Se devi dire una bugia dilla grossa
Roma, Teatro Parioli, 23 nov
11 dic 2022

Torna a Roma, stavolta al Parioli, Se devi dire una bugia, dilla grossa”, celebre commedia di Ray Cooney, ormai cavallo di battaglia della ditta Dorelli/Quattrini/Guida.

La narrazione si svolge intorno alla figura dell’onorevole De Mitri, che è causa generatrice del vorticoso succedersi di trame ed equivoci.
Temporaneamente alloggiato con la moglie in un appartamento del Palace Hotel, decide di consumare una relazione extraconiugale nell’arco di un pomeriggio, approfittando di un impegno mondano della moglie, e per raggiungere l’obiettivo, coinvolge il malcapitato segretario Mario Girini, uomo semplice, affidabile a tratti ingenuo.
L’imbarazzato segretario deve combinare un appuntamento usando un nome falso.
Da qui si innesca l’equivoco che, con effetto valanga, diventerà sempre più intricato e tortuoso.
Lo spettatore è chiamato continuamente a chiedersi come se ne verrà fuori, ma a bugie seguono bugie, sempre più grosse, sempre più improbabili, alle quali i personaggi quasi ingenuamente abboccano.
La vis comica dell’eccellente Gianluca Ramazzotti è indiscussa: l’imbarazzo, le strampalate bugie, il precipitarsi da una scena all’altra e l’interpretazione di un ruolo (Dottor Natale) nel ruolo (Segretario Girini), lasciano lo spettatore col fiato sospeso, nell’incertezza di quale reazione e quale espediente lo sfortunato segretario inventerà.
Altrettanto convincente Antonio Catania, come onorevole De Mitri: divertente, abilissimo nei battibecchi col segretario, disinvolto nel palesare naturalezza dei movimenti e nella postura, egli rende i tratti di un uomo superficiale ed annoiato che ha necessità di vivere più la situazione eccitante del tradimento in sé, piuttosto che che il rapporto con una donna.
Paola Quattrini interpreta il suo personaggio magistralmente: nelle tre edizioni che si sono succedute nel tempo, è l’unica rimasta fissa nel ruolo, quasi il personaggio ne rappresenti un alter ego, ineccepibile persino quando per un problema di tempismo nel cambio scena, si è vista costretta ad improvvisare, conducendo uno smarrito Catania e coinvolgendo il pubblico in una risata, senza perdere né il ritmo, né la tensione della vicenda.
Alcuni personaggi minori, inoltre, si impongono vivacemente con inserimenti funzionali a risoluzioni o ad un alleggerimento delle fasi più concitate in chiave ilare. Negli interventi del bravissimo Marco Todisco (il cameriere), si spezza la suspance a favore di rocambolesche azioni e battute che scatenano risate liberatorie.
Al culmine degli intrighi si raggiungono picchi di esilarante comicità, senza mai scadere nella scurrilità, a dispetto degli argomenti trattati, indiscutibilmente afferenti alla sfera sessuale: il gioco di allusioni e sottintesi non cede mai una volta il passo alla volgarità, cosa che rende lo spettacolo adatto ad un pubblico di minori, pur accompagnato.
Il tutto ha luogo su un palco mobile, grazie ad una scenografia ruotante, già ampiamente collaudata e funzionale ai rapidi cambi di scena della hall dell’albergo e delle due stanze da letto con anticamere; il gioco delle porte che si aprono e vengono sbattute, infine, ritma il tempo narrativo, dando la percezione dell'efficace alternarsi tra situazioni concitate e momenti di relativa stasi.


SE DEVI DIRE UNA BUGIA DILLA GROSSA

Antonio Catania
Gianluca Ramazzotti
Paola Quattrini
Nini Salerno
Paola Barale
Cristina Fondi
Marco Todisco
Sebastiano Colla
Sara Adami
laria Canalini

due atti di Ray Cooney
versione italiana di Iaia Fiastri
scene originali di Terry Parsons
riprese da Marco Pupin
costumi Silvia Morucci
disegno luci Giuseppe Filipponio
regia originale di PIETRO GARINEI
nuova messa in scena di LUIGI RUSSO



Teatro Parioli
via Giosuè Borsi 20
Roma
tel. 06/5434851

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