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South's Cheyenne Festival
Manduria (Ta), 04 Agosto 2017

Manduria (Ta), 04 Agosto 2017 - South's Cheyenne International Bike Show & Metal/Rock Festival - Stadio Comunale Via per Francavilla Fontana - Giorno 1
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L’Indian Bikers Motorcycle Club Taranto 1% per celebrare il 15° anno di vita ha organizzato a Manduria (Ta)  il “South’s Cheyenne International Bike Show & Metal/Rock Festival”, una festa di tre giorni a suon di concerti, birra e sano divertimento.

L’area scelta per il festival è un campo da calcio in terra battuta che lo staff composto da bikers e volontari - per giorni e giorni, sotto un caldo che ha raggiunto punte di 40 gradi - ha rimesso a nuovo, sfalciando erba secca e pulendo ogni angolo del sito in questione.
L’impatto della location, tirata così a lucido, è impressionante: padiglioni per la ristorazione posizionati sui due lati lunghi del terreno di gioco, una mega struttura coperta attrezzata con tavoli, panche e sedie, e poi banchetti con dischi, maglie e merchandising vario... L'atmosfera è quella dei più blasonati festival stranieri.
Il palco, enorme, è dotato di service audio ed impianto luci di prim’ordine, in pratica, le cose sono state fatte nel migliore dei modi e tutto è pronto per il grande evento.

Il programma è ghiotto, ogni giorno sei band, per un totale dunque di 18 gruppi, con tre headliner di tutto rispetto: Pino Scotto, i Folkstone e, per la prima volta  a queste latitudini, i Lacuna Coil.

Il compito di aprire le danze spetta ai giovanissimi Victory or Valhalla, interpreti di un interessante viking metal esaltato dall’utilizzo del violino. Anche se sono agli inizi, i ragazzi hanno le idee molto chiare, sugli scudi “Fenrir’s Fury” e “The Fall of Aesir”, i cui testi sono basati su leggende norrene.


Victory or Valhalla

Secondi a salire sul palco i foggiani (da Orta Nova) Verbanima, che propongono un energico rock cantato in italiano nel quale risaltano gli assoli di chitarra di stampo psichedelico. Da segnalare i brani  “Aliena”, “Il colpevole”,  “Aneurysm” e “D’io”.


Verbanima

Alle 21,00 arriva il turno dei power metallers Soul of Steel, il pubblico sotto il palco aumenta attratto dal suono della chiara voce di Gianni Valente e dai potenti riff di Valerio "Edward" De Rosa. Mentre eseguono i brani più collaudati del loro repertorio (“Secret Words” su tutti) annunciano che è in fase di scrittura il  successore del fortunato Journey to Infinity.


Soul of Steel

Giocano in casa i manduriani Evillive, che entrano in scena con la formazione rimaneggiata giacché il chitarrista Vins si trova a ricoprire temporaneamente il ruolo di bassista. Sempre gradito il loro death metal melodico, con rimandi agli Amorphis, sublimato in pezzi come “Hyperborea” e “Nothin will remain”.
A sorpresa è presente Gianko, primo cantante della band, che affianca il collaudato Mark in “No Mysticim”.
Evillive

Con gli Stillness Blade, si piomba nell’oscurità. Sono solo in tre ma hanno la potenza distruttiva di un esercito. “Materialistic suffocation”, “Napalm rain”, “Sadistik flesh pleasure” sono il manifesto di un  brutal death metal aggressivo basato su un riffing serratissimo e cantato in growl, che si alleggerisce (si fa per dire) solo con la cover al fulmicotone di “Ace of Spades”.


Stillness Blade

23:30, scatta l’ora X. On stage arriva Pino Scotto, indubbiamente un pezzo fondamentale della storia metal italiano. In pista dagli anni ’70, prima con i Pulsar, poi con i Vanadium ed infine con i più recenti progetti solisti, in oltre 90 minuti  di esibizione ripercorre i passi salienti della sua carriera suonando i pezzi più noti del suo repertorio. Dal progetto Fire Trails pesca “Third Moon” e “Silent Heroes”, quest’ultima introdotta da una accorata dedica a Falcone e Borsellino “due eroi morti per un paese che non li meritava”.

A 68 anni Pino padroneggia con maestria il palco e tiene in pugno il pubblico, la sua voce non è stata scalfita dal tempo neanche sulle note alte e riesce a graffiare quando intona "Streets of Danger" e ad emozionare tutti cantando "Easy way to love".

Il celebre singer è accompagnato da una grande band in cui spicca la chitarra fluida e rocciosa di
Steve Angarthal (che nel mezzo del set si ritaglia uno spazio solista con il brano “Morrigan”). Di pari valore è la sezione ritmica composta da Dario Bucca al basso e dal giovanissimo Marco Di Salvia alla batteria.

The eagle scream” è il tributo all’amico Lemmy, compagno di tour e di scorribande a metà degli anni ’80. Il bassista dei Motörhead viene omaggiato anche verso il finale con la cover di “Stone Dead Forever”.


Pino Scotto

Pino Scotto si conferma come unica vera rockstar del panorama italico e, come di consueto, scaglia  invettive contro la politica, contro i pedofili (quando introduce “Don’t  touch the kids”, uno dei due inediti contenuti nella raccolta di brani riregistrati intitolata Live for a dream) e contro la signora dei talent televisivi, quelli in cui - in nome di chissà quale "amicizia" - la Musica è stata uccisa, e dove tutto è già stabilito e non si può neanche “andare a  pisciare se non è scritto nel copione”.

Il cantante non ha peli sulla lingua (e se li ha non sono i suoi...) ed è irrefrenabile, non risparmia sprezzanti frecciate a due "ridicoli rocker" nostrani, che riempiono stadi ed arene (provate a indovinare a chi si riferisce...), definendoli dei fortunati leccapiedi che hanno seguito le mode e si sono piegati a suonare quello che voleva il mercato. Più volte sottolinea l'importanza di conservare la dignità e di non "vendersi". Critica la reunion dei Guns n' Roses ("fatta solo per soldi"), così come la decisione di Rick Rubin, che pare debba produrre il nuovo disco di Jovanotti.

Ma al di là di tutto, quello che conta è la musica e questa sera Mr. Scotto ne ha regalata tanta, in totale abbiamo contato 17 brani compreso il bis di "Spaces and Sleeping Stones" cantato a gran voce anche dal pubblico.

Preme, infine  segnalare la cortesia e l'atteggiamento umile del cantante che a fine concerto e sino a tarda ora si è intrattenuto a scambiare chiacchiere con i fan e scattare foto ricordo. Commovente l’abbraccio fraterno con Mimmo Breccia, leader dei bikers e 'deus ex machina' di tutto il festival.

Insomma, la prima giornata del XV South's Cheyenne è stata memorabile, ma restate sintonizzati perchè il bello deve ancora venire…


Pino Scotto



South’s Cheyenne International Bike Show & Metal/Rock Festival

Data: 04/08/2017
Luogo: Manduria (Ta) - Stadio Comunale Via per Francavilla Fontana 
Genere: Hard Rock, Heavy Metal


BILL - SERATA 1


VICTORY OR VALHALLA


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VERBANIMA


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SOUL OF STEEL


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EVILLIVE


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STILLNESS BLADE


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PINO SCOTTO

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