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Masterpiece

John Mayall & the Bluesbreakers
A Hard Road

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Scritto da Gianluca Livi Venerdì 16 Ottobre 2015 09:35

La recente iniziativa di DeAgostini di proporre nelle edicole italiane una collana di blues strutturata su sessanta vinili da 180 grammi, ci offre l'opportunità di parlare della prima uscita, qui rappresentata da un album storico, "A Hard Road", per anni considerato, a torto, inferiore al suo predecessore, il ben noto "The Bluesbreakers with Eric Clapton" del 1966.

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PFM
10 Anni Live, Official Bootleg 1971-1981

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Scritto da Gianluca Livi Giovedì 15 Ottobre 2015 12:35

Per niente assuefatta alle uscite discografiche dal vivo, la PFM ci offre una cofanetto che si articola su ben quattro picture cd dalla elegante veste grafica, sui quali sono ripartiti 10 anni di attività concertistica.

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Joshua Redman
Wish

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Mercoledì 14 Ottobre 2015 10:52

Secondo album del sassofonista statunitense, Wish rappresenta l’ideale banco di prova e di fatto la consacrazione per l’artista che già nel suo primo lavoro aveva dimostrato di avere tutti i requisiti per essere ammesso nell’Olimpo del Jazz.

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Stadio
Siamo tutti elefanti inventati

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Martedì 13 Ottobre 2015 21:36

Risalente al 1991, questo quinto disco per gli Stadio, dal titolo curioso, può senza dubbio essere considerato l’album della maturità.

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Bob Dylan
Blood on the tracks

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Scritto da Giuseppe Artusi Domenica 11 Ottobre 2015 21:29

La fine di una storia d’amore genera a volte capolavori musicali. La fine traumatica di un rapporto sentimentale portò Van Morrison a comporre “Veedon Fleece”, Todd Rundgren “Hermit Of Mink Hollow”, e Phil Collins il suo “Face Value”, tutti rispettivi capolavori dei tre musicisti.

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Frank Zappa
Joe's Garage

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Scritto da Daniele Ruggiero Domenica 04 Ottobre 2015 13:16

Immaginate una tavola imbandita, poco elegante ma ricca di ogni ben di Dio, pietanze succulente dai sapori più particolari, profumi e colori che richiamano le diverse etnie del pianeta. Accomodatevi, Joe's Garage (Acts I, II, III) è servito.

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Queen
A Night At The Opera

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Scritto da Daniele Ruggiero Mercoledì 23 Settembre 2015 20:52

A Londra nel 1975 nasce un piccolo gioiello, divenuto in seguito una pietra miliare del rock: si chiama "A night at the Opera" dei Queen.


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Led Zeppelin
Physical Graffiti

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Scritto da Giuseppe Artusi Lunedì 21 Settembre 2015 23:00

Pur non essendo il capolavoro del gruppo, PHYSICAL GRAFFITI resta un album miliare nella storia del rock e in un certo senso la summa dell'arte degli Zeppelin: fortemente voluto da Jimmy Page, il doppio album doveva in effetti racchiudere tutte le sfaccettature e le sfumature della musica del gruppo, superando i dubbi e le perplessità suscitate dall'album precedente, HOUSES OF THE HOLY.

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Tony Banks
A curious feeling

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Scritto da Valentino Butti Lunedì 21 Settembre 2015 20:22

Per non rimanersene con le mani in mano dopo il successo di “…And then there were three”, e nell’attesa del ritorno di Collins, l’artefice principale del suono Genesis del decennio che va finendo, Tony Banks, decide di “giocare” la carta del solo-album.

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Mike Rutherford
Smallcreep’s day

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Scritto da Valentino Butti Lunedì 21 Settembre 2015 19:58

In pausa forzata nell’attesa che Phil Collins risolvesse i propri problemi famigliari, i due Genesis rimasti decidono di “esplorare” le rispettive capacità soliste.
Il bassista/chitarrista Mike Rutherford lo fa con “ Smallcreep’s day” nel quale si avvale della collaborazione del vecchio compagno Anthony Phillips alle tastiere, di Simon Phillips alla batteria, di Morris Pert alle percussioni e di Noel McCalla alla voce.
Il lato A del vinile è occupato dalla suite che dà il titolo all’album (suddivisa in 7 sezioni), certamente tra i brani migliori che un membro dei Genesis abbia mai scritto al di fuori della band.
Si spazia dall’introduzione d’atmosfera di “Between the tick and the tock”, al rock frizzante di “Working in line”, passando per brevi sprazzi strumentali come “After hours” e “Smallcreep alone”, per la più strutturata “Cats and rats” ( Genesis doc…) ed ancora per lo spumeggiante e magnifico strumentale “Out of the daylight”, chiudendo con la struggente “At the end of the day”.
Meno riuscito il lato B anche se la brillante “Moonshine” e la ballad “Time and time again” non sfigurano affatto.
Poi il ritorno di Collins produce il buon “Duke”, ma anche lo straordinario successo commerciale di “Face value” (l’album solista del batterista e cantante) e da allora niente sarà più lo stesso, purtroppo, talchè il buon Mike troverà più remunerativo l’easy pop dei suoi “Mechanics”…

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