Van Gogh Post Scriptum
Lovemarks

Dalla sola cenere nominativa dei Diemmebi, il trio piemontese dei Van Gogh Post Scriptum cambia identità e prosegue imperterrito il suo viaggio musicale, senza mai essere stati un’araba fenice, poiché mai sciolti, ma semplicemente facendo un re-styling di scelte per nuovi indirizzi di scrittura, incentrati sugli inediti del debut-album Lovemarks.

Indizi di fitto impegno sono palpabili già dal packaging ben curato del cd e dalla voglia di rigettare il termine “alternativo”, puntando molto alla concettualità del “personale”. Se già nel primo lavoro fosse tutto a fuoco ci imbatteremo in fenomeni cristallini. Però, questo power-trio sa spillarci belle lodi per gridare alla mezza impresa: per l’altra metà, occorrerà mettere a punto certe ingenuità compositive e canore che lasciano, talvolta, la sensazione di forzare troppo la mano sui bulloni interpretativi, col timore di non dimostrare abbastanza. Per il resto, nulla da eccepire se non per “Il tuo fruscìo (è la mia sete)”, episodio alquanto anonimo che non segna il territorio più di tanto. Staccando questo neo, non è stato male aprire l’opera con "DNA" in cui la cupezza iniziale è marcatamente 'Cure' e sa mostrare un po’ di muscoli con chitarra ruggente e buon slancio in assolo. Con non troppa fantasia ma per nulla “fuorimoda” appare “Demodè”, con aspra entree a braccetto con la vocalità accorata di Marco Deambrogio.
Mangiami l’anima” si prefigge la prerogativa di un pezzo in crescendo ma ricade, presto, nella sua linearità gradevole seppur leziosa. A seguire c’è “Isolde” che comincia con le sembianze della ballad ma sa ribellarsi al momento propizio per riprendere il suo dondolìo di chitarra con un secco assolo in chiusura.
Fin qui è “Tanto e basta”? Non direi.
Graffio alla “Walk this way” e andazzo al piccolo trotto con elegante esplosione, inoltre la chitarra non si fa dimenticare con le sue adeguate incursioni. La coppia finale “Fermati a ore” e “Tv color” ha grinta a iosa e mostra il lato più rock della band, che dirige l’obiettivo anche su versanti decisamente affabili. Era difficile che un combo coeso da vent’anni non evidenziasse una buona tecnica: inoltre, anno acume compositivo e non obliano mai la gran voglia di evolversi: Lovemarks è palesemente la traduzione simultanea di un fiume ponderativo che pullulava da immemore tempo e che la band ha fatto scorrere con tutti gli onori del caso, col giusto impeto e senza tracimare banalità.


Year: 2017
Etichetta: Sounday
Genere: Rock, indie

TRACKLIST
01. DNA
02. Demodé
03. Mangiami l'anima
04. Isolde
05. Tanto e basta
06. Il tuo fruscio (è la mia sete)
07. Io parto ora
08. Fermati a ore
09. TV Color

FORMAZIONE:
Marco Deambrogio: Voce, chitarra
Andrea Oliaro: Basso
Marco Vassallo: Batteria

 



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