Festival del Fumetto
Roma, Macro Testaccio, 26-27-28 maggio 2017

E' estramente stimolante constatare come un luogo scabroso e a tratti terrificante come l'ex mattatoio di Roma, sia  oggi pienamente e sanamente riqualificato, votato esclusivamente alla cultura. E' indubbio, infatti, che la terza edizione del Festival del Fumetto (per la seconda volta nella citata location) sia espressione di cultura, esclusiva, aggiungiamo, se è vero, come è vero, che la rassegna in parola è, al momento, l'unica dedicata al fumetto.
Sembra una diminutuo pensare ad un evento del genere orbato delle componenti Games, Youtubers, Cinema, Cosplay, vero? 
Non proprio, se si pensa che diverse case editrici - tra le quali non possiamo non citare il colosso Sergio Bonelli Editore e la nuova e crescente realtà rappresentata da Edizioni NPE - disertano una rassegna importante come Romics già da diverse edizioni, preferendo il Festival in oggetto, fin dalla sua prima stagione.
Orbene, alla sua terza concreta apparizione, la nuova manifestazione ha offerto novità accattivanti: l'area ARFist Alley ha ospitato alcuni tra i migliori autori italiani che pubblicano all’estero, esportando l’eccellenza del fumetto Made in Italy (con particolare riguardo a Stati Uniti e Francia), offrendo l'opportunità di ammirare e/o acquistare tavole originali, stampe esclusive, sketchbook.



E' stata anche occasione di dibattito e confronto su temi interessanti, previo interessamento di ospiti blasonati, non necessariamente legati all'editoria fumettistica: il campione mondiale di pallavolo Andrea Lucchetta e il popolare regista Fausto Brizzi hanno trattato le connessioni del fumetto con lo sport e il cinema; il disegno d'autore è stato rappresentato in primis da Milo Manara, invitato per testimoniare il suo incontro con Guido Buzzelli (a distanza di 25 anni dalla sua morte e a 50 dalla pubblicazione de “La rivolta dei racchi”, forse la prima graphic novel italiana), ma anche da Giuseppe Palumbo, Ratigher, Giovanni Masi, Rita Petruccioli, Giorgio Santucci, S3Keno, tutti coinvolti nel dibattito dal titolo "L’eterna(?) lotta tra fumetto d’autore o popolare, indipendente o a grande distribuzione"; l''editoria ha visto la presenza di Sergio Bonelli Editore, Tunuè, Bao Publishing, Panini, Beccogiallo impegnati ad affrontare il fenomeno dei fumetti per “Kids” e “Teen”; il cinema ha coinvolto Alessandro Bilotta (Mercurio Loi) e Nicola Guaglianone (Lo chiamavano Jeeg Robot), mentre il dramma della latitanza del fumetto per adulti, apparentemente scomparso con la morte del formato rivista, è stato affrontato da Laura Scarpa, Sara Spano, Giorgio Santucci, Ariel Vittori, Rosita Amici e Max Del Giusto.
ARF! KIDS - spazio dedicato all’immaginario dei più piccoli - ha visto l'organizzazione allestire un’area ad ingresso gratuito fino ai 12 anni (non era la sola area: libero accesso anche per Self ARF!, spazio dedicato alle autoproduzioni e all’editoria), piena zeppa di laboratori creativi, disegni, letture pubbliche e condivise, giochi e libri gratuitamente usufruibili, sotto la supervizione di Libelà aps, associazione di promozione sociale che si occupa di musicoterapia promuovendo progetti sociali, educativi pedagogici, creativi ed espressivi.



Muovendo dalla convinzione che, "se è vero che una manifestazione deve far incontrare autori, case editrici e lettori, è altrattanto vero che le collaborazioni nascono spesso in questi momenti di condivisione", JOB ARF! ha espresso una vocazione tesa all'unione di intenti: un'intera area dedicata esclusivamente alle opportunità professionali nel mondo del Fumetto ove gli editor delle case editrici hanno incontrato persone, analizzato progetti ed idee, valutato la creatività e le attitudini inividuali.
Da ultimo, preme segnalare l'iniziativa di ATAC, azienda per la mobilità di Roma, di realizzare quattro biglietti a tiratura limitata (25 mila strip da quattro biglietti l’una), raffiguranti soggetti di donne a firma di Milo Manara, ispirati ad opere di Gustav Klimt e Alfons Mucha. La citata BIT collection del 2017 è stata presentata proprio al Festival qui recensito, realizzata con un accordo di co-marketing e senza costi per l'azienda romana.



L’artista ha scelto di inserire le sue bellezze all’interno di rivisitazioni delle opere “Il bacio” e “Danae”, del pittore austriaco Gustav Klimt e alla serie delle “Arti” del maestro dell’ “Art Nouveau” Alfons Mucha.
Così velocemente tratteggiata, la rassegna de qua è parsa a chi scrive di livello eccelso: fumettofilo per eccellenza, il sottoscritto non sopporta le manifestazioni "multidiscplinari", non per scarsa tolleranza alle altre e già citate manifestazioni dell'intrattenimento giovanile e non soltanto (youtubers, games, cosplay, cinema, ecc.), ma per assenza di analogie culturali tra queste e il fumetto, quantomeno tali da giustificare fiere caratterizzate da elvatissimo accesso di utenti e quindi caotiche, poco riflessive, molto repentine, mai serene, sempre difficilmente fruibili in 2-3 ore - che è il tempo mediamente concesso ai comuni mortali, soprattutto in età non più giovanissima, oltre il quale stanchezza e curva dell'attenzione prendono pericolosamente il sopravvento.



Al riguardo, basti citare che in tutti gli stand presenti (e si sottolinea tutti) è stato possibile per la prima volta vedere disegnatori dedicare ai fans disegni veri, da loro realizzati sul momento matita alla mano, cosa ormai impossibile da vedere alle Fiere sopra citate. Un esempio su tutti: allo stand Bonelli, per la prima volta da dieci anni a questa parte, non c'era alcun messo delegato alla gestione di file chilometriche, talché un colosso del disegno nazionale come Rodolfo Torti (noto ai più come disegnatore di Nick Raider e, attualmente, di Martin Mystère) realizzava di pugno schizzi dei beneamini a fumetti pubblicati dal suo editore. Un'immagine d'altri tempi, ormai tristemente sconosciuta alle nuove generazioni.
Così dovrebbe essere, invece, parlando di fumetti, perdiamine!
Non tutto è stato perfetto, ovviamente: una rassegna dedicata al fumetto dovrebbe dedicare un'area macroscopica all''antiquariato editoriale, purtroppo, invece, fino ad ora limitata ad un corridoio con una manciata di stand.
Ma la volontà e l'impegno ci sono e, nel futuro, ne siamo sicuri, il Festival - sempre, lo auspichiamo vivamente, seguendo l'ordine tassativo di elevare il solo fumetto ad esclusivo interesse degli astanti - saprà espandersi in maniera ancora più gratificante di quanto già fatto nelle sue tre pregresse edizoni.
Avanti così!




Festival del Fumetto 2017

Data: 26-27-28 maggio 2017
Luogo: Roma, Macro Testaccio

 


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