The Wise
Dooe

Una decina d’anni fa, si misero in luce i Morning Runner, con l’unico album della loro breve carriera: “Wilderness is Paradise now”, a tal punto da suscitare l’attenzione di Chris Martin, il quale dichiarò che questa band scriveva canzoni migliori dei suoi Coldplay.  E’ convinzione di chi scrive che se “Dooe”, dei trentini The Wise, arrivasse alle orecchie della band inglese, produrrebbe interesse simile per varie ragioni. 

Qui  sono presenti brillantissimi episodi che rimandano  al loro stile unico come “Home “ e “Slow mover” , tra climi sognanti ,  loop incisivi ed improvvise aperture ariose.  In tema di ballate, c’è classe da vendere: “N” si evdenzia per la densità dei suoni acustici che disegnano eloquenti quadretti immaginifici . Giusto il tempo per un breve intermezzo psichedelico che irrompe la sorprendente elettronica di  “Interstellar”,  quasi interamente strumentale, in cui i cori esprimono un gradevole richiamo agli Empire of the Sun.  Ma su tutta la tracklist,  giganteggia “Major Tom” per la raffinata e fluttuante maestosità sonora ; quella  tipicamente Pink Floydiana di “Us and Them”  . L’eccellenza  dei The Wise è che non navigano sempre sulle stesse acque ma seguono le varie correnti del new-folk , del dream-pop e della narrazione di Big capiscuola  come CSN&Y e Kings of Convenience.  Tuttavia,  per scrivere pezzi di cosi amena bellezza, sono certo che il leader Pietro Porretto abbia la possibilità di immergersi in paesaggi incantevoli  dove regna il silenzio ispiratore, in cui gli unici rumori sono i piccoli sibili della natura.  Da segnalare che il combo, in questi anni,  si è messo brillantemente  in evidenza in più contest, aggiudicandosi vari premi e la partecipazione a X-Factor 8 nel 2014.  Infine, nei  due brani conclusivi dell’album dominano fitti arpeggi acustici che donano ammaliante dinamicità e sound idilliaco per chitarra e violino che ne aumentano il magnetismo. Prodotto da Fabio Cinti e Lele Battista, “Dooe” è il risultato di un lustro d’ispirate osservazioni e tramutate in personali visioni sognanti ed eteree, ma con la lucidità di ricordarsi di far parte della realtà che tende sempre a farci riaprire gli occhi,  per riprendere presto coscienza di chi siamo e quali contorni  siamo chiamati a viverli al meglio.

Formazione:
Pietro Porretto: voce, chitarra acustica, cori
Tommaso Straffelini : basso, cori
Marco Ziliani: batteria
Michele Marocchi: chitarra elettrica, dobro
Fabio Cinti: chitarra acustica, archi
Lele Battista: tastiere, synth, drum-machine, percussioni, cori

Tracklist:
01. Prelude
02. Home
03. Tree of life
04. N
05. Slow mover
06. Cosmic dancer
07. Interstellar
08. Major Tom
09. Deep blue sky
10. Crystal
11. November

 


Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie .

Accetto i cookie da questo sito.