Bollani/Rava/Scofield
Milano, 20 Settembre 2011

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Milano, 20 Settembre 2011 - Teatro Smeraldo
Servizio Fotografico a cura di Scattidiluce

Dopo Torino si replica, è l'ora di Milano. Il festival è quello che una volta aveva la denominazione di SettembreMusica e ora è MiTo, che tira in ballo i due capoluoghi, magari nell'attesa di una ipotetica quanto inquietante agglomerazione urbana in un solo monolite.
Il concerto è dedicato, in parte, alla ricorrenza del ventennale dalla morte di un dolmen della musica moderna, non solo jazz: nel settembre del 1991 si spegneva a Santa Monica, Miles Davis e musicisti eccezionali hanno voluto dedicargli un tributo, non con l'intento di rimpiangere un'assenza, piuttosto con il desiderio di evidenziare l'attualità delle sue composizioni e del suo modo di essere musicista.
I musicisti dicevamo. John Scofield avrebbe tutte le carte in regola per dire di essere un tributo vivente a Miles, avendo collaborato con lui in una delle fasi nodali della sua carriera e, in senso più lato, in un'epoca di sensibili cambiamenti per il jazz nella sua interezza. Scofield e John McLaughlin furono infatti capaci di placare quella sete ardente di elettrica che aveva letteralmente rapito Davis dopo aver ascoltato il genio di Jimi Hendrix, supportandolo nella gestazione di quel sound specifico che avrebbe permeato tutto il jazz-rock.

Del resto, John Scofield non può essere in nessun modo considerato un chitarrista affettato e dal suono carezzevole, avendo da sempre sposato un timbro netto, distorto e graffiante ma sempre e comunque ineluttabilmente jazz vuoi nel fraseggio che nella fase compositiva.
Proprio questa attitudine disorienta il numeroso pubblico presente, alle prese questa volta con un repertorio spiccatamente soul e funk; una vera sorpresa pertanto vedere il tastierista Nigel Hall, provvisto di berretto con visiera rigorosamente girata e felpa da gangsta rapper, dare il via alla esibizione intonando un blues alla Eric Clapton.
Assorbita, tuttavia, l'iniziale meraviglia, lo spasso è stato grande, a cavallo tra un riff di chitarra ed una strizzatina d'occhio a Ray Charles. D'altro canto, anche questa scelta ha un senso compiuto, un inconsueto tributo per Miles che non ebbe alcun rapporto problematico con la contaminazione dei generi. Dichiarava apertamente il suo apprezzamento per Prince o Michael Jackson e seppe fornire luce e mordente ad un pezzo probabilmente destinato all'oblio quale Time After Time di Cindy Lauper.
Per l'occasione, l'omaggio più diretto al trombettista è stato a suo modo indiretto: Scofield ha infatti optato per l'esecuzione di una "Round Midnight" proposta in totale solitudine a cavallo tra distorsioni ed effettistica sotto gli occhi quasi sconcertati ed ammiranti dei suoi tre colleghi.
Interessante la scelta del repertorio che propone anche un pezzo cardine della discografia del chitarrista quale "Still Warm" nel quale riversa la sua varietà e dinamica nel tocco, le lunghe frasi legate, l'impiego sempre intelligente di scale pentatoniche, l'organizzazione pianistica degli accordi in piccoli grappoli di intervalli ravvicinati, il suono che vira repentinamente da soffice ad aspro ed un uso ricercato ma misurato dell'effettistica.

Non troppo Davis anche per Rava e Bollani, nonostante la loro esecuzione di "Dear Old Stockholm", folksong scandinava ormai divenuta un vero e proprio standard, che Miles Davis aveva registrato con il suo quintetto nel corso degli anni cinquanta all'interno del leggendario album "Round About Midnight".
Nel duo con Bollani è evidente la familiarità che fluisce fra i due musicisti (come nella esecuzione di "Theme for Jessica") che suonano con classe, piacevolezza ed arguzia, ma soprattutto con divertimento reciproco. Tale inclinazione sembra dare vigore soprattutto al pianista, la cui espressività debordante appare, per certi versi, meno legata al rigore imposto dalle strutture compositive in un contesto d'improvvisazione di gruppo e contenuta dalla funzione ritmica e di amalgama che la formazione a due per forza di cose gli assegna. Ecco perchè l'avversità per la concentrazione formale che fa spesso capolino negli assoli di Bollani ha un ruolo meno vistoso ed il pianista dà prova di un vocabolario pianistico esteso e variegato pur con qualche cedimento di troppo ai groove ritmici marcati. Quasi a bilanciamento, Rava (minimale secondo tradizione) appare riservato, fornendo a tratti la sensazione di ascoltare dei soli di pianoforte con tromba forzata.

Poi è la volta dei Tribe di Enrico Rava: Gianluca Petrella al trombone, Giovanni Guidi, pianoforte, Gabriele Evangelisti, contrabbasso, Fabrizio Sferra alla batteria, cui si unisce ben presto John Scofield. Una buona quantità di musica trasversale, provata, sviscerata, sincopata, improvvisata. Ciascuno degli interpreti si ritaglia il proprio frangente da solista, riproducendo l’anima nera del jazz più vertiginoso (delizioso Gianluca Petrella al trombone silenziato) ed il suo versante più spensierato attraverso la tromba di Rava; estremamente apprezzabile la dialettica musicale imbastita tra i due strumenti. Il suono dell'ensemble è limpido, privo di sbavature e raggiunge armonicamente la melodia del blues tradizionale. Al pianoforte Guidi è rapido e dotato di personalità, Evangelisti suona il contrabbasso come se fosse un naturale prolungamento del corpo e del suo animo, rendendo l'esecuzione un complesso coinvolgimento interiore. Le percussioni sono bilanciate e sinuose. Scofield lancia le ‘blue notes’ alternate a progressioni armoniche inconsuete in un ventaglio di colorate tonalità: la musica adesso sta raggiungendo il sentimento. Miles dal suo cielo sorride compiaciuto.

 



John Scofield Group
John Scofield: Chitarra
Nigel Hall: Voce, pianoforte
Andy Hess: Basso
Terrence Higgins: Batteria

Stefano Bollani: Pianoforte
Enrico Rava: Tromba

Enrico Rava Tribe
Enrico Rava: Tromba
Gianluca Petrella: Trombone
Giovanni Guidi: Pianoforte
Gabriele Evangelista: Contrabbasso
Fabrizio Sferra: Batteria

Data: 20/09/2011
Luogo: Milano - Teatro Smeraldo
Genere: Jazz

 

 

 

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