Silent Chaos
Micro

Quando un personaggio blasonato come Ugo Vantini incontra un'artista trasversale e controtendenza come Marta Noone, gli effetti sono inprevedibili e dirompenti.
Procediamo per gradi: lui è un batterista piuttosto rinomato in ambito progressive, essendo tra i fondatori di Divae e VU-Meters ed avendo militato in band di prim'ordine quali Balletto Di Bronzo ed Ezra Winston (abbiamo dettagliatamente parlato dei secondi QUI). Recentemente, egli ha sposato la causa della musica elettronica a vocazione estrema, aderendo alla sperimentazione pura, prima allenandosi nella palestra Entropia, gruppo che può essere collocato nel gotha europeo dello specifico genere (trattati in abbondanza anche questi ultimi. QUIQUI recensioni di due tra i loro dischi più rappresentativi), poi fondando i Silent Chaos, duo votato alla ricerca di stampo sperimentale e noise, completato dalla citata Marta Noone, musicista e visual artist nota per la sua innata capacità di rappresentare l’inquietudine del 21° secolo attraverso la manipolazione di suoni ed immagini, sempre navigando in acque non convenzionali. 
I cinque brani che caratterizzano questo esordio discografico - espressione sintetizzata di un anno di concerti multimediali, performance teatrali e radiofoniche, prove e sessions di registrazione - documentano perfettamente questo osmotico sodalizio, votato alla sonorizzazione inquieta e destrutturata, ma sempre seduttiva, grazie ad un magnetismo obliquo ed indiretto che accompagna incessantemente i quasi 50 minuti in cui si sviluppa l'opera tutta.
Vantini si dedica soltanto occasionalmente alla ritmica, comunque sempre elettronica, elevando invece l'ambientazione e la manipolazione a principali interessi, mentre i Synth modulari della donna, più che stratificarsi, compenetrano il seminato del partners, annullando d'un colpo il cerchio dualistico dello Yin e dello Yang, qui sostituito da un tutt'uno che pare intriso dell'espressività cabalistica dell'albero della vita, peraltro richiamato nella suggestiva copertina dai toni grafici di matrice crepuscolare.
Ombre post-atomiche, scariche elettriche, echi industriali sono ingredienti che, in forma disgiunta, hanno il sapore della nuda incompiutezza, mentre qui, incorporati nei pregevoli termini manifestati dai due manipolatori in argomento, si elevano ad espressività eloquente ed incisiva. 
Primo tassello di un doppio progetto che vedrà nell'imminente "Macro" il suo completamento - sempre in uscita per Eclectic Productions, unica label italiana capace di pubblicare simili coraggiosi lavori (QUI la recensione di una suggestiva compilation pubblicata dall'etichetta in cui sono presenti, tra tutti quelli citati, i gruppi Entropia e VU-Meters) - "Micro" rappresenta un esempio genuino di efficace e valida sonorizzazione che, pur presentando una sua nobiltà estrinseca anche nel solo formato audio, troverebbe, a modesto parere di chi scrive, perfetta sublimazione come musica da film, meglio se di stampo apocalittico-fantascientifico, se non squisitamente horrorifico (ed in tal senso, sembra incredibile che la band non abbia ancora suscitato interesse da parte dell'industria cinematografica di settore).




Marta Noone
: modular synth, voice, sound fx programming
Ugo Vantini: electronic percussions, loops, ambience

Anno: 2017
Label: Eclectic Productions
Genere: ambient, experimental, elettronica

Tracklist:
01. Odysseus's journey - 11'57"
02. Ab Origenes - 10'40"
03. Technological Monk - 08'00"
04. Insania - 05'36"
05. Eleusi - 12'06"

 

 


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