Mike Stern Band
Bologna, 25 Marzo 2012

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Bologna, 25 Marzo 2012 - Bravo Caffè

Quando si viene invitati a partecipare ad un evento di grandissimo livello musicale, bisogna riconoscerne sempre i principi assoluti della Bellezza. I vantaggi sono tanti: non ultimo, il piacere di vedersi addosso stelle abbaglianti che hanno preso il posto dei nostri occhi, in una partitura celeste che sa, finanche, trasformare le nostre orecchie in spazio ancestrale. Ieri sera al Bravo Caffé, davanti all’inconfondibile suono della chitarra di Mike Stern, accompagnato dai suoi sodali Tom Kennedy al basso, all’incredibile Dave Weckl alla batteria, e al poeticissimo Didier Lockwood al violino, ero tutto indaffarato a distillare emozioni, proprio come fa un astronauta in preda ad una grande scoperta cosmica, centellinando il più possibile la densità di quelle forme sonore di straordinaria levità, dai contenuti oramai consacrati nella storia del Jazz.

Per fare questo, da novello Galileo, mi sono attrezzato di macchina fotografica, con l’idea di registrare alcuni momenti di quel tempo sospeso, fluttuante, più veloce dell’immagine, con la consapevolezza che avrei avuto non poche difficoltà a trasformare quelle frequenze in rilievi visivi. Impresa davvero impossibile!
La verità è che Stern, ancora una volta, ci ha regalato un’esplosione creativa che ha superato ogni riferimento col reale… L’uscita dalla realtà, quindi, quella di ieri sera, una “schizofrenia emozionale” che è data modellare solo ai grandi artisti: uno spazio onirico che assomiglia a cento primavere in fiore, dove si diventa altro, oltre, uscendo finalmente dal rumoroso e banale sistema delle convenzioni.
Per chi conosce gli spazi del Bravo Caffè, sa che ad accoglierlo, oltre le scintillanti superfici delle bottiglie e dei bicchieri appaiati, c’è anche quel rosso di cadmio scuro presente in tutte le pareti, il quale trascolora in un rosso più acceso, sostenuto dalla presenza di una tenda che funge da fondale, ricordandoci l’interno intimo e teatrale di certa pittura caravaggesca, certamente non aliena alla storia di Bologna.
Se è vero che ogni frequenza visiva, scaturita dalla percezione di un dato colore, risulti causa di un effetto emotivo specifico (il rosso in questione indica il fuoco, la gioia, la passione) allora possiamo dire, con grande convinzione, che questo ai nostri eccezionali musicisti non è sfuggito! La fortuna di trovarsi ieri sera davanti a tale spettacolo ha visto nascere evoluzioni e trasfigurazioni musicali frutto di una prodigiosa sintesi formale, elaborata da un insieme complesso e colto, nel solco filologico di tutta la musica moderna e contemporanea.


Il grande chitarrista americano ci ha presentato alcuni dei brani del suo ultimo lavoro Big Neighborhood (2009), ma non ci ha risparmiato di altri capolavori tratti dal disco Voices (2001) come: "Slow Change" o la liricissima "Still There", dove il bagliore del suono della chitarra insegue valori di funambolica percezione, sottolineato dalle acrobazie stilistiche di Lockwood che, col suo violino, ha saputo innescare un cortocircuito di parole inarrivabile e di immediata ebbrezza. Non parliamo poi del proverbiale feeling che Stern riesce ad avere col pubblico: durante le sue performance il suo generoso sorriso, facilmente orientato in direzione di un accento di soddisfazione, va e viene come un boomerang inarrestabile, accompagnato da mimiche che incontrano naturalmente i componenti della band, ma anche i fans, senza gerarchia di sorta, costruendo così un’empatia ed un’energia tali da tatuare indelebilmente la musica nel cuore.



Non passano certo in secondo piano i mirabolanti giri ritmici di Dave Weckl, considerato dalla critica come uno dei migliori batteristi al mondo, o la pirotecnica esecuzione delle note infuocate del bassista Tom Kennedy, senza tuttavia cedere a facili compiacimenti virtuosistici, quasi sempre soggetti a fraintendimenti di tipo estetico-espressivo. Ieri sera la mia macchina fotografica non ha saputo trattenere tutto questo, in fondo lo sospettavo, così oggi mi ritrovo ad essere rientrato in una quotidianità inevitabilmente arricchita, preceduta dalle ultime note bandite dalla voce plateale di Mike Stern: “CD! CD! Who wants to buy my CD?”

 


Mike Stern: Chitarra
Didier Lockwood: Violino
Tom Kennedy: Basso
Dave Weckl: Batteria

Data: 25/03/2011
Luogo: Bologna - Bravo Caffè
Genere: Jazz/Fusion

 

 

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