Il Geometra Mangoni
L'anticiclone delle Azzorre

Che paese bizzarro è l’Italia: ci sono circa sessanta milioni di abitanti e quasi tutti si reputano i migliori allenatori di questa o quella squadra di calcio, per non parlare della nazionale. Sarà dovuto al fatto che dal 1946 siamo troppo assuefatti alla democrazia che ci piace interpretare a modo nostro, come se avessimo tutti la libertà di esprimerci su qualsiasi argomento, pur non avendone nessuna cognizione, infischiandocene così di fare una ben magra figura e di esporci al pubblico ludibrio.
Io, invece, sono consapevole delle mie qualità e dei miei limiti: ad esempio, mi piacerebbe tanto saper disegnare ma non ho questo fantastico dono innato, e dunque mi guardo bene dall’esporre in pubblico i miei scarabocchi.
Premesso ciò, io non pretendo che quando mi capita un cd di un cantautore debba trovarmi di fronte al nuovo Lucio Battisti, però, oltre ai requisiti di forma, esigo la sostanza, che qui è completamente assente.
Ascoltare quest’insopportabile album dall’inizio alla fine è stata una tale tortura, che mi pare lecito chiedersi se certa gente si proponga al pubblico per pura noia perché non ha altro di meglio da fare nella vita, e pensare che ci sono così tanti bei passatempi oppure lavori socialmente utili dove aver bravura non è una condicio sine qua non.
Sarò sintetico come si faceva a scuola: ZERO SPACCATO!
E mi sono dilungato fin troppo su quest’operetta.






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