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Masterpiece

The Crimson Jazz Trio
The King Crimson Songbook

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Scritto da Gianluca Livi Giovedì 01 Settembre 2016 19:13

Attivo dal 2004 al 2007, il Crimson Jazz Trio nacque per volontà di Ian Wallace, con l'intento di riproporre il repertorio dei King Crimson in chiave squisitamente jazz.

Reclutati il bassista Tim Landers e il pianista Jody Nardone (due giovani ma affermati turnisti americani che avevano lavorato, tra gli altri, con Al Di Meola, Billy Cobham, Gil Evans, Tori Amos il primo, con Larry Carlton, Dave Valentin, Dave Matthews Band il secondo), entrò in studio nel 2005 registrando "The King Crimson Songbook", un'opera talmente affascinante, suggestiva e magnetica, da ottenere l'incredibile plauso di Mr. Fripp in persona.

Il documento è oggi preziosissimo non soltanto perché testimonia l'elevata bravura del batterista in veste di credibile jazzista e le innegabili capacità di esecuzione e arrangiamento dell'intero trio, ma perchè è la prova tangibile della capacità dell'inglese di superare un limite naturale: egli, infatti, non si limitava a proporre materiale estratto da "Island", l'unico album dei Crimson ove suonò (comparve anche in "Earthbound" del 1972, ma si trattava di un album dal vivo), ma lo estendeva a tutta la produzione del gruppo, comprendendovi, addirittura, e sempre permanendo su altissimi livelli interpretativi, quella degli anni '80, completamente estranea al suo background musicale.

 

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Yes
Going for the one

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Scritto da Valentino Butti Giovedì 01 Settembre 2016 18:45

Erano trascorsi tre anni dalla pubblicazione di “Relayer” ( album che suscitò più di qualche perplessità tra i fan, ma che è stato ampiamente rivalutato con il passare degli anni…) e dal successivo ( e trionfale) tour, ed era tempo di tornare in studio per gli Yes. Il 1975 ed il 1976, oltre ad essere “spesi” on stage, erano serviti a dare libero sfogo alle velleità soliste dei 5 membri e i buoni riscontri commerciali avevano dato ulteriore fiducia alla band, malgrado i tempi fossero decisamente cambiati ed il prog stesse passando di moda. Gli Yes parvero non interessarsi a quanto avveniva nel mondo musicale e si diedero appuntamento in Svizzera ( a Montreux, per motivi fiscali..) per le registrazioni del nuovo album con la stessa formazione presente su “Relayer” e cioè Anderson-Squire-Howe-Moraz e White. Senonchè dopo qualche “session” Moraz se ne andò in Brasile per ultimare il suo “solo-album” ed al ritorno si trovò…licenziato…..Ovviamente il gruppo aveva già il sostituto e la stampa britannica specializzata ne diffuse la notizia quasi prima che Wakeman avesse detto “yes”……Con la ricostituzione della line-up forse più amata ( anche se io personalmente preferisco quella con Bruford alla batteria) tutti i tasselli erano ora al loro posto. E “Going for the one”, l’album che ne scaturì, è probabilmente l’ultimo vero capolavoro della band (anche se non mancarono negli anni successivi degli ottimi “colpi di coda” ), che ,paradossalmente presenta anche una copertina non certo tra le più riuscite. Il gruppo infatti aveva mantenuto solo il logo creato da Roger Dean ma non aveva ritenuto opportuno giovarsi del suo talento per la cover, affidandosi al rinomato studio Hipgnosis. Malgrado questa piccola pecca l’album riporta il gruppo ai fasti di “The Yes album”, “Fragile” e “Close to the edge” ed ad una riscoperta della formula “canzone” (a parte un episodio) con sommo piacere di Mr.Wakeman e delle vendite che permisero agli Yes di scalare le classifiche britanniche ed americane ( in un periodo non proprio facile per i gruppi progressive…). 5 brani compongono l’album con la frizzante e rockeggiante title track che apre le danze.

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Napoli Centrale
Napoli Centrale

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Scritto da di Paolo Marchegiani e Gianluca Livi Giovedì 01 Settembre 2016 00:00

Corre l'anno 1975 e i Napoli Centrale, costituiti dal sassofonista James Senese ex leader degli Showmen e Franco Del Prete alla batteria, danno vita al loro primo lavoro dal titolo omonimo.

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Blue Motion
Blue Motion

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Scritto da Gianluca Livi Lunedì 08 Agosto 2016 18:44

Terzetto nato da una costola dei più noti Circus, gruppo svizzero di prog pregevole e ricercato (qui una monografia della band a firma di chi scrive), i Blue Motion se ne discostano di molto, musicalmernte parlando.  

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Ezra Winston
Myth Of The Chrysavides

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Scritto da Gianluca Livi Venerdì 29 Luglio 2016 21:18

Quello degli Ezra Winston è un progressivo di classe, colto, che attinge con dovizia dall’eredità inglese degli anni settanta (e non da quella italiana: un paradosso, se si pensa che con questo lavoro il gruppo diede vita al new progressive italiano).

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Explorers Club (Trent Gardner)
Age of Impact

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Giovedì 23 Giugno 2016 16:13

Era il 1998 quando nel massimo del vigore, il rock-prog moderno risorgeva inaspettatamente a nuovo splendore dopo quasi un ventennio di default da parte di quelle che erano state le tendenze musicali che avevano dominato il decennio a cavallo tra fine anni ’60 e fine anni ’70.

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City Boy
Dinner At The Ritz

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Scritto da Gianluca Livi Martedì 14 Giugno 2016 20:42

Non sono perfettamente in linea con il giudizio di Giovanni Loria riguardo a questo gruppo inglese (lo ha espresso recensendo il loro album di esordio del 1978). 

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Van Morrison
It’s Too Late To Stop Now

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Scritto da Giuseppe Artusi Martedì 14 Giugno 2016 19:41

It’s Too Late To Stop Now è universamente considerato uno dei grandi live della storia del rock, sin dal momento – 1974 – della sua pubblicazione, per tutte le ragioni per le quali un disco live può essere grande: qualità delle esecuzioni e della registrazione, importanza del repertorio, valore dei musicisti (la celebratissima Caledonia Soul Orchestra), vitalità, energia, passione, valore storico delle registrazioni; non ultimo, la totale assenza di overdubs.

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Weather Report
Weather Report

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Scritto da Gianluca Livi Sabato 04 Giugno 2016 18:52

L'omonima uscita discografica dei Weather Report di inizio anni '80 si chiama come il loro primo album ma si evidenzia in termini certamente meno esaltanti.

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Fabio Concato
Fabio Concato

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Scritto da Max Casali Giovedì 26 Maggio 2016 21:43

Fabio Concato fa parte di quei cantautori che non danno fastidio a nessuno, poiché abbraccia tre fronti: piace; piace così così; non piace, ma desta simpatia.
Sarà la sua eleganza, il suo cantare garbato, quasi sussurrato, ma è ormai stranoto che egli non trasmette elementi di fastidio.

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