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Recensioni

Steely Dan
Pretzel Logic

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Masterpiece

Scritto da Luca Driol Venerdì 13 Agosto 2021 13:59

Chiamarsi come un vibratore a vapore ideato dalla mente di Borroughs per il suo “Il Pasto Nudo”, potrebbe far pensare a un gruppo punk, ma gli Steely Dan sono invece stati (e sono tutt’ora) gli alfieri della miglior fusione tra rock e jazz.

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Prince and The Revolution
Purple Rain

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Masterpiece

Scritto da Gianluca Livi Lunedì 09 Agosto 2021 13:59

Purple Rain” si distacca certamente dai cliché funky delle precedenti uscite discografiche di Prince (compreso l'album "1999", qui recensito, che pure ebbe un grande successo di pubblico e critica): per la prima volta, infatti, presenta musiche suonate da una band completa e si pregia di possedere un'architettura poliedrica, da un lato caratterizzata dall'alternanza di drum machine e ritmiche acustiche ed elettroniche, dall'altro contraddistinta da una struttura sonora complessa, arricchita da rivestimenti di chitarre, tastiere, sintetizzatori, effetti elettronici e altri strumenti ancora.

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Gentle Giant
Octopus

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Masterpiece

Scritto da Giuseppe Artusi Mercoledì 04 Agosto 2021 13:59

Seconda rilettura di Steven Wilson del catalogo dei Gentle Giant, dopo “The Power And The Glory” pubblicato nel 2014, quella su “Octopus” è in realtà una operazione spuria. Infatti dei nove brani dell’album, solo sei sono in realtà stati rimissati, in quanto dei rimanenti tre (“The Advent of Panurge”, “Raconteur Troubadour” e “The Boys in the Band”) sono andati perduti i nastri originali, per cui di essi Wilson ha operato il semplice remaster.

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Allman Brothers Band
Seven Turns

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Masterpiece

Scritto da Bartolomeo Varchetta e Gianluca Livi Sabato 31 Luglio 2021 13:59

 

Se i Lynyrd Skynyrd hanno sempre rappresentato il lato più hard del southern rock, la Allman Brothers Band ha incarnato quello più blues, peraltro a vocazione fortemente votata alla jam e all'improvvisazione collettiva.

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Pink Floyd
The piper at the gates of dawn”

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Masterpiece

Scritto da Bartolomeo Varchetta Giovedì 29 Luglio 2021 13:59

Quando di tanto in tanto ho l'’occasione di recensire qualche band di primaria importanza, tra quelle di mio gradimento, alla richiesta di informazioni da parte dei miei diretti responsabili in Redazione riguardo il mio relativo grado di conoscenza, spesso la mia risposta é: "...e me lo chiedi pure... guarda che questi venivano a scuola con me!!!"

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La Bohème
Bologna, 20 Luglio 2021

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Live

Scritto da Paolo Marchegiani ed Eulalia Grillo Martedì 27 Luglio 2021 13:55

Bologna, 20 Luglio 2021 - Estate del Bibiena 2021 - Teatro Comunale 

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Agorà
Live in Montreux

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Masterpiece

Scritto da Gianluca Livi Domenica 25 Luglio 2021 13:59

La formula proposta dagli Agorà è una mistura, talvolta improvvisata, tra certo jazz-rock statunitense di stampo più intimista e atmosfere calde tipiche della cultura musicale mediterranea.
"Penetrazione” è un brano rilassato, caratterizzato da un ostinato al basso sul quale ogni singolo musicista innesta i propri interventi: determinato quello del sax; soffusi, quasi eterei quelli di piano, chitarra e batteria (quest’ultima impegnata in raffinatezze con i piatti).

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Ezra Winston
Ancient Afternoon

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Masterpiece

Scritto da Gianluca Livi Lunedì 19 Luglio 2021 13:59

Ancient Afternoon” rappresenta una conferma del valore tecnico e compositivo del gruppo.
La proposta musicale, ancorché altrettanto valida, appare tuttavia diversificata rispetto al passato. Viene abbandonata quasi del tutto la cupezza che aveva tipizzato l’esordio a favore di una maggiore solarità, percepibile sin dall’iniziale melodia suonata dal flauto, decisamente allegra e briosa, quasi scanzonata.

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Yes
Going for the one

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Masterpiece

Scritto da Valentino Butti Sabato 17 Luglio 2021 13:59

Erano trascorsi tre anni dalla pubblicazione di “Relayer” ( album che suscitò più di qualche perplessità tra i fan, ma che è stato ampiamente rivalutato con il passare degli anni…) e dal successivo ( e trionfale) tour, ed era tempo di tornare in studio per gli Yes. Il 1975 ed il 1976, oltre ad essere “spesi” on stage, erano serviti a dare libero sfogo alle velleità soliste dei 5 membri e i buoni riscontri commerciali avevano dato ulteriore fiducia alla band, malgrado i tempi fossero decisamente cambiati ed il prog stesse passando di moda. Gli Yes parvero non interessarsi a quanto avveniva nel mondo musicale e si diedero appuntamento in Svizzera ( a Montreux, per motivi fiscali..) per le registrazioni del nuovo album con la stessa formazione presente su “Relayer” e cioè Anderson-Squire-Howe-Moraz e White. Senonchè dopo qualche “session” Moraz se ne andò in Brasile per ultimare il suo “solo-album” ed al ritorno si trovò…licenziato…..Ovviamente il gruppo aveva già il sostituto e la stampa britannica specializzata ne diffuse la notizia quasi prima che Wakeman avesse detto “yes”……Con la ricostituzione della line-up forse più amata ( anche se io personalmente preferisco quella con Bruford alla batteria) tutti i tasselli erano ora al loro posto. E “Going for the one”, l’album che ne scaturì, è probabilmente l’ultimo vero capolavoro della band (anche se non mancarono negli anni successivi degli ottimi “colpi di coda” ), che ,paradossalmente presenta anche una copertina non certo tra le più riuscite. Il gruppo infatti aveva mantenuto solo il logo creato da Roger Dean ma non aveva ritenuto opportuno giovarsi del suo talento per la cover, affidandosi al rinomato studio Hipgnosis. Malgrado questa piccola pecca l’album riporta il gruppo ai fasti di “The Yes album”, “Fragile” e “Close to the edge” ed ad una riscoperta della formula “canzone” (a parte un episodio) con sommo piacere di Mr.Wakeman e delle vendite che permisero agli Yes di scalare le classifiche britanniche ed americane ( in un periodo non proprio facile per i gruppi progressive…). 5 brani compongono l’album con la frizzante e rockeggiante title track che apre le danze.

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Magnus: intervista alla moglie e ai figli

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Teatro e altre tendenze

Scritto da Gianluca Livi Venerdì 16 Luglio 2021 12:42




Intervista realizzata da Gianluca Livi


Ho sempre letto cose concernenti Magnus, fin da adolescente: le sue opere, le sue dichiarazioni, i ricordi di chi lo conosceva, le testimonianze di chi lo commemora.
Eppure, nell'oceano di scritti a lui dedicati, non ho mai scorto le testimonianze di chi viveva con lui il quotidiano: la moglie Margherita, i figli Riccardo e Francesca.
In altre parole, ne parlavano tutti, di Magnus, e ne parlano tutti ancora oggi - amici, conoscenti, colleghi, editori, giornalisti, ex soci - eppure, incredibilmente, nessuno ha mai pensato di andare a reperire le informazioni più genuine alla fonte: la sua famiglia (soltanto la moglie, in rari casi, ha concesso interviste).
Ho pertanto deciso di contattarli tutti e tre, proponendo loro la folle idea di una intervista corale nel corso della quale affrontare argomenti vari, tra i più disparati, partendo dal suo ruolo di padre e marito, giungendo alla causa con l'ex socio Luciano Secchi, passando per le sue opere, il soggiorno a Castel Del Rio, il legame con Giovanni Romanini, i molteplici aspetti del suo carattere complesso e molto altro ancora. 
Con mia grande sorpresa, l'iniziativa è stata gradita: l'approccio molto sommesso e discreto che caratterizza il modus comportamentale della famiglia Raviola, mi aveva erroneamente fatto prevedere un cortese ma deciso rifiuto. Mi sbagliavo: quella che ne è scaturita, prima che una intervista, si evidenza quale esperienza di vita permeata di substrato emozionale, sempre propenso a far riflettere, talvolta idoneo addirittura a commuovere.  
Cinque, in tutto, gli interessati: io che intervisto, loro tre che dialogano con me, più lo stesso Roberto Raviola, del quale vengono oggi contestualizzati stralci di sue dichiarazioni passate.  
Buona lettura.
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