Eterna è la tensione (di clavicole, ingranaggi e leve)
I Plebei

La tensione è quella forza astratta, riconducibile alla musica, che ha il dono di mantenere in equilibrio ciò che ci circonda ma anche il nostro stato fisico e mentale.
“I Plebei” si assumono il compito di dare, se non un volto, la voce a questa forza invisibile creando un intreccio accattivante fatto di suoni intinti in ombre di blues che danzano allegramente su tappeti vellutati di jazz, folk e swing.
La band trentina dimostra una meticolosa cura nel dettaglio sonoro: la musicalità di ogni brano attrae ed incanta l’ascoltatore che si perde lungo un viaggio che attraversa i Balcani, piazze, feste di paese, volti circensi e danze dai colori vivaci. La ritmica, a cui fanno capo fisarmonica e contrabbasso, è caratterizzata da un’allegria contagiosa e spensierata che rimbalza come una palla sulle pareti delle undici stanze che compongono l’esuberante dimora de “I Plebei”.
Il quintetto è stato abile anche nella costruzione dei testi: rigorosamente in italiano all’interno dei quali si sovrappongono numerosi giochi di parole, vocaboli, frasi dalla musicalità innata e trame poetiche narrate magistralmente dalla calda voce di Vincenzo.
“Eterna è la tensione” è un disco piacevole da ascoltare che riscopre i vicoli più nascosti di un paese immaginario dove l’arte è il filo conduttore che unisce la musica alle tradizioni popolari.
A proposito d’arte, una nota di merito va alla pittrice Giulia Tarter che ha realizzato la copertina del disco dipingendo l’ingresso a questo mondo affascinante.
Non resta che bussare, l’entrata è libera.

Anno: 2016
Label: R(esisto)
Genere: Folk, Pop, Blues

Tracklist:

01. Africa
02. Che ne capisce la scimmia
03. I fortini del sud
04. Mosse e contromosse
05. Papirossen
06. Il ragno stanco
07. Serendipity circus
08. La vita che se ne va
09. La lusinga di Lucifuge Rofocal
10. Amorismi
11. Joe

Formazione:

Vincenzo Palombo (Caloggero): voce, chitarra
Mario Speziali (Cateno): chitarra solista
Simon Coppolino (Zibbonio): fisarmonica
Nicola Bertolini (Coluccio): contrabbasso
Paolo Urbani (Saulo): batteria

 



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