Underground

Earthset
In A State Of Altered Unconsciousness

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Scritto da Umberto Guerani Mercoledì 28 Ottobre 2015 21:28

Discontinuo ma assai interessante, il debutto degli Earthset, gruppo proveniente da Bologna, merita rispetto e considerazione perché cerca di alternare atmosfere lente e meditative (“Ouverture” ed “Epiphany” sono canzoni ben riuscite) a momenti d’energico caos organizzato (validissimo il break strumentale di “Skizofonìa”), tanto che ad ogni ascolto il sound sembra un affascinante incrocio fra gli Hawkwind ed influenze grunge in stile Pearl Jam.

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Opera
La Ruota Del Destino

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Scritto da Umberto Guerani Mercoledì 28 Ottobre 2015 20:01

Devo riconoscere che l’esordio di questo quartetto toscano mi ha impressionato abbastanza positivamente: centrano il bersaglio gli assoli chitarristici di Ruggeri, l’espressività vocale di Deborah e la solidità della sezione ritmica, inoltre la produzione e l’artwork sono di gran qualità (finalmente un cd jewel case con i testi e le illustrazioni, basta con i digipack da discount nudi e crudi!), al livello di tanti gruppi blasonati.

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Damanaste
Amore, Tosse

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Scritto da Daniele Ruggiero Mercoledì 28 Ottobre 2015 19:54

Ispirato alla letteratura “non sense" degli anni ’60, ecco approdare nel porto musicale “Amore, tosse” il nuovo album dei Danamaste, il quarto per essere precisi.

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Luoghi Comuni
Chi Ben Comincia

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Scritto da Umberto Guerani Lunedì 26 Ottobre 2015 20:51

E chi se lo sarebbe mai aspettato? Oggigiorno in Italia è ancora possibile imbattersi in nuovi gruppi rock che lasciano ben sperare per il futuro: difatti, mi è capitato tra le mani un debut album originale e convincente, che proviene da quella Terra Di Mezzo situata fra la Toscana e l’Emilia Romagna (qualcuno ha detto Appennino tosco-emiliano?), almeno così sfatiamo il luogo comune che nel Belpaese l’alta qualità ormai si ritrova solo nei prodotti gastronomici o negli atelier degli stilisti.

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Punkoscenico
Io porto la birra voi portate la sete

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Scritto da Umberto Guerani Mercoledì 21 Ottobre 2015 21:52

I Punkoscenico sono un quintetto milanese in circolazione dal 2012, alla loro seconda uscita discografica, un e.p. di sei tracce.

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Kpanic
Panic Station

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Scritto da Umberto Guerani Mercoledì 21 Ottobre 2015 21:04

A due anni di distanza dall’esordio, “Asylum”, la formazione umbra dei Kpanic torna in sala d’incisione e sforna un e.p. dai sapori multiformi, che personalmente definirei un misto di grunge con influenze dark wave, un po’ come se gli Alice in Chains si unissero ai Cure.

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Quai Du Noise
Echo Sounder

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Scritto da Daniele Ruggiero Mercoledì 21 Ottobre 2015 20:55

“Echo Sounder” è il nuovo abito elegante dal tessuto elettronico dei Quai Du Noise.

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Amen!
Preghierine

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Scritto da Gianluca Livi Sabato 17 Ottobre 2015 15:09

Ecco un genuino esempio di idee interessanti, sviluppate in maniera tutt’altro che efficace. Gli Amen! vorrebbero farsi cronisti del proprio tempo ma finiscono per lanciare messaggi piuttosto sconfortanti.

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Aziza Mustafa Zadeh
Dance of fire

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Martedì 13 Ottobre 2015 21:26

Estrosa, poliedrica, affascinante, intrigante, geniale, Aziza Mustafa Zadeh è una pianista originaria di Baku (Azerbaijan), figlia d’arte, introdotta alla musica fin dalla tenera età dal padre Vagif, jazzista affermato. Stabilitasi in Germania, dove continua a dedicarsi alla ricerca musicale, supportata anche dalla madre Eliza, cantante lirica, oramai è presente sulla scena jazzistica dal 1991. Album jazz/fusion permeato di melodie caucasiche, questo “Dance of Fire” segue a breve distanza un ottimo primo album solista ed un secondo in trio niente meno che con John Patitucci e Dave Weckl. Per la pubblicazione di questo disco l’artista si è avvalsa della collaborazione di artisti del calibro di Al Di Meola (chitarra), Stanley Clarke (basso) e Omar Hakim (batteria), i cui nomi sono, non a caso, in primo piano sulla copertina dell’album. Le aspettative non sono per nulla disattese e gli artisti coinvolti fanno onore alla loro fama.

L’album prende il nome dalla suite iniziale, composta da quattro tracce senza soluzione di continuità dove un Di Meola scoppiettante ed una incisiva Zadeh, fanno a gara tra rocambolesche scale arabeggianti, eseguite a velocità impressionante, spesso proposte tra momenti di dolcezza e calma. Il disco presenta una combinazione di jazz e fusion, amalgamati da uno stile orientale che ne fa un’opera gradevolmente unica, piacevolmente accattivante e, grazie ai suoi esecutori, sempre esaltante. I brani sono un continuo rincorrersi di scale, intervallate da momenti di riflessione, ove giganteggia la Zadeh, che mostra carattere e spessore, cantando peraltro in stile Azerbaijano, riuscendo così nel difficile compito di unire occidente ed oriente. Fuori dagli schemi classici, questo disco merita ascolti ripetuti che sapranno gratificare l'ascoltatore.

Tracce
1. Boomerang
2. Dance of fire
3. Sheherezadeh
4. Aspiration
5. Bana baba gel (bad girl)
6. Shadow
7. Carnival
8. Passion
9. Spanish picture
10.To be continued
11. Father

Formazione
Aziza Mustafa Zadeh - piano
Al di Meola - chitarra acustica
Stanley Clarke - basso elettrico ed acustico
Omar Hakim - batteria
Bill Evans - sax
Kai E. Karpeh de Camargo - basso


 
 

David Ragghianti
Portland

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Scritto da Daniele Ruggiero Martedì 13 Ottobre 2015 20:43

Portland è un luogo lontano, è il confine di tante emozioni, è un viaggio tra terra e mare, è l'ispirazione di David Ragghianti e dà il nome al suo debutto.
Il cantautore toscano esordisce con un album delicato, dai toni e linguaggi poetici immersi in una musica prevalentemente composta da chitarre.
La produzione artistica è affidata a Giuliano Dottori, che ha partecipato attivamente alla composizione del disco suonando chitarra, pianoforte, mandolino e percussioni.
Nove brani che, in poco più di mezz'ora, compongono un tragitto immaginario, elegantemente descritto dall'autore in chiave pop folk.
“I prati che cercavo” è il pezzo che apre il disco: testo criptico, atmosfere malinconiche e ritmo cadenzato, è il risultato di un buon inizio.
Cullati dalla voce morbida e pacata di David, si colgono i fiori dell'amore, si distinguono i colori accesi di un equilibrio interiore e ci si addentra nella natura, ascoltando l'“eterno canticchiare delle cicale”.
L'artista è a suo agio, disinvolto, lancia l'esca per pescare un sogno che muta in un ritmo reggae raffinato, perso fra echi sulla spiaggia.
Poi la notte ed il ricordo di un sorriso dipinto dai cori di Neith Pincelli, abbellito da un sitar in sottofondo.
La finezza è tutta nel finale: “Raffiche di fuga” è una melodica poesia acustica narrante di un pellegrino che pensa al domani affacciandosi sul paesaggio di “luci accese con le finestre appese sul mare”.
Portland è la meta di questo viaggio rilassante o, più probabilmente, una tappa, perchè David Ragghianti non si fermerà, camminerà ancora e ancora.

ITALIA
CAIPIRA RECORDS/MUSICA DISTESA
2015

Tracklist:
I prati che cercavo
Amsterdam
Dove conduci
Occhi asciutti
Tema del filo
Se non ti ammali mai
Pause estive
300 Anni
Raffiche di fuga

Formazione:
David Ragghianti: chitarra acustica, voce
Giuliano Dottori: chitarre, pianoforte, mandolino, percussioni, batteria, cori
Mattia Pittella: batteria
Nico Turner: batteria
Mauro Sansone: percussioni
Neith Pincelli: cori


 

Outlaws
Green Grass And High Tides Forever Live

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Scritto da Gianluca Livi Venerdì 09 Ottobre 2015 21:25

 

Gli Outlaws sono un gruppo grandioso, forse più valido di gruppi ben più conosciuti. Originari di Tampa, in Florida, sono certamente una delle più alte espressioni dell'hard southern al mondo.
Tuttavia, questo cd - edito dalla misconosciuta label Deadline Music nel 2013 - è veramente indecente. Innanzitutto si tratta di un EP, circostanza neanche segnalata in copertina. La cosa si traduce in soli quattro brani per un totale di poco più di 20 minuti.
Non è finita: se è vero che ci sono i tre brani più conosciuti del gruppi più una bella (e apparentemente inedita) versione di "Sweet Home Alabama", va purtroppo evidenziato che gli stessi non sono ottimamente mixati: gli applausi sono totalmente asportati sia in entrata, sia in uscita, con il risultato che qualche frammento di musica è stato immancabilmente tagliato, anche in questo caso all'inizio e alla fine di ogni brano. Il libretto è privo delle più elementari indicazioni, talchè non è dato sapere quale sia la formazione coinvolta e il luogo ove i brani furono registrati.
Il prezzo (poco meno di 8,00 euro, sulla piattaforma Amazon) e la qualità tecnica manifestata dalla band - che si traduce in esecuzioni ottime e avvincenti - non giustificano tuttavia l'acquisto del prodotto. Non ci sono gli estremi per segnalare questo disco anche ai completisti del gruppo, purtroppo.


tracklist
1. Green Grass and High Tides - 9:46
2. Hurry Sundown - 4:21
3. (Ghost) Riders In the Sky - 5:41
4. Sweet Home Alabama - 4:46

 
 

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