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Gregg Allman
Southern Blood

Il 27 maggio scorso, Gregg Allman perse la sua battaglia contro il cancro al fegato. La sera prima, il suo fonico Michael Lehman gli aveva inviato le versioni complete di quattro dei 12 brani che sarebbero andati a comporre il suo ultimo album.

"Era pienamente lucido ed era eccitato", riferisce oggi Lehman: "parlava tranquillamente, non sembrava provasse dolore. Le versioni che gli avevo inviato gli erano piaciute".

Quando il pianista cominciò a pianificare questo disco, aveva già sfidato la sorte: dopo essere sopravvissuto ad un trapianto di fegato nel 2010, vide ripresentarsi il tumore appena due anni dopo, stavolta in termini di fatale destino, seppur dopo una battaglia di cinque anni. 
Composta una band, Allman scelse i Fame Studios di Muscle Shoals, in Alabama, un vero caposaldo del movimento southern giacché vi registrarono band storiche, tra le quali i Lynyrd Skynyrd e i Blackfoot, per non parlare degli Hour Glass, band precedente alla Allman Brothers Band.

Va subito precisato che quest'album si muove sulla stessa lunghezza d'onda del precedente, Low Country Blues del 2011, in quanto si compone prevalentemente di cover. Abbandonata l'idea di proporre nuova musica (troppo poco il tempo a disposizione, tra tour e impegni sanitari), l'artista ha convintamente optato per una selezione di canzoni già edite che avevano avuto un significato profondo per la sua cultura musicale. Tuttavia, in questa nuova fatica discografica, il blues non è l'unico genere tributato: vi si ascolta dal funk di "Blind Bats and Swamp Rats" di Johnny Jenkins, all'intimismo cantautorale di "Once I was" di Tim Buckley e "Song for Adam" di Jackson Browne (che peraltro compare come special guest), passando per gli evergreen "I love the life i live" e "Going going gone", rispettivamente di Willie Dixon e Bob Dylan e la psichedelia di "Black Muddy River", brano la cui inclusione fu messa da lui in dubbio, in forza del differente background musicale dei Grateful Dead.

L'album ha il sapore amaro dell'opera incompiuta: si apprende oggi, infatti, che dalla tracklist finale sono state escluse "Pack It Up" di Freddie King e "Hummingbird" di Leon Russell: quando arrivò il loro turno, le condizioni di Gregg Allman erano talmente peggiorate che egli non fu più in grado di cantarle.

Ad ogni modo, pur essendo l'opera pregna di indiscutibile substrato artistico, lascia un tantino perplessi la scelta di un titolo che si pensava alludesse al southern rock, anche con riferimento alla lunga militanza nella Allman Brothers Band, formazione pionieristica dello specifico genere, invece non sempre tributato dalla scelta della tracklist.

In tal senso, pare evidente che il richiamo allude alle origini territoriali dell'artista, piuttosto che al suo lascito musicale, pur richiamato nello splendido brano di apertura, "My Only True Friend", l'unico brano originale, composto a quattro mani con il chitarrista Scott Sharrard.



Band

Greg Allman: Voce, chitarra
Scott Sharrard: Chitarra
Peter Levin: Tastiere
Ron Johnson: Basso
Steve Potts: Batteria
Marc Quinones: Percussioni

Sezione fiati
Jay Collins: Sax
Art Edmaiston: Sax
Mark Franklin: Tromba

Guest
Spooner Oldham
: Tastiere
David Hood: Basso
Jackson Browne (traccia 10)

Produced by Don Was

Anno: 2017
Label: Rounder Records
Genere: Southern Rock


Tracklist:
01. My Only True Friend
02. Once I Was
03. Going Going Gone
04. Black Muddy River
05. I Love The Life I Live
06. Willin'
07. Blind Bats And Swamp Rats
08. Out Of Left Field
09. Love Like Kerosene
10. Song For Adam (featuring Jackson Browne)

Bonus tracks
11. I Love the Life I Live (Live from the Clay Center, Charleston, West Virginia, May 6, 2016)
12. Love Like Kerosene (Live from the Tower Theatre, Philadelphia, Pennsylvania, April 1, 2016)

 




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