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Masterpiece

Man
Rhinos, Winos & Lunatics

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Scritto da Giovanni Loria Lunedì 23 Novembre 2015 17:43

Vengono dal Galles, ma il loro suono li porta dall’altra parte dell’oceano, sull’onda di lunghe escursioni chitarristiche, che rendono memorabili i loro album dal vivo.

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Deus Ex Machina
Deus Ex Machina

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Scritto da Luca Driol Venerdì 13 Novembre 2015 22:24

Dopo il “periodo nero” degli anni ’80, nei ’90 il progressive rock è in qualche modo risorto: nella variante “metal”, grazie all’operato dei vari Dream Theater, Threshold e Shadow Gallery, in quella più moderna, originata dal successo di Radiohead, Tool e Porcupine Tree e in quella più classica, col pieno recupero delle sonorità in voga negli anni ’70.

 

Anche in Italia, tra la fine degli anni ottanta e i primi novanta, c’è stato un fiorire di band dedite a quei suoni, chi imitando pedissequamente gli act degli anni ’70, chi, invece, apportando significative modifiche, senza corrompere troppo la natura della proposta.

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Keef Hartley Band
Halfbreed

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Scritto da Giovanni Loria Giovedì 12 Novembre 2015 23:29

Sono tutti belli gli album di questo ex batterista dei Bluesbreakers di John Mayall ma il primo è sicuramente il migliore.

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City Boy
City Boy

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Scritto da Giovanni Loria Giovedì 12 Novembre 2015 23:10

City Boy debut album cover.jpg

Un nome insignificante, copertine idem... ecco perchè mi ero dimenticato dei City Boy. Fin quando il caporedattore di Artists and Bands me li ha fatti tornare in mente, cosa per cui gli sono ovviamente grato.

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Gamma
1

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Scritto da Giovanni Loria Giovedì 12 Novembre 2015 22:40

Ronnie Montrose: basta la parola (okay, lo so… le parole in realtà sono due). 

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Airborne
Airborne

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Scritto da Gianluca Livi Mercoledì 11 Novembre 2015 22:31

Ecco quello che si dice un masterpiece nel senso stretto del termine: l'omonimo esordio degli statunitensi Airborne, un quintetto che annoverava cinque vocalist e almeno due polistrumentisti, è un fantastico disco di AOR che sarebbe ingiusto definire derivativo, giacchè esso stesso si colloca nelle posizioni alte degli archetipi presi a riferimento.

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Gentle Giant
Octopus

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Scritto da Giuseppe Artusi Domenica 08 Novembre 2015 12:46

Seconda rilettura di Steven Wilson del catalogo dei Gentle Giant, dopo “The Power And The Glory” pubblicato nel 2014, quella su “Octopus” è in realtà una operazione spuria. Infatti dei nove brani dell’album, solo sei sono in realtà stati rimissati, in quanto dei rimanenti tre (“The Advent of Panurge”, “Raconteur Troubadour” e “The Boys in the Band”) sono andati perduti i nastri originali, per cui di essi Wilson ha operato il semplice remaster.

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Kate Bush
The kick inside

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Mercoledì 28 Ottobre 2015 10:09

Era il lontano 1978 quando la cantautrice Kate Bush, denominata poi “l’usignolo inglese”, si presentò al mondo con questo suo primo album prodotto da Andrew Powell e non da David Gilmour, come erroneamente riportato sui siti di diffusione enciclopedica in rete, il quale produsse solo le tracce 2 e 5. 

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Area
Arbeit macht frei

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Scritto da Daniele Ruggiero Domenica 25 Ottobre 2015 23:14

Il 1973 è un anno particolarmente fertile in campo musicale: l’Inghilterra è la madre di capolavori come “Selling England by the Pound” dei Genesis, “Quadrophenia” degli Who ma soprattutto “The Dark Side Of The Moon”, gioiello forgiato dai Pink Floyd. I Queen debuttano con l’album omonimo, David Bowie sforna “Aladdin Sane”, mentre dall’altra parte dell’oceano atlantico, nel nuovo continente, esce “Raw Power” di Iggy Pop & The Stooges, “Berlin” di Lou Reed e “Greetings From Asbury Park, N.J.” il primo album di un certo Bruce Springsteen.

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Pat Metheny Group
The way up

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Domenica 25 Ottobre 2015 23:02

Album decisamente fusion, “The way up”, risalente al 2005 e vincitore del Grammy Award nel 2006 come miglior album di jazz contemporaneo, è l’ultimo lavoro del chitarrista pubblicato a nome del “Pat Metheny Group” ed è composto da sole quattro tracce di considerevole durata (tra i 15 ed i 26 minuti), per la cui stesura l’artista è stato supportato dal fido Lyle Mays, co-autore dell'intero lavoro (Steve Reich e Eberhard Weber sono espressamente ringraziati ma non è espresso se abbiano effettivamente contribuito ed in quale misura).  

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