La corsa dietro il vento
Milano, Teatro Parenti, 15-20 Marzo 2022

Buzzati mi è sempre stato accanto. Anche io, come Gioele Dix, l’ho incontrato quando ancora ero alle medie, una vita fa.

Dentro i racconti de “L’uccisione del drago”, per la prima volta ho sentito la vertigine dell’essere allo stesso tempo spaventato e affascinato, in bilico tra il chiudere repentinamente quel libro ricco di inquietanti e immaginifiche illustrazioni (che solo dopo avrei scoperto essere opere dello stesso Buzzati) e voltare pagina il più rapidamente possibile per scoprire come sarebbe andata a finire.
E' stato il primo che mi ha realmente fatto capire, precocemente, cosa significasse la “sospensione dell’incredulità”. Della sua smodata e poliedrica produzione ho sempre apprezzato tutto, dai romanzi intrisi di stupore e melanconia, incredibilmente sospesi nell’attesa, alla sua arte pittorica surrealista come le sue trame, alle critiche d’arte e ai suoi fumetti…
Ma ciò che soprattutto ho amato, e amo tutt'ora, sono i racconti, nei quali la sua capacità di costruire narrazioni universali, fantastiche però emotivamente reali, si esprime al meglio.
Quindi, quando ho visto il progetto di Gioele Dix di utilizzare i suoi racconti per il suo “La corsa dietro il vento” non ho avuto esitazione alcuna.
Gioele Dix è da sempre appassionato dell’autore, al punto che egli ha dichiarato di considerarlo “l’inventore dei racconti perfetti, che ti avvincono ma allo stesso tempo ti segnano (.), ineffabile però familiare”. Non stento a credere che la capacità di affabulazione di Dix, con i suoi surreali monologhi dal palco di Zelig e di tanti altri teatri italiani, sia anche frutto delle letture dei racconti di Buzzati iniziate nella giovinezza.
Lo spettacolo nasce – come poteva non esserlo? – da un dubbio, da una piccola crepa nel fluire normale degli eventi. Un cartoccio di carta cade dall’alto… da dove? Dall’Ultimo Piano dove vive (“e come potrebbe essere altrimenti”) l’importante scrittore…
Cosa contiene? Cosa c’è scritto? Non si sa, ma si spera…
Il cartoccio finisce la sua corsa verso la terra dischiudendosi nelle mani del protagonista che vi scorge tanti altri fogli scritti con idee, note, riflessioni, tentativi di sviluppo narrativo, i quali, dopo essere stati usati e “messi in bella”, hanno finito il loro scopo e sono stati accartocciati a loro volta e lanciati nel loro ultimo viaggio.
Il solo vedere quegli scritti scatena una miriade di personaggi e di vicende, vissute o ancora da vivere, che fanno da specchio per i dubbi e le vicende non solo dei protagonisti sul palco ma anche del pubblico, in una alternanza di sentimenti talvolta ilari, spesso profondi, che riflettono la vita di gioie e idiosincrasie, di amori e di insofferenze, di determinazione e fato di ciascuno di noi. Personaggi e vicende che ripercorrono le storie di Buzzati ("Una lettera d'amore", "La giacca stregata", "La corsa dietro il vento" e tante altre), spesso intersecate da riflessioni e considerazioni sul mondo e le vicende attuali.
Bravissimi gli attori che recitano equilibrando leggerezza e profondità, riuscendo a riempire di lirismo uno dei momenti più tragici ("Ragazza che precipita") e restituendoci quel senso del paradosso che è proprio la cifra stilistica di Buzzati, come in "Quiz all'ergastolo", dove l'applauso della folla-spettatrice condanna all'ergastolo senza redenzione.
Una menzione particolare a Valentina Cardinali, la cui capacità dialettica recitativa, l'uso di vari dialetti e gli interventi di contestualizzazione ed attualizzazione delle storie, hanno creato le giuste atmosfere e fornito il giusto collante tra i vari racconti.
Riuscita anche la scenografia, una biblioteca o libreria post-industriale con tutti i muri disegnati con opere del Buzzati pittore: l'incombente "Babau", il grattacielo di "Ragazza che precipita", l'inquietante ragazza dall'occhio nero de "I misteri dei condomini", e le musiche che fanno da sottolineatura ai sentimenti.
Sublime spettacolo in cui si impara che è molto più importante "fare-fare-fare", piuttosto che farsi travolgere da eventi determinati da altri o rimanere ad aspettare che la nostra stessa vita ci raggiunga troppo tardi, come un "Colombre".
Gioele Dix ci restituisce un vero atto d'amore nei confronti di Buzzati, perché non si vede quasi più lo scrittore, ma la traccia profonda della sua opera: quale omaggio più grande?


shhh... Il foglio di carta ha finito la sua caduta e si è aperto, ma la cosa importante non è solo il contenuto … ormai sappiamo che ciò che importa è come sia arrivato alla fine del suo viaggio e chi abbia incontrato.

Questa recensione si riferisce alla rappresentazione del 15 marzo 2022.


LA CORSA DIETRO IL VENTO
dal 15/03/2022 al 20/03/2022

drammaturgia e regia - Gioele Dix
con Gioele Dix e Valentina Cardinali

scene - Angelo Lodi
musiche - Savino Cesario
costumi - Marina Malavasi e Gentucca Bini
disegno luci - Carlo Signorini





TEATRO PARENTI
Via Pier Lombardo, 14 MILANO
tel: 02 5999520
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ORARIO SPETTACOLI
Martedì 15 ore 20
Mercoledì 16 ore 19.45
Giovedì 17 ore 21
venerdì 18 ore 19.45
sabato 19 ore 19.45
domenica 20 ore 16.15


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