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Helligators
Roma 31 Gennaio 2010

Roma, 31 Gennaio 2010 - Funnel Live Club

Con rinnovato entusiasmo mi appresto a recensire il concerto tenuto dagli Helligators il 31 gennaio 2010, al Funnel di Roma, nel corso di una rassegna hard rock/metal che ha interessato anche gli Anno Mundi e i Graal.
Conosciuti fino a poco tempo fa come Snakebones, hanno giocoforza dovuto cambiare il nome in Helligators dopo aver appreso che una band statunitense, peraltro di istituzione successiva, aveva lo stesso identico nome. Il gruppo vanta un curriculum di tutto rispetto: ha recentemente suonato di spalla ai Doomraiser, presso il Sinister Noise, ed è in procinto immortalare un suono aggressivo ed accattivante in un esordio discografico dal titolo “Against All Odds”, di imminente uscita.
Chiaro e imponente è il loro particolare suono (originato da una mistura di southern, groove, stoner e sledge metal), caratterizzata dalle impetuose quattro corde di Cristiano Iacovazzo (ex “Tintozenna” e “Carton”), alle quali si uniscono i suoni tuonanti e coinvolgenti delle chitarre di Michele Chessa (ex IV Luna) e Daniele Tomassini, i battiti scalfenti di Marco A. Fabrizio (ex “Solifuge”, “Dianima”) e, per finire, la limpida e graffiante voce di Emanuele Galanti (ex “Yhor”, “AnnoZero”, “Solifuge”).
Loro stessi definiscono il loro suono, sul loro sito, “Southern Grooves from Rome”, che tipizzano con un succedersi continuo di riffs ben incastonati tra loro, ruotanti attorno a giochi bass & drum portanti, nella cui sincronia riecheggiano i suoni di mostri sacri del genere Pantera del “Vulgar Display Of Power” - ancorché in chiave maggiormente seventies - Down, Crowbar, i primi Eyehategod e Corrosion of Comformity. In tale contesto, fatalmente, il metal e il southern si incontrano in maniera adeguata per esplodere in suoni roventi ma cadenzati, caldi e doom al tempo stesso. Nel corso della loro esibizione, di spalla ai più affermati Graal, i cinque hanno lasciato scorrere la loro musica, tagliandola con inaspettate varianti, per poi ritornare al tema principale, variandolo nuovamente. Insomma, gli Helligators sono autori di vere e proprie minisuite (seppur lontane da qualsiasi coinvolgimento con il genere progressivo), ove anche la voce alterna soluzioni variegate, apparentemente inconciliabili. Infatti, la prima cosa che ha colpito chi scrive, è stata la mirabile bravura del cantante, Emanuele Galanti, il quale, con apparente disinvoltura, è passato dal limpido pronunciato, al ruvido graffiante. Ne è stato esempio mirabile “Tattooed Killer” ove il cantato cristallino presente nella strofa (in realtà si tratta di un non cantato, quasi recitato), ha lasciato il posto, nel ritornello, ad un urlato estremo che assume quasi i caratteri tracotanti del Growl.
Musicalmente parlando, per quanto mi riguarda, “Against All Odds” ha tutta l’aria di assurgere a manifesto del gruppo, giacché contiene soluzioni corali estremamente eterogenee e offre il quadro di un gruppo che, intelligentemente, non incede mai – e si sottolinea mai – nella tentazione di ripetere stancamente lo stesso efficace riff dell’apertura, variandolo continuamente con innesti stooner e doom, citando peraltro (proprio all’inizio del brano), soluzioni che, tra gli altri, omaggiano palesemente i System of a Down.
Insomma, se hai rilassato i tuoi nervi, accantonati i tuoi malumori e dimenticato le schizofrenie che pendono, tese, negli anfratti della tua mente, puoi ricominciare daccapo facendoti cogliere dall'impeto di un’irruenza inusuale, cangiante, iridescente, audace, se non addirittura sfrontata.
Aspettiamo quindi con impazienza l'uscita del loro debut album “Against All Odds”.

Nel corso della stessa serata, come detto, si sono esibiti Anno Mundi e Graal.
Della performance dei primi abbiamo abbondantemente parlato in altre pagine di A&B (vedi link:http://www.artistsandbands.org/ver2/recensioni/recensioni-live/2428-anno-mundi-roma-31-gennaio-2010. Qui ci limitiamo a dire che il combo propone un sound che, fortemente debitore nei confronti dei primi anni ’70, è la cosa più vicina ai Black Sabbath mai sentita a Roma da 20 anni a questa parte, con un cantante che, avulso da influenze Osbourniane, richiama invece timbri a metà tra il “Mr Bungle” Mike Patton ed il primissimo Nick Cave.
Ben poco da aggiungere sui Graal: prossimi alla pubblicazione del terzo attesissimo album – presentato in gran parte nel corso di una performance di circa 40 minuti - hanno in passato diviso il palco, tra gli altri, con Doomraiser e Strana Officina; annoverano un batterista (Alex Giuliani) attinto dagli ormai famosi Belladonna (www.myspace.com/wwwbelladonnatv); si pregiano di avere jammato con gente del calibro di Rodolfo Maltese, Pierluigi Calderoni, Alessandro Papotto (tutti membri passati o presenti del Banco del Mutuo Soccorso). La loro musica evoca un sound che è sempre più proteso verso risonanze attinte pari pari dagli anni ’70 con continui riferimenti alle cadenze magnetiche di certi Sabbath più oscuri, le rifiniture vocali dei primi Uriah Heep, alcuni barocchismi tipici dei Rainbow più ispirati. Articoli loro dedicati da Artists and Bands sono presenti ai seguenti link:
http://www.artistsandbands.org/ita/modules/recensioni/detailfile.php?lid=1473
http://www.artistsandbands.org/ita/modules/myReviews/detailfile.php?lid=151.
Entrambi i gruppi (Graal e Anno Mundi) avrebbero dovuto esibirsi i primi di maggio a Roma, presso il Sinister Noise (via dei Magazzini Generali 4b, zona Piramide). Sennonché il batterista Alex Giuliani, che si divide tra i Graal e i Belladonna, sarà in tournée con questi ultimi proprio a cavallo della data, rendendo impossibile la partecipazione degli stessi Graal. Il 10 maggio 2010, pertanto, insieme agli Anno Mundi suoneranno i Misty Morning, un trio devoto ad una lisergica miscela che unisce doom metal vecchia scuola e psichedelia graffiante, e Jonna & The Loud Shooters, gruppo con esperienza pluridecennale (noti prima come Jailbreak, poi come Hot Custom Man), molto vicino alle sonorità sfrontate ed aggressive dei Motorhead (da notare che il concerto era inizialmente previsto il 5 maggio ma la concomitanza con la partita Roma-Inter, che si terrà lo stesso giorno a Roma, all'Olimpico, ha obbligato gli organizzatori a posticipare il concerto delle tre bands al 10 maggio.
Avendoli citati, appare doveroso segnalare che i Belladonna suoneranno dal vivo a Roma il 1° maggio 2010, al “C.S.O.A. Forte Prenestino” (in via Federico Delpino, nell’ambito della cosiddetta “Festa del non lavoro”).
Nessuna data dal vivo, invece, per gli Helligators, al momento impegnati nella registrazione del loro attesissimo debut album.

 


Emanuele Galanti: Voce
Michele Chessa: Chitarra, cori
Daniele Tomassini: Chitarra, cori
Cristiano Iacovazzo: Basso, cori
Marco Fabrizio: Batteria

Data: 31/12/2010
Luogo: Roma - Funnel Club
Genere: Hard Rock

Setlist:
01. Burn
02. Tattooed killer
03. Cruel
04. Against all odds
05. Kill the monster
06. Southern cross

 

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