Toad
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Dopo una fugace esperienza di vita a Londra, dove frequenta assiduamente il Ritz e il Marquee, assistendo ai concerti dei principali artisti dell'epoca, l'italiano Vic Vergeat torna in Patria alla fine del 1970 e forma i Toad, un quartetto hard completato da Benji Jaeger alla voce, Cosimo Lampis alla batteria e Werner Fröhlich al basso (gli ultimi due, provenienti dai Brainticket).
Grazie anche ai servizi di Martin Birch (già sound engineer di Jeff BeckFleetwood MacWishbone Ash e Deep Purple, poi con Iron Maiden, Rainbow, Whitesnake, Black Sabbath e tanti altri), la band sforna un esordio efficacissimo capace di offrire sonorità che paiono unire il sound graffiante della Jimi Hendrix Experience alla durezza di Deep Purple e Led Zeppelin.
Ma le commistioni trovano anche altri sbocchi sonori sicché "Cottonwood Hill" offre inizialmente un certo dadaismo pysch tipico del decennio precedente per poi sfociare in un'apoteosi granitica che pare ispirarsi vagamente a certi stilemi presenti in "Child In Time", mentre "They Say I'm Mad" è un omaggio al blues più viscerale e sanguigno, proprio come faceva Hendrix.
Negli undici minuti di "Life Goes On", il chitarrista nero sembra jammare assieme ai Black Sabbath: il primo costringe il gruppo a graffiare, i secondi rendono greve e pesante il sound. 
E' un peccato che questa formazione sia rimasta sempre nell'ombra, relegata ad un ambito squisitamente underground, soprattutto in Italia, dove critica e pubblicano le attribuirà erroneamente origini elvetiche (forse per via dei nomi dei membri o della provenienza svizzera della lebel Hallelujah).
La storia ci suggerisce che dopo un esordio di qualità, generalmente il trend tende a calare.
Non in questo caso, quantomeno in termini di qualità sonora.
Il successivo album, "Tomorrow Blue", del 1972, pubblicato in forma power trio (grazie all'abbandono del cantante, che non sopportava l'inattività a cui era costretto nel corso delle lunghe jam dal vivo), lambisce anche sonorità progressive, mentre "Dreams", di tre anni dopo, vira verso un genuino rock and roll.
Purtroppo, il grandissimo Vic Vergeat non vedrà mai riconosciuto il suo talento: l'album solista "Down To The Bone", pubblicato nel 1981 negli Stati Uniti, offre uno spettro variegato di generi (hard rock, boogie, funky, soul), entra nella classifica di Billboard e gli permette di aprire, sempre oltreoceano, per Nazareth, Scorpions, Rory Gallagher e il Project di Joe Perry. Tuttavia, il successo lo irride: due membri della band che lo segue l'anno successivo, Tom Croucier e Frankie Banali, entreranno nei Ratt e faranno soldi a palate mentre lui vede sfumare l'opportunità di formare un supergruppo con Rick Wakeman e Carl Palmer.
Riscontrato un certo successo in Svizzera, con la band pop rock Bank, riforma successivamente i Toad, che pubblicano un nuovo album, ancora un volta apprezzato da pochi eletti.



Vic Vergeat: chitarra
Werner Frohlich: basso
Cosimo Lampis: batteria
Benjamin Jaeger: voce

Anno: 1971
Label: Hallelujah
Genere: Hard rock, blues rock

Tracklist:
01. Cottonwood Hill
02. A Life That Ain't Worth Living
03. Tank
04. They Say I'm Mad
05. Life Goes On
06. Pig's Walk
07. The One I Mean
08. Stay

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