Lo straniero
Lo straniero

Che il personaggio della copertina sia un campione di parkour, un super-eroe o un visionario di palazzi poco importa a Lo Straniero, quintetto indie-pop che arriva al debutto multi-traccia a due anni dalla nascita. La band ci tiene, piuttosto, a mettere in luce alcune tematiche di vita, che sono crocevia basilari per proseguire sulla retta via e dar luogo a restauri contemplativi. Ma, per attuare tutto questo, il concetto chiave (con le dovute variabili) è quello di distanziare, suddetta ponderazione, il più lontano possibile ed è spiegato benissimo in più episodi come “Rimango qui”, “Nera” o “Jet Lag”, con toni a tratti dinamici, a tratti cupi e severi o con minimali strutture ipnotiche. Interessante l’episodico rimpallo di voce tra Giovanni e Federica che serve a conferire piacevoli diversità d’ascolto. Non sembra davvero una band con pochissimi anni all’attivo poiché hanno nel Dna già una certa malizia nell’offrire, un po’ ovunque, refrain vincenti che richiamano quelli dell’euro-pop anni ’80, con venature dark-wave. Logico che, la voglia di essere innovativi in ogni traccia, conduce ad inciampare con il mantra di “1249 modi”, dall’argomento inconsistente su quante maniere bastano per sentirsi appagati operando nel discernimento dell’anima. Tuttavia, va precisato che Lo Straniero si rialza alla svelta con “Cavalli di carta” , brano dall’iniziale quiete ma poi galoppa (titolo azzeccato!) su frequenze regolari e synth incisivi e bilanciati.

E per far sentire tutti partecipi della collettività, il combo piemontese piazza “Braccia ribelli” nel fulcro dell’album che, con loop di sirena poliziesca e drum-machine, ci fanno marciare con sentimenti comuni di rivincita e doglianze contro angherie e tedio quotidiano. La title-track è poggiata su chitarre più nervose ed autoritarie che s’innestano “ ad hoc” insieme a coretto protestante e lande di eclettico synth. Gli sgoccioli dell’album sono riservati a “Angeli sulla punta di uno spillo”, distesi su giri di auliche keyboards e voci semi-spettrali che conferiscono indubbio mistero al brano. In definitiva, si sente che Lo straniero ha dato il massimo impegno per ricercare un suo perché. Calcolando che sono in scena solo da un paio d’anni, è lapalissiano attendersi ulteriori evoluzioni qualitative.La stoffa c’è e poco importa se l’ago, nella nuova cucitura, talvolta pungerà e farà piangere: è notorio che per ottenere risultati importanti occorre versare lacrime e sangue.

 

 

 

 

 

 

Year : 2016

 

Label : La Tempesta dischi

 

Genere : Rock, Pop

 

 

 

 

 

TRACKLIST

 

 

 

1 - Speed al mattino

 

2 – L’ultima primavera

 

3 –Rimango qui

 

4 – Nera

 

5 – 1249 modi

 

6 – Cavalli di carta

 

7 – Braccia ribelli

 

8 - Jet lag

 

9 - Lo straniero

 

10 – Sotto le palme di Algeri

 

11 – Angeli sulla punta di uno spillo

 

 

 

 

FORMAZIONE :

 

 

 

Giovanni Facelli : Voce, chitarre, synth, basso

 

Federica Addari : Voce, synth

 

Luca Francia : Synth, piano elettrico, drum-machine, cori

 

Valentina Franchi : Basso, cori

 

Francesco Seitone : Chitarra acustica, drum-machine

 


Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie .

Accetto i cookie da questo sito.