Underground

Kadavar
Berlin

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Scritto da Gianluca Livi Mercoledì 02 Settembre 2015 21:20

Non ci siamo proprio!
Siamo passati dalla ruvidità dei Black Sabbath seminali del primo album, ad uno stoner rock stantio e involuto.
L'album si compone di pezzi poco incisivi capaci soltanto di lasciare un labile segno, quando lo lasciano.
Il gruppo naviga in un oceano di imbarazzante ordinarietà, adottando una formula abusata che può sperare di colpire l'immaginario di giovani orecchie inesperte ma che non inganna l'ascoltatore più attento e completista.
L'unica cosa che si salva di questo lavoro è la avvincente copertina che, adottando la formula "die cut" (occhiali bucati all'altezza delle lenti), sembra omaggiare l'arte di Helmut Newton facendola passare per le mani di Andy Warhol, per la gioia dei collezionisti feticisti.
E forse, purtroppo, è stata proprio la complessità dell'art-work o le modelle ritratte all'interno della edizione gatefold ad aver distolto le attenzioni e le intenzioni del trio tdesco, a scapito della qualità sonora.


Track Listing
01. Lord Of The Sky
02. Last Living Dinosaur
03. Thousand Miles Away From Home
04. Filthy Illusion
05. Pale Blue Eyes
06. Stolen Dreams
07. The Old Man
08. Spanish Wild Rose
09. See The World With Your Own Eyes
10. Circles In My Mind
11. Into The Night
BONUS TRACK
12. Reich der Träume (Nico cover)

band:
Christoph "lupus" Lindemann - electric guitar, vocals, bass guitar
Simon "dragon" Bouteloup - bass guitar
Christoph "Tiger" Bartelt - drums


 

June and the Well
Gudiya

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Scritto da Gianluca Livi Giovedì 27 Agosto 2015 20:41

Secondo lavoro in studio dei June and the Well, gruppo che annovera membri di Miles Apart, Sprinzi, Tante Anna e Suburban Noise (gli ultimi, certamente i più noti, sono stati protagonisti della scena DIY di fine anni ‘90). Non "emo-rock", né "emo-punk", come viene ostinatamente e pomposamente riferito in rete, questo lavoro presenta sonorità molto vicine all'alternative rock di stampo statunitense, spesso devotamente indirizzato alla lezione musicale impartita daigli alfieri del genere alla fine del secolo scorso. In tal contesto, il disco si evidenzia per un sapente bilanciamento tra interessi rivolti alla melodia e una certa attitudine determinata (se non aggressiva, certamente energica). I risultati appaiono decisamente convincenti, mai un volta scontati. Pubblicato dalla giapponese Waterslide Records con un art-work molto accattivante che, con molta coerenza grafica, vede la presenza dell'immancabile "obi", fedele punto di riferimento della tradizione nipponica.


 

Laino
Broken Seed

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Scritto da Gabriele Martelli Giovedì 27 Agosto 2015 20:34

E’ un Mini CD di 6 brani questo esordio discografico del chitarrista e cantante Andrea Laino.
Riunito attorno a sé un ensemble acustico con Gaetano Alfonsi alla batteria, Andrea La macchia al contrabbasso e Diego Cofone al sax baritono e clarinetto basso, l'artista ci propone un sound molto americano nel suo termine più ampio. La chitarra resofonica, la matrice blues ed un cantato a metà strada tra Jeff Buckley e Eddie Vedder sono l’ossatura principale del disco. Non mancano influenze classic rock e qualche momento psichedelico, molto buona anche la padronanza della lingua inglese. Disco consigliato agli irriducibili amanti del suono southern/rock blues che vogliono comunque qualcosa un po’ fuori dai canoni del genere!


 
 

Giobbe
About Places

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Scritto da Gianluca Livi Sabato 22 Agosto 2015 22:44

Già front-man dei Disappearing One - ensemble che vanta tre uscite discografiche a metà tra musica d'autore e alternative-rock - Giobbe propone un'opera interamente cantata in lingua inglese fortemente influenzata dal brit-pop di stampo introspettivo e riservato ove colloca amabili e contestualizzate influenze folk di provenienza statunitense. L'artista omaggia i suoi punti di riferimento musicali - dall'irlandese Glen Hansard, ai Pearl Jam acustici, passando per Oasis e Jeff Buckley (ma anche - ci metto del mio - per i misconosiuti e validissimi Chalk FarM, quartetto losangelino forte di due album di natura intimistica partoriti sul finire nei tardi '90) - proponendo musiche che paiono sonorizzare con efficacia i colori vividi ma malinconici della stagione autunnale.

 



 

Gabriele Bellini
Acoustic Spaces

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Scritto da Gianluca Livi Sabato 22 Agosto 2015 22:28

Notevolissima prova solista per un virtuoso della chitarra noto per la sua militanza negli Hyaena e nei Ritmenia Xoo. La scelta della via acustica non concede spazi al minimalismo e alla rarefazione talchè l'artista cesella un'opera molto ricca, multicolorata, estremamente stratificata di pathos e arrangiamenti. Citando due soli brani a titolo di esempio, "Season Zero" rappresenta il perfetto connubio tra atmosfere acustiche e sinfonismo di stampo decadente mentre "Awakenings" propone una formula che da un lato omaggia la lezione virtuosistica del trio De Lucia/McLaughlin/Di Meola, dall'altro evoca l'intimismo introspettivo di Ralph Towner, largamente presente anche nei successivi "Terraforming" e "Dynamic Day" (quest'ultimo, a sua volta, richiama anche l'intimismo profuso dal Pino Daniele acustico). Quando poi, in tre brani, alla batteria siede Michel Agostini - perfetto omologo del chitarrista, in quanto a capacità comunicativa - l'impressione che l'ascoltatore riceve non è più limitata all'ascolto godibile ma si tramuta in partecipazione attiva, consapevole certezza di sublimazione artistica.  


 
 

Wilco
Star Wars

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Scritto da Gianluca Livi Sabato 22 Agosto 2015 14:24

Ritornati ad un chitarrismo accentuato, i sei di Chicago presentano un'opera che, pur priva di capolavori, annovera testimonianze di rinnovato spunto creativo tra i quali vanno citati almeno "You satellite", il pezzo più notevole dell'album, con i suoi innegabili richiami al passato; Taste The Ceiling, carica di profusioni  folk; Magnetized che cita con ossequio i Beatles più psichedelici. Non si grida più al miracolo, ma si parla di una rassicurante conferma, come deve essere a questo punto della carriera. A differenza di quanto alcuni esaltati stanno scrivendo in rete, i Wilco non hanno messo gratuitamente a disposizione l'album per mera generosità: il loro merito sta, invece, nell'aver capito che la formula che in passato vedeva il tour come mezzo di promozione del disco, si è recentemente incredibilmente invertita, giacché gli album non si vendono più. E' quindi l'uscita discografica che oggi promuove il tour, l'unica vera fucina di denaro dell'attuale business musicale. Scelta obbligata, quindi, per un gruppo, come i Wilco, che opera prevalentemente dal vivo.


 

Iacopo Fedi & Family Bones
Over The Nation

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Scritto da Gianluca Livi Sabato 22 Agosto 2015 14:21

Piuttosto che spaziare dal rock al folk-blues, come viene presentato nei comunicati stampa, questo esordio discografico cita la musicalità tipica del cantautorato americano di stampo fortemente introspettivo - su tutti il Tom Waits più disfattista e il Neil Young solitario di stampo pessimista - ma con una vocalità che risulta fortemente influenzata dal Bono Vox più aguzzo e intenso.
Ne esce fuori una formula del tutto inusuale, oltremodo personalizzata, peraltro caratterizzata dall'assenza di una band vera e propria giacchè l'artista si cimenta prevalemente alla chitarra, avvalendosi di un batterista in un solo brano.
In uscita il 6 ottobre per Cabezon Records (www.cabezonrecords.com/).

tracklist
Sr Napoleon
The Tent of Meeting
This Hard War
True Confession
Electro Domino
Hold On
Beg your Pardon
Over the Nation
My Religious War

Credits
Publishing by Cabezon Italy
Booking by Giuseppe Gioia Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  
Massimo Carloni plays drums on "This Hard War" All songs written, arranged and played by Iacopo Fedi 
Artwork by Alessandro Longo Photos by Davide Cazzola and Alice Ferrara 
Executive producer tasks by Mario Vallenari 
Mastered by Davide Saggioro at Wise Mastering (VR) 
Edited by Nacor Fischetti Mixed June 2015 by Iacopo Fedi Recorded March 2015 at Low Fi Studio (AP) 


 
 

Tito & Tarantula
Lost Tarantism

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Scritto da Gianluca Livi Venerdì 21 Agosto 2015 15:47

Pessima operazione. L'album raccoglie outtakes estratte da "Tarantism", prima fatica discografica della band. Non ci siamo proprio: si tratta effettivamente di scarti che nulla hanno a che vedere con il sound di quell'album. Sembra di ascoltare una versione sbiadita dei Rolling Stones più sbiaditi. Veramente brutto. Siamo lontanissimi dalla qualità di Angry CockroachesAfter Dark, due bellissimi brani che facevano parte della colonna sonora del cult movie "Dal tramonto all'alba" (contenuti anche nel citato "Tarantism"). Operazione che raschia il fondo del barile sfruttando il nome di una band che ha saputo fare molto meglio. Peccato.



 

Monolith
Even More

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Scritto da Gianluca Livi Giovedì 20 Agosto 2015 19:14

Seconda uscita discografica per i Monolith che scelgono territori ostinatamente grunge palesando competenza e credibilità, anche quando percorrono gli inquieti ma magnetici malesseri di stampo psych. Evidenti i richiami a Soundgarden, Alice in Chains e Jane's Addiction, mai saccheggiati bovinamente, sempre citati in termini di doveroso ossequio, con maestria negli arrangiamenti, ottima attitudine alla contestualizzazione e non meno valide doti esecutive, sia strumentali, sia vocali.Disco che difficilmente finirà a prendere polvere su uno scaffale. Garantito!


 
 

L'io
Bon Ton

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Scritto da Gianluca Livi Giovedì 20 Agosto 2015 18:52

Flavio Ciotola, in arte "L'io", esordisce con un disco squisitamente indie-rock (nonostante egli si presenti come cantautore) con vaghe punte wave e rock inizio anni '80. Evidente l'influenza dei primi U2 e, un tantino meno spesso, dei Simple Minds dell stesso periodo. Pesanti riserve sui testi: nonostante siano genuina espressione di disagi giovanili, sono certamente troppo diretti, talvolta gratuitamente volgari (in barba al titolo) e non sempre risultano così impegnati.


 

Vera Di Lecce
29 Seconds

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Scritto da Gianluca Livi Mercoledì 05 Agosto 2015 18:48














Vera Di LEcce
29 Seconds
Eclectic Productions
2015
Italy

Secondo album per Vera Di Lecce, ex cantante dei Nidi d’Arac, qui votata alla sperimentazione di stampo minimalista, perseguita previa esaltazione della voce, collocata su un tappeto introspettivo di loop elettronici e/o suonati con chitarra, talvolta addirittura esclusivamente vocali.
Note estemporanee, labili sussurri, delicate astrazionii sonore, costituiscono un range inusuale ma magnetico ove si muove un'artista che non tradisce le aspettative generate dal suo blasonato curriculum (Afterhours, Arakne Mediterranea, Roberto Angelini), ormai dotata di consapevole autonomia, ancorchè in evoluzione sempre cangiante.
Ascoltabile su spotify e deezer, acquistabile su amazon, google play, itunes.

80/100


 
 

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