PsychoKiller
Higher

Lanciano stilettate rabbiose e messaggi tostissimi i torinesi Psychokiller che, col secondo album, portano l’invettiva sempre più in alto: Higher, appunto.

Stufi che le nostre orecchie han fatto i vermi a forza di marcire con 'fake news' e 'social-imbonitori' (che sono solo una piccola parte dell’accresciuta angoscia in noi), ci sbattono sul muso dieci avvisaglie di grande, sporco rock, con puntatine slow di intensa riflessione. Han lievemente mitigato i bollori punk del precedente lavoro, ma han mantenuto quel sangue cattivo e trasfuso in Higher. L’energica sferzata di “Tidal wave” è sintomatica di cosa trasuderà l’album. I rimandi, qui, sono meno ruffiani dei Green Day e rendono omaggio (forse involontariamente) ai bolognesi Forty Winks. Con “Live your life lonely” i 'Quattro dell’ave Maria' scaricano la colt sulla tematica dell’ineluttabilità del tempo che fila via. Invece, giustamente onorata del titolo, “Higher” fa della sua efficacia compositiva un punto fermo della lista.
E quando in certe giornate ti manca l’aria, avverti il pieno disfattismo, in “Take care of your sun” ci ricordano che la musica è il sole di scorta fedele a cui attingere sempre. Dopo l’apprezzabile ballata di “I dream it all tonight”, si torna a spingere con chitarre aspre e dittatoriali per esorcizzare tutto il deprecabile che orbita attorno, schivando possibilmente tutte le trappole derivative. Benchè non vuoi caderci, l’anima ti schiaffa fisso il dazio dell’incapacità di non essere all’altezza e paghi con perenni gambe tremanti.
Quindi, non resta che riporre fiducia reciproca nell’oasi dell’amico nella splendida “In the mood” e se i Beatles attualizzassero il loro sound ai giorni nostri, la sceglierebbero come prototipo ispirativo per la freschezza dei contenuti. Ora la cronologia dell’opera cade sull’amena e insolita “Under pressure”, traccia bipolare con stacchi e riprese che filano via con un refrain di gran gusto, per stemperare la drammatica tematica dell’amore, che può spingerti fino a disintegrarsi. Il caricatore è quasi scarico di colpi: l’ultimo “Could you wake up” è sparato sull’imprecazione impellente verso l’esortazione a boicottare ogni schermo o schermino che sia, affinchè si ricominci, sin da piccoli, a riappropriarsi di giochi tattili e reali. Termino col dire (se Psychokiller non mi fa fuori la penna…) che alla band torinese va riconosciuta l’eterna lotta contro l’auto-distruzione e che, in fondo in fondo a loro non dispiace del tutto, ed il massimo impegno d’energia teso a ridestare il senso pieno della vita, in un mondo colmo di abbagli sterili e fuorvianti.
Higher è proprio questo: è salvezza, è oltre e, al momento, si è elevato “più in alto” di tutti.

Anno: 2017
Label: EdisonBox
Genere: Rock, Alt-rock

Tracklist
01 – Tidal Wave
02 – Live your life lonely
03 – Higher
04 – Take care of your sun
05 – I dream it all tonight
06 – Blackhands
07 – Free to choose
08 – In the mood
09 – Under pressure
10 - Could you wake up

Band
Enrico Spina: voce, chitarra
Alessio Scullino: batteria, vocals
Nicholas Bena: chitarre, vocals
Lorenzo Bevacqua: bass, vocals

 


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