Underground

Luca Bretta
L'1%

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Domenica 24 Dicembre 2017 10:02

Di origini ferraresi ma già da tempo impiantatosi tra i monti trentini, Luca Bretta ritorna con il suo nuovo album intitolato “L’1%” e con le idee più chiare che mai.

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Danilo Di Florio
Il migliore dei mondi possibili

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Sabato 23 Dicembre 2017 19:56

Terzo album per Danilo Di Florio che con “Il migliore dei mondi possibili” si propone nuovamente con un cantautorato brillante, schietto e genuino.

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Vie delle Indecisioni
Batracomiomachia

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Sabato 23 Dicembre 2017 19:48

Seconda incisione per questa band teatina che incarna a pieno titolo la definizione di musica indie, ovvero indipendente.

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Circo Boia
Circoboia

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Scritto da Daniele Ruggiero Martedì 19 Dicembre 2017 20:45

In alcune circostanze, l’immaginazione riflette la musica su qualsiasi superficie, sul cielo, sul ghiaccio, sul buio, sull’anima.

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Misantropus
The Gnomes

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Scritto da Janus Martedì 05 Dicembre 2017 19:58

Un efficacissimo ma purtroppo unico riff di chitarra, con piccolissime ed ininfluenti varianti, ripetuto ad oltranza in maniera caparbiamente ossessiva, come fosse un karma ipnotico, è l'unico elemento su cui poggia questa nuova fatica dei Misantropus, gruppo storico del doom italico, qui alla quarta prova su vinile.

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Atrexial
Souverain

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Scritto da Daniele Ruggiero Mercoledì 29 Novembre 2017 11:10

Il buio più denso ed inospitale che circonda il nostro pianeta potrebbe essere paragonato al più selvaggio universo sonoro nel quale proliferano luminescenze sinistre.

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Max Smeraldi & Freddy Rising
Strada Maestra

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Scritto da Janus Domenica 26 Novembre 2017 10:57

Diavolo di un Freddy Rising, al secolo Federico Giuntoli: dopo aver fatto parte degli Acting Out (cover band attiva fin dalla fine degli anni '70), e dei Martiria (gruppo storico dell'heavy metal nostrano, nel quale hanno militato anche Vinnie Appice dei Black SabbathRick Anderson dei Warlord), entra nel 2013 nei sabbathaini Anno Mundi, presso i quali è ancora in organico, contemporaneamente pubblicando come solista l'EP "Altro di me" (ne abbiamo parlato QUI) e partecipando alle compilation "Metal Years Vol 1" e "Vol. 2" (recensite rispettivamente QUIQUI), con brani che passano dall'hard blues all'hard rock di matrice anglosassone.

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Mastropirro-Tiberi
Musica Segreta

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Scritto da Alex Marenga Sabato 25 Novembre 2017 19:08

C’è in questo paese un underground che vive fuori dalle rappresentazioni che i media, ufficiali o presunti alternativi, danno del panorama culturale e musicale.

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Project-TO
Black Revised

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Venerdì 24 Novembre 2017 16:52

Seconda incisione per il duo costituito da Riccardo Mazza e Laura Pol che già con "The White Side, The Black Side" aveva attirato l’attenzione degli addetti del settore.

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Andrea Orlando
Dalla vita autentica

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Scritto da Valentino Butti Martedì 21 Novembre 2017 22:37

Andrea Orlando, valido batterista de La Coscienza di Zeno (anche ex membro dei Malombra, dei Finisterre, nonché collaboratore con Hostsonaten, Narrow Pass ed altro ancora), nell’attesa del nuovo lavoro con la sua band (2018?), decide di mettersi temporaneamente in gioco ed in proprio, pubblicando il suo primo “solo-album” dal titolo “Dalla vita autentica”. Per far ciò, oltre ad una grande attenzione alle liriche (non di rado legate ad esperienze personali), ha pensato bene di scegliere nel giro del prog genovese (ma non solo) ed ecco, dunque, spuntare i nomi di Alessandro Corvaglia (voce), Agostino Macor (tastiere), Stefano Marelli (chitarre), Laura Marsano (chitarre), Marcella Arganese (chitarre), Simona Angioloni (voce) ed altri ancora, oltre al titolare del progetto che, per l’occasione, oltre alla batteria, suona organo e mellotron. Un album, quasi un concept per le tematiche affrontate, di raffinato prog sinfonico con sette tracce di buon, se non ottimo, livello. “Le forme della distanza”, che apre la raccolta, è uno strumentale delicato che sfiora l’elettronica minimalista ed è anche l’unico brano “atipico” presente. E’ con “Oltre domani” che entriamo veramente nel vivo del lavoro. Il testo (ben interpretato da Corvaglia) affronta il tema dell’ipocrisia che spesso regna tra le persone, mentre la musica è frizzante con, oltre alla chitarra di Marelli, splendidi e di grande effetto interventi del violoncello (Melissa Del Lucchese) che portano alla conclusione del brano. Su coordinate simili si muove la lunga “ Cinque giorni d’autunno”: inizio spumeggiante con Macor (piano elettrico, moog) e lo stesso Orlando alle tastiere, la chitarra, stavolta di Laura Marsano, in evidenza e poi gli inserti di violoncello, pianoforte su di una ritmica appena accennata, a ammorbidire il tutto. Il finale è ancora esplosivo con il moog che si sbizzarrisce su una ritmica scattante ed articolata.

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Habelard 2
Hustle&Bustle

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Scritto da Valentino Butti Lunedì 20 Novembre 2017 22:02

Quarto album per il progetto solista di Sergio Caleca (degli Ad Maiora) sotto il nome di Habelard 2, a pochi mesi da “Maybe” uscito sempre nel 2017. In “Hustle & bustle”, Caleca, come nei primi due album in proprio, si occupa di tutti gli strumenti, dal basso alle chitarre e alle tastiere con le quali “riproduce” il sax, la batteria, gli archi, l’oboe ed altri strumenti ancora. Tredici brani interamente strumentali concepiti a partire dagli anni ’90 (uno addirittura nel ’77…) e poi riarrangiati, anche più volte, fino alla versione definitiva presentata sul cd. Come già in “Maybe” la proposta di Caleca va a “scomodare” i primi Genesis, i lavori d Anthony Phillips e Steve Hackett, non dimenticando le seducenti melodie proprie dei Camel o dei Caravan, innervandoli, qua e là di sentori folk. Certamente la produzione “casalinga” e l’occuparsi di ogni aspetto del lavoro, presenta dei limiti oggettivi, ma Caleca, con l’esperienza, con gusto e sensibilità riesce ad ovviare, almeno parzialmente tali “difetti” e presenta un lavoro credibile e meritevole. Non manca il “divertissement” come la rielaborazione di “Fra Martino campanaro”, “Frère Jacques” posto ad inizio album; né il “sinfonico” con un pizzico di malinconia come in “Alice” (uno dei brani più recenti e con meno restyling); tantomeno la raffinata eleganza di “Folk e martello” deliziosamente acustica prima, decisamente più rock poi. Ed ancora un viaggio in Irlanda nella gioiosa “Celtic dream” con cornamuse, flauto, viola, arpa (sempre riprodotti con le tastiere) ad accompagnare la strumentazione elettrica.

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