemente tra impostazione classica e nuove tendenze (si parla dei primi anni '70).

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Jethro Tull
Minstrel In The Gallery (40th Anniversary: La Grande Edition)

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Masterpiece

Scritto da Giuseppe Artusi Giovedì 11 Marzo 2021 17:10

Album di transizione nella storia del gruppo di Ian Anderson, Minstrel in the Gallery riflette da una parte le tensioni e le inquietudini del periodo (metà anni '70), e dall'altra, specularmente, le incertezze artistiche e personali del leader, il tutto mirabilmente esposto e riassunto nella suite Baker St. Muse.

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Pat Metheny
Road to the Sun

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Album

Scritto da Gianluca Livi Giovedì 11 Marzo 2021 13:54

Ancora un album acustico per Pat Metheny, perfettamente orientato all'intimismo già espresso in opere per sola chitarra come "New Chautauqua" (1979), "One Quiet Night" (2004) e "What's it all about" (2011).

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Neil Young
Way Down in the Rust Bucket

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Album

Scritto da Gianluca Livi Mercoledì 10 Marzo 2021 12:32

Eccolo, il live che tutti aspettavamo da Neil YoungDopo il deludente "Return to Greendale" - che ha proposto integralmente (e purtroppo pedissequamente), un concept un tantino dispersivo e a tratti sbiadito, tralasciando brani di tutti gli altri (innumerevoli) album del canadese - questo "Way Down in the Rust Bucket" è un vero toccasana per gli esigenti palati dei suoi fan.

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Napoli Centrale
Napoli Centrale

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Masterpiece

Scritto da di Paolo Marchegiani e Gianluca Livi Martedì 09 Marzo 2021 17:10

Corre l'anno 1975 e i Napoli Centrale, costituiti dal sassofonista James Senese ex leader degli Showmen e Franco Del Prete alla batteria, danno vita al loro primo lavoro dal titolo omonimo.

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Thin Lizzy
Thunder And Lightning

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Masterpiece

Scritto da Gianluca Livi Lunedì 08 Marzo 2021 17:10

L'ultimo album in studio dei Thin Lizzy è decisamente il più energico, specie se si confronta con titoli discreti ma un tantino appannati come “Chinatown” e “Renegade”.

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John Mayall & the Bluesbreakers
A Hard Road

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Masterpiece

Scritto da Gianluca Livi Lunedì 08 Marzo 2021 08:10

La recente iniziativa di DeAgostini di proporre nelle edicole italiane una collana di blues strutturata su sessanta vinili da 180 grammi, ci offre l'opportunità di parlare della prima uscita, qui rappresentata da un album storico, "A Hard Road", per anni considerato, a torto, inferiore al suo predecessore, il ben noto "The Bluesbreakers with Eric Clapton" del 1966.

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Antipope ‎– Apostle Of Infinite Joy

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Underground

Scritto da Gianluca Livi Mercoledì 17 Febbraio 2021 22:59



Fondata nel 2004, la band finlandese Antipope ha proposto fino ad oggi un coacervo di suoni e commistioni che riconducono sostanzialmente al progressive metal, pur con pesanti derivazioni black metal.
Il loro quinto album, "Apostle of Infinite Joy", si segnala per un cambio di direzione verso un heavy prog di stampo classico con ascendenze di stampo gothic e, più raramente, atmosferiche e malinconiche.
"Intoxicating Darkness" si segnala per le stratificazioni complesse che, talvolta, strizzano l'occhio ad altre derivazioni metal mentre "Apostle of Infinite Joy" tradisce ascendenze seventies (alcuni di questi ragazzi ascoltano anche i classici hard rock anglosassoni, evidentemente).
In ogni caso, in almeno tre brani - "Natural Born Heretic", "Red Goddess" e "Venereal Ritual For Dispersion And Reintegration Of The Soul" - gli Antipope mantengono ritmi serrati e/o piuttosto violenti, se non brutali, non tradendo le loro origini.
In tutti i brani, il cambio di tempo è ricorrente e i rimandi al prog metal sono sia latenti ("Apostle Of Infinite Joy"), sia palesemente espressi ("Intoxicating Darkness"). In entrambi i casi viene espressa originalità e sicurezza e il risultato è molto apprezzato.
L'ultimo brano, dal curioso titolo "0 = 2", riassume abilmente quanto sopra espresso, spalmando l'intero substrato sonoro del disco in poco più di 7 minuti (non a caso, si tratta del brano di più lunga durata).
Il cantato è convincente: lontano dall'abusatissimo growl, Mikko Myllykangas offre una originale proposta in bilico tra Tom Araya e Tim Baker, manifestando una credibile personalità.
Non essendo un amante delle tematiche sataniche e/o anticlericali, non apprezzo l'ennesima stancante, generalizzante esegesi sullo specifico tema, ormai ricorrentemente offerta, specie in nord Europa, con risultati oltremodo prevedibili.

line up
Mikko Myllykangas – Vocals
Joni Tauriainen – Bass
Antti J. Karjalainen – Guitars
Tuska E. – Drums

label: Fertile Crescent Records ‎
catalog: 768586600129
country: Finland
year: 2020
genre: progressive metal, black metal

tracklist
01. Harbinger of Dawn
02. Natural Born Heretic
03. Intoxicating Darkness
04. Apostle Of Infinite Joy
05. Red Goddess
06. Venereal Ritual for Dispersion and Reintegration of the Soul
07. Serpent of Old
08. 0=2



 
 

Lunarsea
Earthling/Terrestre

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Underground

Scritto da Gianluca Livi Mercoledì 17 Febbraio 2021 06:55

La Punishment 18 Records ci vede giusto e pubblica questo nuovo lavoro dei Lunarsea, notevole fatica discografica che esprime un'altra eccellenza italiana.

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Maria Mazzotta
Amoreamaro

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Underground

Scritto da Gianluca Livi Mercoledì 17 Febbraio 2021 06:21


Dopo le esperienze maturate al servizio del Canzoniere Grecanico Salentino, Maria Mazzotta ha avviato una carriera solista che le sta regalando innumerevoli soddisfazioni e che esprime il meglio in questa nuova fatica discografica.
Amoreamaro” raccoglie dieci brani, prevalentemente attinti dalla tradizione meridionale, non soltanto pugliese (rappresentativa, in tal senso, la versione del canto sardo “No poto reposare”), ai quali si affiancano composizioni di grandi cantautori del passato, pur sempre attinti dalla compagine popolare regionale: “Lu pisci Spada” di Domenico Modugno, “Tu non mi piaci più” di Gabriella Ferri e “Rosa canta e cunta” di Rosa Balistreri.
L'album è arricchito dalla presenza di due inediti, entrambi in lingua salentina: la ballata d’amore “Nu me lassare” e la pizzica “Amoreamaro”.
Tema di fondo dell'opera, la visione femminile dell'amore nelle sue variegate espressioni.
La Mazzotta è in possesso di una voce molto espressiva, della quale è impossibile non notare la vicinanza a quella delle grandi interpreti femminili del folk, che qui maggiormente risalta grazie ad efficaci arrangiamenti di stampo minimale, capaci anche di mettere abilmente in evidenza la sostanza espressiva, il substrato sonoro di ciascun pezzo.

label: Agualoca Records
anno: 2020
genere: folk, etnica, musica tradizionale

band
Maria Mazzotta: chitarra, tamburello
Bruno Galeone: fisarmonica, pianoforte
Bijan Chemirani: zarb, percussioni
Andrea Presa: didgeridoo

tracklist
Vorrei Volare (Ballata della presa di coscienza)
Scura Maje
Nun me lassare
Rosa Canta e Cunta
No Potho Reposare
Tore Tore Tore
Lu Pisci Spada
Beddha Ci Stai Luntanu
Amoreamaro
Tu Nun Me Piaci Più

 
 

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