Home Recensioni Demo & EP SoneTsenZ - Volume Uno

SoneTsenZ
Volume Uno

Dei SoneTsenZ si è sentito parlare a metà degli anni 2000: vantavano in organico Alessandro Errico, cantante che riscontrò un certo successo a metà degli anni '90 (si piazzò piuttosto bene ai Festival di Sanremo del 1996 e del 1997, rispettivamente con i brani "Il grido del silenzio" e "E penserò al tuo viso", piacendo molto al giovanissimo pubblico femminile).
Mauro Di Donato, mente degli impareggiabili progsters Ezra Winston (QUI un approfondimento a firma di chi scrive) lo incontra nel 2005 e, preso da velleità di successo, si dimentica improvvisamente del suo passato prog.
Imbracciato il basso e interessato anche Paolo Lucini in veste di tastierista, coinvolge tre membri esterni alla band, dando vita ad un gruppo pop con vaghissime influenze indie e psych e testi pretenziosi a firma del poeta ed intellettuale Edoardo Sanguineti.
Registrati 5 brani, il gruppo batte cassa presso alcune major, congiuntamente effettuando promozione con fondi propri: anticipa un paio di brani su una pagina myspace, si esibisce dal vivo in alcuni locali della Capitale, stampa magliette con grafica minimalista, realizza un cd promozionale dal titolo "Volume Uno" (200 copie numerate, senza copertina, verosimilmente da vendere ai concerti).

Tuttavia, la tiratura non viene mai distribuita, tuttora riposta su uno scaffale a prendere polvere, e l'album non vedrà mai la luce neanche nella preannunciata veste definitiva.
Ufficialmente è lo stesso Errico a perdere interesse nel progetto, come affermerà quasi 10 anni dopo nel corso di una intervista online: «Mi resi conto, tuttavia, che in quei sette anni di assenza molte cose erano cambiate nell'industria discografica: una su tutte, la scomparsa della figura del discografico. A farmi perdere la speranza di vedere quel disco essere finalmente pubblicato fu l'incontro con il presidente di una nota major che, dopo aver ricevuto l'album, mi congedò dicendomi: "Complimenti per il disco! Lo sento tutti i giorni in macchina. In bocca al lupo!"» (QUI maggiori dettagli).
Nella realtà, il gruppo perde letteralmente il treno. I cinque brani che compongono l'EP sono interamente registrati presso i 3FatesRecStudios, di proprietà degli Ezra Winston, sotto la supervisione del citato Lucini, non soltanto polistrumentista, ma anche valido ingegnere del suono (successivamente, curerà la registrazione di dischi a firma di artisti e gruppi della capitale, tra cui Anno Mundi, Graal, Virtual Dream, Gallant Farm, Hattica, Ultraforma, Electric Chairs, Matilda Mothers Project).
Di Donato ed Errico, però, pretendono il suggello di nomi "blasonati" che vengono individuati in Riccardo Tesio dei Marlene Kunz e Gianni Maroccolo, ex Litfiba e CSI. La band si sposta quindi al nord, presso lo studio gestito dai citati, che decidono di rimettere mano al master. Questo determina alcune tensioni all'interno del gruppo e un certo rallentamento nella realizzazione: il triste epilogo di questa storia vede le lancette del tempo scorrere veloci ed inesorabili mentre l'interesse di una nota major, che asseritamente aveva messo gli occhi sulla band, scema progressivamente. 
Ciononostante, nel 2007, i due leader si trovano ancora a rilasciare interviste agli organi mediatici, sconcertando i lettori con dichiarazioni controtendenza.
Rinnegando i suoi rilevanti trascorsi prog, Di Donato dichiara: «La scena prog (è) ormai definitivamente estinta. Il prog era un genere discografico e la crisi del disco (inteso come supporto) ha contribuito a rendere le categorie tradizionali quantomeno obsolete». In realtà, è una frase priva di reale significato, giacché non v'è relazione alcuna tra la crisi del disco e i generi musicali (e, conseguentemente, non si capisce cosa c'entri la asserita definitiva estinzione della scena prog, peraltro mai verificatisi).
Anche alcune asserzioni di Errico lasciano piuttosto perplessi. Queste le sue criptiche riflessioni sul significato di SoneTsenz: «Quello che vorrei passasse con questo nome, essenzialmente è un suono più che un concetto. Ciò non toglie che ci sia un processo dietro, magari una implicita poetica (che naturalmente non può e non deve essere “dichiarata” ma dovrebbe, appunto, “passare”). Da un punto di vista strettamente filologico, il nome è una crasi che si fonda su un regesto puramente letterario e in "La Ripresa del Gesto" (che chiude il «Volume 1») questo processo è anche “visibile”, anche se (a confermarti quanto sia “superfluo”) alla fine ne rivoltiamo dialetticamente il senso.» (entrambe le dichiarazioni si trovano QUI).
Detto ciò, questa che state leggendo è la prima recensione in assoluto del disco in questione (nella sua versione precedente agli interventi dei citati Tesio e Maroccolo).
Ci sono due modi per ascoltare l'opera: farlo con in testa il seminato operato dai citati Ezra Winston, gruppo importantissimo per la rinascita del prog in Italia, oppure partire da zero, ignorando la militanza nei SonetSenZ di due membri di quella band e tutta la mistica compagine evocativa che la stessa seppe creare alla fine degli anni '80.
Per limiti personali, legati alla religiosa ed incondizionata osannazione riservata da sempre ai citati Ezra Winston, chi scrive non è riuscito a sposare il secondo approccio, rimanendo immancabilmente deluso dal disco, che si parli di voce, testi, soluzioni arrangiative e genere profuso.
In realtà, con occhio e approccio diversi, l'opera ha una sua latente validità. Come a dire che i Genesis da "Abacab" in poi sono validissimi se soltanto si riuscisse a dimenticare tutto quello da loro fatto fino a "Duke", con o senza Gabriel, con o senza Hackett.
"Volume Uno" si compone di cinque brani che, pur navigando in territorio pop, con vaghe influenze prog e psych, non sono mai di facilissimo approccio, fatta eccezione per "Kelly watch the stars", una cosetta molto easy, appena più evoluta di una nenia, con aspirazioni pretenziose tradite anche (ma non soltanto) da un titolo in lingua inglese su testi in italiano.
Gli altri brani, invece, sono molto interessanti, seppur con alcune doverose riserve.
"Lumina e limina" e "Maniraptora" sintetizzano perfettamente la capacità di mediare spirito disincatato e sognante decadenza. Tuttavia presentano testi talmente incomprensibili da vanificare i positivi intenti, riuscendo addirittura a far valutare di "facile approccio" le profusioni deliranti del Pasquale Panella di battistiana memoria. Il titolo del secondo, inoltre, è disturbante e inadeguato: maniraptora, infatti, è una clade (un gruppo di organismi costituito da un antenato singolo comune e da tutti i discendenti di quell'antenato) di dinosauri teropodi celurosauri, che include gli uccelli e i dinosauri non-aviani più strettamente imparentati con gli uccelli. Ad ascoltarlo attentamente, il brano parrebbe parlare delle impressioni di un dinosauro volatile al suo primo spiegamento di ali. O forse no? Boh!!!
"Myself" sembra voler percorrere le banalità arrangiative e compositive già profuse in "Kelly watch the stars" ma in realtà, pur puntando su una melodia poco propensa ad evolversi, proposta con una certa insistenza, si impreziosisce via via di un crescendo mirabile dalla forte influenza beatlesiana, con eccellenti parti sinfoniche di grande suggestione.
"Scegli me + (Psych reprise)" è obiettivamente il pezzo più valido dell'intero lavoro: suddivisa in due sezioni, una pop, l'altra psych, si sostanzia in una vera e propria suite, seppur di breve durata. La prima parte è accattivante ed energica, con testi più comprensibili, caso unico dell'intera opera. Il brano si chiude con una bella sezione stratificata, in cui gli strumentisti si concedono sperimentazioni esecutive, sia suonate, sia elaborate in studio, tra cui, apprezzabilissime, quelle di Lucini con il suo magico flauto traverso.
In ogni caso, resta il discorso dei testi che pregiudicano non poco la validità dell'EP: basti citare, al riguardo, il macchinoso nonsense di versi come "...si sfogliano i giornali, si sfogliano gli attori porno e i redattori anali..." ("Kelly watch the stars"), "..ucciderò i tuoi tanti, troppi dei, li eliminerò coi mali con un coito di parole..." ("Scegli me"), "...sperma, spuma, sasso..." ("Lumina e limina"). A questo punto, si omette di citarne altri per rispetto alla pubblica decenza e al comune sentire ispirato al minimo buon senso.
A distanza di più di 10 anni dalla realizzazione di questo breve lavoro, cogliamo due morali: la prima è che nessuno si ricorda dei SoneTsenZ mentre molti si ricordano ancora degli Ezra Winston; l'altra è che, se ancora si parla dei primi, è sempre e soltanto per evocare i secondi e la validità della lezione da loro impartita.


PS: nessuna traccia de "La ripresa del Gesto" che, a detta di Alessandro Errico, avrebbe dovuto chiudere il lavoro.

 

 



Alessandro Errico - voce, chitarre, programmazioni
Mauro Di Donato - basso
Maolo Lucini - tastiere, flauto, EWI, programmazioni
Cristiano Urbani - chitarre
Marcello Ravesi - chitarre
Enrico Rossetti - batteria

Anno: 2005-2007
Label: Autoprodotto
Genere: Pop

Tracklist:
1. Scegli me + (Psych reprise)
2. Lelly watch the stars
3. Maniraptora
4. Lumina e limina
5. Myself

 

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