Fabio Concato
Valmontone, Summer Festival, 28 luglio 2022

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Tanti i posti riservati dall'organizzazione del Valmontone Summer Festival, all'interno dei larghi spazi dell'outlet di Valmontone, alle porte della Capitale, ma non sufficienti per un artista blasonato come Fabio Concato.   
Il cantante milanese è stato capace di richiamare un gran numero di persone, riempendo di fatto tre differenti contesti: la platea antistante al palco, rigorosamente riservata a coloro che avevano tempestivamente prenotato l'evento; l'ampio prato poco distante, da cui il concerto poteva essere ammirato grazie alla presenza di un maxi schermo; le zone adiacenti a palco e platea, decisamente capienti, pur garantendo soltanto posti in piedi.


foto di Anna Bruna Spada

Perfettamente in bilico tra nuovo e vecchio repertorio (sebbene siano stati del tutto tralasciati i primi tre album), la tracklist ha offerto un bilanciamento perfetto tra la dinamica vitalità assicurata da brani briosi come "Bella Bionda", "Rosalina", "Canto", "Sexy Tango" (alle prime due l'onere di aprire e chiudere rispettivamente il concerto), e il malinconico intimismo espresso in "Ti ricordo ancora", "Domenica Bestiale", "Troppo vento", "Guido piano". Per quanto riguarda la seconda atmosfera, preme citare "Stazione Nord", capolavoro interiore (tratto da "Tutto qua", ultimo pregevolissimo lavoro in studio contenente inediti), che ha il pregio di riaffermare, ancora una volta, la validità incontrastata del Concato più sensibile e raffinato, e "Gigi", brano toccante che si sostanzia quale vero e proprio tributo dedicato al padre e che egli stesso ammette di preferire rispetto alle altre canzoni a sua firma (il secondo dei due, peraltro, è stato sublimato dalla delicatezza interpretativa di Ornella d'Urbano al piano elettrico). Per quanto attiene ai momenti più determinati, l'arrangiamento ritmato riservato a "Canto" e ad un altro paio di pezzi, ha evidenziato una sezione ritmica (Stefano Casali e Gabriele Palazziche, dopo essersi misurata splendidamente in situazioni riflessive e malinconiche, ha palesato la capacità di profondersi anche in compagini vicinissime al funky, mantenendo inalterata la credibilità esecutiva.
Se ci è permesso un piccolo appunto, il volume riservato a Larry Tomassini era perfetto per ciò che afferisce alla chitarra acustica, non certo per l'elettrica, che è apparsa più bassa rispetto agli altri strumenti: sono pochi i brani di Concato che lasciano spazio ad una chitarra elettrica dalle connotazioni se non hard, quantomeno sferzanti, ed è un vero peccato vederli poco valorizzati a causa di un missaggio non perfettamente contestualizzato. Il risultato si sostanzia in una diminutio espressiva patita, tra gli altri, da un brano come "Tienimi dentro te", che vanta in origine un duplice assolo decisamente catalizzante (firmato nel 1982 da Massimo Luca), oggi ottimizzato dagli esaltanti virtuosismi ad opera del citato Tomassini (addirittura funambolica la sua performance nella già citata "Canto", anch'essa frustrata da un audio non pertinente).
In conclusione, va senz'altro precisato che la vocazione commerciale della location ospitante non ha minimamente intaccato la consueta magica intimità che i concerti del cantautore meneghino sono in grado di evocare; anzi, sul finale, proprio quest'ultimo non ha potuto fare a meno di notare quanto elevato fosse il livello di concentrazione degli astanti, asserendo, attonito, "comunque qui, stasera, c'è l'attenzione di un teatro...": in un tale alveo, egli si è trovato perfettamente a suo agio, manifestando anche la capacità di intrattenere il pubblico con aneddoti divertenti - fra tutti, quello afferente alla prima recensione importante riservata al suo primo disco omonimo ("tra le canzoni meglio riuscite e più illuminate, c'è sicuramente "Quinto Piano") - strappando risate ad un pubblico assai partecipe (risate che, a dirla tutta, talvolta lo hanno anche distratto, come successo con una strofa de "Il caffettino Caldo", ripetuta due volte, tra i sorrisi di tutti). 
Per i fan romani, si segnala il concerto che Concato terrà il 5 agosto 2022 alla Casa del Jazz, affiancato dai Carovana Tabù, organico formato da otto musicisti provenienti da tutta Italia.
Per gli appassionati più oltranzisti, infine, segnaliamo la seguente monografia dedicata al musicista, nella quale viene analizzata la sua intera discografia con un taglio che contempera completismo maniacale e passione incondizionata: Fabio Concato e le sue storie di sempre.



Fabio Concato: voce, chitarra
Larry Tomassini: chitarra
Stefano Casali: basso
Ornella d'Urbano: tastiere, piano elettrico
Gabriele Palazzi: batteria

Tracklist:
01. Bella Bionda
02. Ti ricordo ancora
03. Stazione Nord
04. Tienimi dentro te
05. In trattoria
06. Domenica Bestiale
07. Prima di cena
08. Troppo vento
09. Mi innamoro davvero
10. Il caffettino caldo
11. 051/222525
12. Guido piano
13. Gigi
14. Canto
15. Fiore di maggio
16. Sexy Tango
17. Non smetto di aspettarti
18. Rosalina


foto di Anna Bruna Spada


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