Underground

Porco Rosso
Living dead

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Scritto da Max Casali Giovedì 16 Novembre 2017 11:16

Per descrivere l’ineluttabile decadenza umana, tanto malata quanto apatica e sottomessa, su che genere sareste indirizzati? I pisani Porco Rosso puntano su quello più consono e spaventoso: l’horror-punk, infarcito di synth ed elettronica. 

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Pig's Blood
Pig's Blood

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Scritto da Daniele Ruggiero Mercoledì 15 Novembre 2017 20:22

Il primo ed omonimo album degli statunitensi Pig’s Blood è un susseguirsi di mazzate sonore senza esclusione di colpi.
Un death metal sporco e ruvido si infrange prepotentemente sul viso di coloro che possiedono il coraggio di entrare nella gabbia di filo spinato architettata ad hoc dal terzetto di Milwaukee.
Non aspettatevi virtuosismi e grande tecnica, per i Pig’s Blood l’importante è colpire, colpire forte e fare male. Per impressionare, i Nostri, si affidano ad un sound violento e senza fronzoli, si abbattono come un ariete sulla porta delle emozioni sfondandola senza mostrare alcuna sensibilità. Le chitarre, fangose e pesanti, invocano un death old-school accerchiato da un palpabile spettro black che contribuisce a creare atmosfere decisamente cupe e soffocanti. I suoni infatti sono come pece nera bollente gettata dalle alte mura di un castello, una scrosciante cascata di morte che precipita sui malcapitati sottostanti. Le ritmiche serrate, guidate da una voce disumana, si intersecano come serpi al sound selvaggio che i Pig’s Blood sferrano nelle dieci tracce del disco.
Durante i trentasette minuti di efferata brutalità, densa come il sangue che sgorga dalle ferite, il malvagio trio consuma il proprio odio sulle vittime finite tra le loro grinfie. Una volta all’interno della trappola Pig’s Blood non ci sarà modo di prendere fiato, di potersi guardare intorno, perché verrete assaliti dalle ferrose e taglienti chitarre che si stringeranno alla gola soffocando il vostro respiro.
Pig’s Blood è un disco delirante che strizza l’occhio a chi non pretende alti livelli di originalità ma che esige, piuttosto, un alto tasso di aggressività sonora. Un’irruenza ripugnante nella quale si combinano ingredienti crust, death, black e punk che deflagrano in una reazione chimica dalle conseguenze devastanti.
Vietato l’accesso ai gracili spiriti.

 

Anno:2017
Label: Godz Ov War Productions
Genere: Death

 

Tracklist:

01.Misanthrope Absolute

02. Iron Justice

03.Taste the Fucking Poison

04.Torches of War and Retribution

05.Rats (This World Is a Sewer)

06.Death March Insanity

07.The Age of Endless War

08.First Step in Making Things Right

09.Deniers of the Root

10.There Will Be No Law

 

Formazione:

Chris Ellis - Bass, Vocals

Brian Serzynski - Drums

Nick - Guitars

Bubba Nitz - Guitars

 


 



 

Carlo Mazzoli
Avalanche Blues

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Scritto da Jacopo Giovannercole Lunedì 13 Novembre 2017 17:06

Un esordio adulto quello del romano Carlo Mazzoli, cantautore sensibile e gentile che con la sua opera prima ci mostra senza veli storie di fratture dell’animo e di improvvise aperture verso un placido senso di serenità.

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Fabio Furnari
Oggi niente pasto

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Scritto da Max Casali Domenica 12 Novembre 2017 18:31

Ce ne fossero di Fabio Furnari! Ossia, di personaggi a tutto tondo, capaci di non curare soltanto la propria progettualità ma di essere consci che il sottobosco artistico pullula di sorprendenti idee e lui, con instancabile caparbietà, di continuare a stanarne il più possibile e valorizzarli da un decennio, fondando l’etichetta Terre Sommerse (vedi più avanti) e con la quale edita le 12 tracce di “Oggi niente pasto”: un sentiero tra pop, narrazione cantautorale e venature jazz che sorprende, nondimeno, per la spiccata sensibilità delle liriche, in cui l’occhio vigile di Fabio lascia trapelare il dolore verso l’umiliata socialità e le sue insanabili piaghe devastanti. Addentrandoci nello specifico, “Questa notte piena di ricordi” mostra una tastiera delicata che si fonde in un bel binomio con la voce del Nostro, mentre “Sono venti” evidenzia eleganti tappeti e svisate di acustica che creano un efficace quadretto riflessivo. Nella title-track prevale, invece, il graffio dell’electric-guitar a sottolineare quanto Furnari rimase colpito dalla devastazione della Croazia e l’incrocio di occhi disperati che gli ripeterono, appunto, “Oggi niente pasto”. Scorrendo tra i titoli troviamo “La mano destra”, brano fluido ed accattivante, al bivio tra Ivan Graziani ed i Nomadi.

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Isproject
The archinauts

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Scritto da Valentino Butti Domenica 12 Novembre 2017 18:16

Is Project è l’interessante proposta del duo pugliese composto da Ivan Santovito ed Ileana Salvemini. Per una serie di circostanze, i due sono notati ed entrano in contatto con Fabio Zuffanti (qui in veste di talent scout), il quale, intravedendone le potenzialità, li invita a dare forma compiuta ai brani già elaborati da Santovito per soli pianoforte e voce. 

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Peter Piek
Plus

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Scritto da Cosimo Mongelli Venerdì 03 Novembre 2017 18:00

Riecco tra noi Peter Piek: artista a tutto tondo tedesco, musicista e pittore assieme, cantore di storie d'amore e favole semplici. Riecco tra noi Peter Piek e il suo nuovo lavoro,

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Erezed
Ventre

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Scritto da Max Casali Venerdì 03 Novembre 2017 15:05

Espansioni creative e nuove prese di coscienza. Tanto fomenta nel Ventre degli Erezed che debuttano con un concept-album assai ben congegnato e opulento nell’insieme. 

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South Zone Saxophone Quartet
Other Size

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Giovedì 02 Novembre 2017 19:47

Questo album è la dimostrazione tangibile di quanta espressività può essere racchiusa nel sassofono.
Quattro sassofoni coprono tutte le gradazioni tonali, privi di accompagnamento da parte di altro strumento, né ritmico né solistico, che danno prova di affiatamento (e in questo caso, nel vero senso del termine) fuori dal comune.

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Metropol Parasol
Farabola

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Scritto da Max Casali Giovedì 02 Novembre 2017 19:35

In meno di due anni di militanza i viareggini Metropol Parasol arrivano all’esordio con “Farabola”, comprensive di 7 tracce stratificate e dal diverso rilievo.

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Ianus Piano Duo
Sei per due

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Mercoledì 01 Novembre 2017 18:33

Nato dal sodalizio artistico tra la partenopea Orietta Caianiello e dal capitolino Antonio Sardi de Letto, “Sei per due” è un album d’eccellenza per intensità evocativa e spessore tecnico. L’incisione risale ad una esibizione dal vivo del 30 Marzo 2003 tenutasi presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma e mostra in tutto il suo splendore l’intesa musicale venutasi a creare tra i due pianisti.

“Sei per due” perché il concerto ha come oggetto la rivisitazione in chiave pianistica di alcune composizioni del cosiddetto Groupe des Six, così come etichettato dal critico Henri Collet, ovvero quel gruppetto di sei musicisti che nei primi anni venti del secolo scorso condivisero ideali musicali e desideri avanguardistici in una Parigi alla ribalta in una Europa alla ricerca di identità ma ancora frastornata dalla immatura presunzione della cosiddetta società civile che proprio in quegli anni esprimeva la propria bellicosa idiozia come fosse un vanto.

 

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Il dEli
Lo stupido che canta

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Martedì 31 Ottobre 2017 00:07

Il dEli, scritto proprio come lo vedete, non è altro che lo pseudonimo di Roberto Deliperi, cantautore piemontese alla sua prima vera esperienza nel mercato discografico. “Lo stupido che canta” è un album molto eterogeneo per stili ed impegno emotivo. Come infatti dichiarato dallo stesso Deliperi, l’incisione è ispirata a tutte quelle correnti musicali che hanno influenzato il suo percorso musicale e di vita.

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