Maledetta Dopamina
Maledetta Dopamina

Giusto un anno fa mi trovai al “Bloom” di Mezzago (MB), per assistere alla prima uscita live dei “Buñuel”.
Ad aprire il loro concerto furono tre giovani ragazzi armati di basso, chitarra e batteria: i “Lago Vostok”. Fui piacevolmente colpito dal sound proposto dal trio, ma ciò che mi sorprese di più, senza nulla togliere agli altri, fu il batterista. Quell’intensità emotiva dietro le pelli fu contagiosa ed il suo modo di suonare mi stregò. A fine serata andai al banchetto dei ragazzi, mi complimentai e comprai per soli cinque euro “Decorso Infausto”, il loro primo disco, promettendomi che un giorno lo avrei recensito. Quel giorno, ahimè, non arrivò mai e mesi dopo, con dispiacere, scoprii che la band si stava per sciogliere. “Peccato” pensai, i ragazzi avrebbero meritato un destino migliore.
Ora è proprio il destino che mi porta a scrivere questa recensione.
Prima di ascoltare il cd in questione consulto il booklet all’interno e leggo che i “Maledetta Dopamina” sono formati da Lorenzo Novati al basso, Luca Scattaretica alla batteria e Luca Novati alla seconda batteria. Un flashback mi porta a quella sera al “Bloom”, faccio una rapida ricerca su internet e scopro che Luca Novati è lo stesso batterista dei “Lago Vostok”: una gradevole sorpresa inaspettata.
Sono dunque felice di parlare dell’esordio discografico dei “Maledetta Dopamina”: il trio lombardo dedito ad un rock intriso di noise. L’album, interamente strumentale, è composto da otto pezzi in cui tecnica e coinvolgimento corrono affiancati. Le sonorità palpitanti agiscono, come la dopamina, sul sistema nervoso dell’ascoltatore aumentando il ritmo cardiaco che insegue l’andamento trascinante contenuto nel disco. É questione di chimica tra un basso estroso e due batterie concitate, reazioni sonore che danno inizio ad un processo di scintillanti virtuosismi. In trentacinque minuti il trio mette in campo una notevole abilità compositiva che non fa affatto rimpiangere la mancanza di chitarra e voce. Ad arricchire il valore dell’album, casomai ce ne fosse bisogno, ci sono due presenze d’eccezione: Nicola Manzan (Bologna Violenta) e Mauro Giletto (Psychovox).
Concludo questa recensione complimentandomi con i tre ragazzi per aver messo nel loro personale progetto tanta passione e soprattutto una cospicua dose di originalità, augurandomi di cuore che tutto ciò possa andare avanti (siete liberi di scongiurare!).
Il mondo a volte è così piccolo perché la musica, spesso, è troppo grande.

Anno: 2017
Label: Dischi Bervisti/ I Dischi Del Minollo/ Moquette Records/ Koe Records/ Oh Dear Records
Genere: Rock Noise

Tracklist:

01. Brotos
02. Toro Sedato
03. Messa a Terra
04. Preludio
05. Fuga
06. Putamen
07. Acta Est Fabula
08. Titoli di Coda

Formazione:

Luca Novati: Batteria
Lorenzo Novati: Basso
Luca Scattaretica: Batteria

Ospiti:

Nicola Manzan: Viola e violini su “Toro Sedato”
Mauro Giletto: Sinth su “Preludio”

 



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