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Atrexial
Souverain

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Underground

Scritto da Daniele Ruggiero Mercoledì 29 Novembre 2017 11:10

Il buio più denso ed inospitale che circonda il nostro pianeta potrebbe essere paragonato al più selvaggio universo sonoro nel quale proliferano luminescenze sinistre.

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Max Smeraldi & Freddy Giuntoli
Strada Maestra

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Underground

Scritto da Janus Domenica 26 Novembre 2017 10:57

Diavolo di un Freddy Rising, al secolo Federico Giuntoli: dopo aver fatto parte degli Acting Out (cover band attiva fin dalla fine degli anni '70), e dei Martiria (gruppo storico dell'heavy metal nostrano, nel quale hanno militato anche Vinnie Appice dei Black SabbathRick Anderson dei Warlord), entra nel 2013 nei sabbathaini Anno Mundi, presso i quali è ancora in organico, contemporaneamente pubblicando come solista l'EP "Altro di me" (ne abbiamo parlato QUI) e partecipando alle compilation "Metal Years Vol 1" e "Vol. 2" (recensite rispettivamente QUIQUI), con brani che passano dall'hard blues all'hard rock di matrice anglosassone.

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Mastropirro-Tiberi
Musica Segreta

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Underground

Scritto da Alex Marenga Sabato 25 Novembre 2017 19:08

C’è in questo paese un underground che vive fuori dalle rappresentazioni che i media, ufficiali o presunti alternativi, danno del panorama culturale e musicale.

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Project-TO
Black Revised

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Underground

Scritto da Bartolomeo Varchetta Venerdì 24 Novembre 2017 16:52

Seconda incisione per il duo costituito da Riccardo Mazza e Laura Pol che già con "The White Side, The Black Side" aveva attirato l’attenzione degli addetti del settore.

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Andrea Orlando
Dalla vita autentica

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Underground

Scritto da Valentino Butti Martedì 21 Novembre 2017 22:37

Andrea Orlando, valido batterista de La Coscienza di Zeno (anche ex membro dei Malombra, dei Finisterre, nonché collaboratore con Hostsonaten, Narrow Pass ed altro ancora), nell’attesa del nuovo lavoro con la sua band (2018?), decide di mettersi temporaneamente in gioco ed in proprio, pubblicando il suo primo “solo-album” dal titolo “Dalla vita autentica”. Per far ciò, oltre ad una grande attenzione alle liriche (non di rado legate ad esperienze personali), ha pensato bene di scegliere nel giro del prog genovese (ma non solo) ed ecco, dunque, spuntare i nomi di Alessandro Corvaglia (voce), Agostino Macor (tastiere), Stefano Marelli (chitarre), Laura Marsano (chitarre), Marcella Arganese (chitarre), Simona Angioloni (voce) ed altri ancora, oltre al titolare del progetto che, per l’occasione, oltre alla batteria, suona organo e mellotron. Un album, quasi un concept per le tematiche affrontate, di raffinato prog sinfonico con sette tracce di buon, se non ottimo, livello. “Le forme della distanza”, che apre la raccolta, è uno strumentale delicato che sfiora l’elettronica minimalista ed è anche l’unico brano “atipico” presente. E’ con “Oltre domani” che entriamo veramente nel vivo del lavoro. Il testo (ben interpretato da Corvaglia) affronta il tema dell’ipocrisia che spesso regna tra le persone, mentre la musica è frizzante con, oltre alla chitarra di Marelli, splendidi e di grande effetto interventi del violoncello (Melissa Del Lucchese) che portano alla conclusione del brano. Su coordinate simili si muove la lunga “ Cinque giorni d’autunno”: inizio spumeggiante con Macor (piano elettrico, moog) e lo stesso Orlando alle tastiere, la chitarra, stavolta di Laura Marsano, in evidenza e poi gli inserti di violoncello, pianoforte su di una ritmica appena accennata, a ammorbidire il tutto. Il finale è ancora esplosivo con il moog che si sbizzarrisce su una ritmica scattante ed articolata.

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Nyman with a movie camera
Bologna, 15 Novembre 2017

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Live

Scritto da Paolo Marchegiani Lunedì 20 Novembre 2017 22:28

Bologna, 15 Novembre 2017 - Manzoni Factory - Teatro Auditorium Manzoni

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Habelard 2
Hustle&Bustle

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Underground

Scritto da Valentino Butti Lunedì 20 Novembre 2017 22:02

Quarto album per il progetto solista di Sergio Caleca (degli Ad Maiora) sotto il nome di Habelard 2, a pochi mesi da “Maybe” uscito sempre nel 2017. In “Hustle & bustle”, Caleca, come nei primi due album in proprio, si occupa di tutti gli strumenti, dal basso alle chitarre e alle tastiere con le quali “riproduce” il sax, la batteria, gli archi, l’oboe ed altri strumenti ancora. Tredici brani interamente strumentali concepiti a partire dagli anni ’90 (uno addirittura nel ’77…) e poi riarrangiati, anche più volte, fino alla versione definitiva presentata sul cd. Come già in “Maybe” la proposta di Caleca va a “scomodare” i primi Genesis, i lavori d Anthony Phillips e Steve Hackett, non dimenticando le seducenti melodie proprie dei Camel o dei Caravan, innervandoli, qua e là di sentori folk. Certamente la produzione “casalinga” e l’occuparsi di ogni aspetto del lavoro, presenta dei limiti oggettivi, ma Caleca, con l’esperienza, con gusto e sensibilità riesce ad ovviare, almeno parzialmente tali “difetti” e presenta un lavoro credibile e meritevole. Non manca il “divertissement” come la rielaborazione di “Fra Martino campanaro”, “Frère Jacques” posto ad inizio album; né il “sinfonico” con un pizzico di malinconia come in “Alice” (uno dei brani più recenti e con meno restyling); tantomeno la raffinata eleganza di “Folk e martello” deliziosamente acustica prima, decisamente più rock poi. Ed ancora un viaggio in Irlanda nella gioiosa “Celtic dream” con cornamuse, flauto, viola, arpa (sempre riprodotti con le tastiere) ad accompagnare la strumentazione elettrica.

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Porco Rosso
Living dead

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Underground

Scritto da Max Casali Giovedì 16 Novembre 2017 11:16

Per descrivere l’ineluttabile decadenza umana, tanto malata quanto apatica e sottomessa, su che genere sareste indirizzati? I pisani Porco Rosso puntano su quello più consono e spaventoso: l’horror-punk, infarcito di synth ed elettronica. 

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Pig's Blood
Pig's Blood

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Underground

Scritto da Daniele Ruggiero Mercoledì 15 Novembre 2017 20:22

Il primo ed omonimo album degli statunitensi Pig’s Blood è un susseguirsi di mazzate sonore senza esclusione di colpi.
Un death metal sporco e ruvido si infrange prepotentemente sul viso di coloro che possiedono il coraggio di entrare nella gabbia di filo spinato architettata ad hoc dal terzetto di Milwaukee.
Non aspettatevi virtuosismi e grande tecnica, per i Pig’s Blood l’importante è colpire, colpire forte e fare male. Per impressionare, i Nostri, si affidano ad un sound violento e senza fronzoli, si abbattono come un ariete sulla porta delle emozioni sfondandola senza mostrare alcuna sensibilità. Le chitarre, fangose e pesanti, invocano un death old-school accerchiato da un palpabile spettro black che contribuisce a creare atmosfere decisamente cupe e soffocanti. I suoni infatti sono come pece nera bollente gettata dalle alte mura di un castello, una scrosciante cascata di morte che precipita sui malcapitati sottostanti. Le ritmiche serrate, guidate da una voce disumana, si intersecano come serpi al sound selvaggio che i Pig’s Blood sferrano nelle dieci tracce del disco.
Durante i trentasette minuti di efferata brutalità, densa come il sangue che sgorga dalle ferite, il malvagio trio consuma il proprio odio sulle vittime finite tra le loro grinfie. Una volta all’interno della trappola Pig’s Blood non ci sarà modo di prendere fiato, di potersi guardare intorno, perché verrete assaliti dalle ferrose e taglienti chitarre che si stringeranno alla gola soffocando il vostro respiro.
Pig’s Blood è un disco delirante che strizza l’occhio a chi non pretende alti livelli di originalità ma che esige, piuttosto, un alto tasso di aggressività sonora. Un’irruenza ripugnante nella quale si combinano ingredienti crust, death, black e punk che deflagrano in una reazione chimica dalle conseguenze devastanti.
Vietato l’accesso ai gracili spiriti.

 

Anno:2017
Label: Godz Ov War Productions
Genere: Death

 

Tracklist:

01.Misanthrope Absolute

02. Iron Justice

03.Taste the Fucking Poison

04.Torches of War and Retribution

05.Rats (This World Is a Sewer)

06.Death March Insanity

07.The Age of Endless War

08.First Step in Making Things Right

09.Deniers of the Root

10.There Will Be No Law

 

Formazione:

Chris Ellis - Bass, Vocals

Brian Serzynski - Drums

Nick - Guitars

Bubba Nitz - Guitars

 


 



 

Giovanni Conelli
Di Viaggio, Di Fiore e Di Altre Spine

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Demo & EP

Scritto da Max Casali Martedì 14 Novembre 2017 13:18

Cantautore in continua ricerca musicale, Giovanni Conelli è un anomalo partenopeo che opta, col suo lato intimistico, di esprimere la “dark side” di Napoli: quella più mistica, crepuscolare, che estrapola le proprie ombre per trasfigurarle in luce, mantenendone, comunque, il fascino eterno.

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