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Masterpiece

The Allman Brothers Band
Idlewild South

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Scritto da Gianluca Livi e Bartolomeo Varchetta Sabato 17 Giugno 2017 11:18

In origine era la Allman Brothers Band, di nome e di fatto. La nascita del southern sta qui: country, blues e corpose infarciture di rock, suonate con cervelli e mani fortemente protesi alla jam collettiva.

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Allman Brothers Band
Seven Turns

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Scritto da Bartolomeo Varchetta e Gianluca Livi Mercoledì 31 Maggio 2017 09:39

 

Se i Lynyrd Skynyrd hanno sempre rappresentato il lato più hard del southern rock, la Allman Brothers Band ha incarnato quello più blues, peraltro a vocazione fortemente votata alla jam e all'improvvisazione collettiva.

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Allan Holdsworth
i.o.u.

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Scritto da Paolo Marchegiani Giovedì 11 Maggio 2017 16:00

I.O.U. inciso nel 1979 può essere considerato come il primo vero album registrato sotto il nome di Allan Holdsworth in quanto, a differenza di Velvet Darkness del 1977, è prodotto da una etichetta indipendente: la Luna Crack Records.

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Tony Carnevale
Dreaming a human symphony

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Scritto da Gianluca Livi Martedì 04 Aprile 2017 16:53

La recente ristampa di Dreaming A Human Symphony, la Rock Opera di Tony Carnevale uscita quasi 10 anni fa, ci permette di riparlarne in termini di vero e proprio masterpiece.

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Agorà
Live in Montreux

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Scritto da Gianluca Livi Venerdì 24 Marzo 2017 19:30

La formula proposta dagli Agorà è una mistura, talvolta improvvisata, tra certo jazz-rock statunitense di stampo più intimista e atmosfere calde tipiche della cultura musicale mediterranea.
"Penetrazione” è un brano rilassato, caratterizzato da un ostinato al basso sul quale ogni singolo musicista innesta i propri interventi: determinato quello del sax; soffusi, quasi eterei quelli di piano, chitarra e batteria (quest’ultima impegnata in raffinatezze con i piatti).

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Entropia
The Decline Of Western Civilization

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Scritto da Gianluca Livi Giovedì 23 Febbraio 2017 23:11

A dirla tutta, questo disco dovrebbe essere collocato nella rubrica “Underground”, ove sono effettivamente già recensiti gli altri titoli del gruppo ("Between Lands", "Live in Calcatronica", "Live at Electric Cirkus nonché la compilation "Ecletism"), ma vi sono sintetizzati perfettamente così tanti stili sonori, che non è possibile non parlarne in termini di vero e proprio caposaldo, inserendolo tra i "Masterpiece", seppur confinato nella ristretta cornice che il mercato indipendente impone.

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King Crimson
Discipline

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Scritto da Alex Marenga Domenica 12 Febbraio 2017 21:19

E’ il 1981 - piena era delle nuove pulsioni del rock che si intrecciano attorno alla new wave, il movimento che, nato dal punk, sta ridefinendo le forme e i suoni del rock del decennio - quando il progetto King Crimson si ricostituisce in una incarnazione inaspettata.

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Danzig
Danzig

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Scritto da Gianluca Livi Sabato 11 Febbraio 2017 22:10

Il primo dei Danzig è senz'altro il loro album migliore.

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John McLaughlin
Music Spoken Here

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Scritto da Alex Marenga Lunedì 06 Febbraio 2017 13:58

Il chitarrista inglese John McLaughlin era stato notato da Miles Davis grazie alla collaborazione con il gruppo jazz rock di Tony Williams, Lifetime, finendo nelle mitiche registrazioni di In a Silent Way e Bitches Brew che danno inizio al movimento del jazz-rock alla fine degli anni 60.

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Porcupine Tree
Voyage 34: The Complete Trip

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Scritto da Cosimo Mongelli Mercoledì 01 Febbraio 2017 14:04

"Voyage 34 - The complete trip" è un incredibile quanto affascinante unicum nella discografia dei Porcupine Tree. Concepito inizialmente da Steven Wilson per far parte di “Up the Downstair” quale secondo cd, è finito prima col diventare un singolo in due parti, per poi essere unito a successivi remix dello stesso Steven Wilson, in collaborazione con l'ex Japan Richard Barbieri, entrato poi in pianta stabile nella band.

Voyage 34 è il racconto di quando la gioia si trasforma in paura, di quando un viaggio, il trentaquattresimo di Brian nei meandri dell'Lsd, finisce male, malissimo. Ed è proprio Brian, protagonista suo malgrado, che ce lo descrive, terrorizzato. La sua voce, alternata ad un'altra narrante esterna, fredda, distaccata, ci accompagna per tutti e 70 i minuti del disco, ci accompagna raccontandoci come tutto sia andato storto. Ma a Brian non basta, vuole portarci con lui, vuole ripercorrere assieme a noi lo stesso inquietante cammino, chissà, forse per riuscirne indenne. Cammino che inizia, continua e finisce con un riff ossessivo e incalzante di chitarra, che richiama inevitabilmente “Another brick in the wall “ dei Pink Floyd, ma che non ne è affatto un plagio: E' un riff che suona universale, come se esistesse da sempre e da sempre suonasse invitante.

 

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