Max Smeraldi & Freddy Giuntoli
Strada Maestra

Diavolo di un Freddy Rising, al secolo Federico Giuntoli: dopo aver fatto parte degli Acting Out (cover band attiva fin dalla fine degli anni '70), e dei Martiria (gruppo storico dell'heavy metal nostrano, nel quale hanno militato anche Vinnie Appice dei Black SabbathRick Anderson dei Warlord), entra nel 2013 nei sabbathaini Anno Mundi, presso i quali è ancora in organico, contemporaneamente pubblicando come solista l'EP "Altro di me" (ne abbiamo parlato QUI) e partecipando alle compilation "Metal Years Vol 1" e "Vol. 2" (recensite rispettivamente QUIQUI), con brani che passano dall'hard blues all'hard rock di matrice anglosassone.
Oggi, in attesa della pubblicazione del nuovo album dei citati Anno Mundi (del quale è anche co-produttore e di cui ha curato buona parte dei testi), egli cementifica i rapporti con il chitarrista Max Smeraldi (ex Banco del Mutuo SoccorsoAlter Ego, che aveva lavorato con lui nel brano "Vecchio Blues", presente nella prima delle compilation citate), qualcosa di più di un semplice guitar hero, capace, come è, di attingere al seminato di maestri come Ritchie Blackmore e Gary Moore arricchendo la formula con un talento esecutivo che pare intriso fino al midollo di raffinato gusto personale.
Avvalendosi di una backing band composta da un manipolo piuttosto nutrito di talentuosi musicisti (tra i quali preme quantomeno citare Emiliano “Eme” Laglia, in passato anch'egli con gli Anno Mundi, il batterista Luca "The Animal" Federici, prestato dai Messerschmitt, altra storica band nazionale, e il polistrumentista Fabio Lanciotti, co-autore delle musiche assieme allo stesso Smeraldi), il duo sforna quello che può senza dubbio essere considerato il primo esempio di cantato in italiano su mirabili e granitiche sonorità hard rock di stampo settantiano, con ciò alludendo allo spettro sonoro profuso dal magico trittico Deep Purple, Rainbow, Whitesnake.
Riff taglienti ed estremamente efficaci, testi mai scontati e arrangiamenti puntuali, rendono questo disco un esempio genuino delle capacità artistiche ed esecutive di un talento tutto italiano, sempre confinato ai margini, ahimé, ma mai per motivi meritocratici, sempre riconducibili, invece, a questioni geografiche e/o (sub)culturali. 
La band, peraltro, ha esordito dal vivo appena 6 giorni fa (al Contestaccio di Roma) dimostrando una coesione sul palco che richiama l'osmosi e l'esperienza tipica degli organici duraturi e prolifici.
L'opera è ora commercializzata in versione cd digipack (con una cover meravigliosa che pare ricalcare un certo scenario grafico tanto caro a Glenn Hughes, talvolta richiamato a livello vocale dallo stesso Freddy), ma si vocifera di una imminente uscita in vinile, formato che sublimerebbe in maniera esemplare un progetto che, oltre a godere di meritati riscontri di pubblico, auspichiamo possa tagliare il traguardo del capitolo secondo con immutato slancio e rinnovato spessore artistico. 
Avanti così!

Freddy Rising: Voce solista
Max Smeraldi: Chitarra
Luca "The Animal" Federici: Batteria
Emiliano "Eme" Laglia: Basso
Eric Corrado: Tastiere
Fabio Lanciotti: Chitarra ritmica, tastiere
Hessam Entezar Gohfran: Tar
Daniele Zangara: Percussioni

Anno: 2017
Label: Autoprodotto
Genere: Hard Rock

Tracklist:
01. Stramaledetta città
02. Venditore di sogni
03. Fine dei giochi
04. Quello sbagliato
05. Non pensare a me
06. Chi può sapere
07. Cambia prima tu
08. Strada maestra


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