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Masterpiece

Weather Report
Heavy Weather

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Scritto da Alex Marenga Sabato 01 Giugno 2019 18:36

I Weather Report sono stati un’esperienza centrale della scena del jazz-rock e poi della fusion.
Il gruppo di Zawinul ha avuto la capacità da un lato di realizzare dei brani divenuti dei veri e propri “standard” dall’altro di definire un sound riconoscibile e imitato nei decenni successivi.
La storia del gruppo ha inizio l’indomani di “Bitches Brew”, quando due dei protagonisti della svolta elettrica di Miles Davis, il tastierista di origine austriaca Joe Zawinul e il sassofonista Wayne Shorter, si mettono in proprio per esplorare le nuove sonorità elettriche e modali che stanno caratterizzando l’inizio del decennio.
Nella prima fase i Weather Report si muovono su parametri sperimentali in cui la libera improvvisazione riveste un ruolo determinante al fianco delle idee tematiche raffinate dei due leader affiancati dal contrabbassista di origina cecoslovacca Miroslav Vitous.
L’avvicendarsi dei bassisti nel gruppo determinerà delle svolte fondamentali nella direzione sonora del gruppo, l’ingresso di Alphonso Johnson prima e del genio del basso elettrico fretless Jaco Pastorius a partire dal 1976 (con “Black Market”) determineranno una svolta sonora dove da un lato il repertorio del gruppo inizia a incentrarsi su composizioni scritte con parti improvvisate sempre più delimitate dall’altro le astrazioni modali di marca davisiana lasciano spazio a una contaminazione fra ritmiche afro-funk e suoni elettronici.

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Di Meola, McLaughlin, De Lucia
Friday Night in San Francisco

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Scritto da Alex Marenga Sabato 13 Aprile 2019 22:20

L’album venne registrato al Warfield Theatre di San Francisco venerdì 5 dicembre del 1980 e pubblicato discograficamente l’anno successivo. 
“Friday Night in San Francisco” fece il punto sullo sviluppo tecnico della chitarra acustica raggiunto dai chitarristi dell’epopea del jazz-rock degli anni ’70.

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Weather Report
Mr. Gone

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Scritto da Alex Marenga Venerdì 01 Marzo 2019 18:55

“Mr. Gone” è uno dei lavori più sottovalutati di tutti gli anni ‘70 e ancora oggi è spesso relegato fra le produzioni minori del gruppo di Zawinul e Shorter pur essendo, invece, uno degli apici toccati dal jazz-rock a livello di ricerca lessicale.
Probabilmente questa incomprensione deriva dall’essere l’album immediatamente successivo a “Heavy Weather” che, oltre ad essere il disco di maggior successo commerciale del gruppo, racchiude alcuni dei loro brani più eseguiti ed emblematici.
La direzione presa dai Weather Report, in pieno spirito Davisiano, è, invece di crogiolarsi nel successo del disco precedente, quella di esplorare nuovi territori, emulando l’approccio sperimentale di “Mysterious Traveller” (1974) considerato da Zawinul il miglior album del gruppo fino a quel momento.
Il tastierista è difronte alle nuove potenzialità offerte dall’elettronica di cui ha sfruttato le possibilità con l’uso dell’ARP2600 solo in minima parte su “Heavy Weather” mentre il mercato dell’epoca sta offrendo nuovi straordinari strumenti come il Prophet V della Sequential Circuits, che risulterà strategico nella definizione dei suoni di questo disco, e le tastiere polifoniche di Tom Oberheim.
La lungimiranza di Zawinul e la sua capacità di esplorare le possibilità dei nuovi strumenti per elaborare nuovi lessici si dimostrerà sorprendente e troverà impreparata la critica, che ancora oggi, in alcuni casi, non ha compreso la direzione intrapresa su “Mr. Gone”.
Zawinul ha invece chiaro, nel 1978, anche alla luce dell’esperienza del “krautrock”, che l’elettronica trasferisce la ricerca musicale dal livello armonico-melodico complesso perseguito dal jazz a quello timbrico e sonoro, sfruttando al massimo le possibilità date dalle tecnologie dello studio di registrazione.
Il disco nel suo complesso è un vero e proprio campionario di possibili interazioni fra le diverse declinazioni del jazz-rock e i sintetizzatori anticipando di decenni sonorità e direzioni che la “popular music” intraprenderà dopo gli anni ’90.
La line-up rispetto a “Heavy Weather” vede dei cambiamenti, oltre ai due fondatori, Joe Zawinul e Wayne Shorter, alla batteria c’è il grande Peter Erskine al posto di Alex Acuna, Manolo Badrena alle percussioni, ovviamente Jaco Pastorius al basso, elemento chiave nel sound del gruppo e punto di riferimento nella ridefinizione del linguaggio del basso elettrico ancora oggi.
Inoltre sono presenti numerosi ospiti Steve Gadd e Tony Williams alla batteria, Jon Lucien, Deniece Williams e Maurice White alle voci.
Il lato A si apre con “The Pursuit of the Woman with the Feathered Hat”, un brano che anticipa il percorso che il tastierista percorrerà anche con “Zawinul Syndicate”, una sorta di etno-afro jazz elettronico modale.
Il brano è sorretto da una serie di linee di sequencer e loop minimalisti di marimba; le linee melodiche di sapore di etnico sono tutte eseguite dalle tastiere in un intreccio elettronico sul quale emergono voci afro-caraibiche del vocalist Jon Lucien.
Il brano decolla ritmicamente con un groove afro e Jaco Pastorius che esegue un tema armonizzato con due bassi elettrici a cui segue un tema corale contrappuntato dai sintetizzatori e da linee di basso fretless e basso synth. Un’operazione di contaminazione che nel 1978 è senza precedenti.
Il finale riporta il mood del brano in una dimensione tropicaleggiante e cantabile.

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Asia
America (Live In The USA)

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Scritto da Gianluca Livi Lunedì 25 Febbraio 2019 22:52

In origine, il problema degli Asia aveva due nomi e cognomi.
Steve Howe è il primo. Gli Asia sono un gruppo pomp e pop rock, con vaghissime, labili reminescenze prog: in tal senso, lo stile del chitarrista degli Yes è quanto di più lontano da queste sonorità. Basti ascoltare le sue pietose versioni di “Owner Of A Lonely Heart” per capire la sua inadeguatezza ad una cifra esecutiva che esula dal prog in senso stretto.
L'altro si chiama Carl Palmer: l'ex ELP è nervoso, irruento, tende a velocizzare il tempo, condisce le trame ritmiche di visrtuosismi eccessivi: cosa c'entra costui con gli Asia?
Quindi succede che quando questi due elementi non sono in organico, gli Asia funzionano alla perfezione e questo doppio cd ne è la piena testimonianza.
Registrato in New Jersey, al Patriot's Theater, il 5 Ottobre 2002, il documento qui recensito (edito anche in DVD lo stesso anno ma dalla label Ragnarock Films Ltd con catalogo CRP1034), vede la presenza di due artisti eccezionali come Chris Slade alla batteria e Guthrie Govan alla chitarra, entrambi affiancati dal fondatore Geoff Downes e da John Payne, validissimo sostituto di John Wetton.

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Cactus
Ot 'N' Sweaty

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Scritto da Gianluca Livi Mercoledì 20 Febbraio 2019 13:49

Che strana storia quella dei Cactus.
Morti i Vanilla Fudge, il bassista Tim Bogert e il batterista Carmine Appice decidono di formare un supergruppo assieme a Jeff Beck e Rod Stewart.
Tuttavia, il progetto abortisce a causa sia di un incidente automobilistico in cui rimane coinvolto Beck, che lo allontana dal giro musicale per oltre un anno, sia della decisione di Stewart di riunirsi ai Faces.

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Pat Metheny, Heath Brothers, Dave Brubeck Quartet, B. B. King
Luminescence

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Scritto da Gianluca Livi Domenica 13 Gennaio 2019 22:01

Quello del 28 gennaio 1983 tenuto al Palais Des Congres di Cannes, in Francia - con artisti del calibro di Pat Metheny, B.B.King, gli Heath Brothers e il Dave Brubeck Quartet - è uno dei concerti jazz più bootlegati in assoluto. La cosa strana è che buona parte degli album pubblicati, non documenta l’intera performance ma solo una parte e, spesso, non la medesima.

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Pink Floyd
The Dark Side Of The Moon

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Scritto da Giuseppe Artusi Giovedì 20 Dicembre 2018 18:44

The Dark Side Of The Moon è per unanime consenso un capolavoro: un caso davvero raro – se non proprio unico – di album che fonde avanguardia, rumorismo, psichedelia, musica progressive e rock melodico, risultando però estremamente facile, fruibile, popolare nell’accezione più comune del termine.

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Yes
Fragile

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Scritto da Giuseppe Artusi Giovedì 20 Dicembre 2018 18:44

“Fragile” è la quarta rilettura dal catalogo-Yes da parte di Steven Wilson, un appuntamento ormai consueto per i fans del gruppo e del prog in generale.

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King Crimson
Discipline

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Scritto da Alex Marenga Giovedì 20 Dicembre 2018 18:44

E’ il 1981 - piena era delle nuove pulsioni del rock che si intrecciano attorno alla new wave, il movimento che, nato dal punk, sta ridefinendo le forme e i suoni del rock del decennio - quando il progetto King Crimson si ricostituisce in una incarnazione inaspettata.

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Pink Floyd
Umma Gumma

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Scritto da Bartolomeo Varchetta Giovedì 20 Dicembre 2018 18:44

Chi pensa che tutta la musica possa essere ascoltata indifferentemente in qualsiasi situazione, si sbaglia di grosso. I cultori musicali, ovvero gli ascoltatori incalliti, lo sanno bene, anche se a volte lo dimenticano.

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