Home Recensioni Album Corciolli - Ilusia

Corciolli
Ilusia

Ad esser sinceri, chi scrive non ha mai avuto particolare predilezione per gli album impostati sul solo uso dei syntetizzatori, eppure questo “Ilusia” va promosso senza indugio, meritando giudizi che si avvicinano alla massima votazione.
Da venticinque anni sulla scena della musica ambient, fusion e cinematografica, Corciolli è un musicista brasiliano - a giudicare dal cognome, probabilmente con antenati italiani - che vanta al suo attivo oltre venti milioni di dischi venduti. A titolo informativo, basti ricordare che egli vanta collaborazioni prestigiose con, tra gli altri, Tony Levin (King Crimson, Peter Gabriel), Naná Vasconcelos (Pat Metheny) e Andre Matos (Angra) e che sue composizioni sono state pubblicate su compilation internazionali edite da major discografiche che includevano partecipazioni di artisti quali Vangelis, Alan Parsons Project, Kitaro, Dead Can Dance, Enigma, Luciano Pavarotti, Andreas Vollenweider, Diana Krall.
Musicista a tutto tondo, Corciolli riesce a dare il meglio di sé in solitaria, come in questo album intitolato “Ilusia”, dove, con il solo ausilio delle sue tastiere, si offre in una moltitudine di suoni ed effetti che non fanno per nulla sentire la reale mancanza degli altri strumenti di accompagnamento.

La sua simbiosi con le tastiere è tale da riuscire ad emulare tutti gli strumenti possibili ed immaginabili: batteria, basso, chitarra, archi, fiati, tutto sublimato in maniera oltremodo credibile.
In questa incisione, con un perfezionismo degno di nota, Corciolli pone l’accento sulle sue ascendenze rock e lo fa con estrema padronanza e disinvoltura, spesso ponendo ricercata enfasi alle sonorità e alle strutture tipiche del prog, compagine sonora in cui egli si è già misurato in passato, sempre con puntuale credibilità. Gli unici contributi strumentali di altri musicisti si limitano a tre delle otto tracce, nelle quali hanno preso parte Ramon Montagner e Mauricio Oliveira, rispettivamente in qualità di batterista e bassista.

L’incisione è d’impatto e riesce a catturare l'attenzione giacchè non esistono composizioni fiacche, tutte caratterizzate da melodie riuscite ed accattivanti.
Non un disco hard rock o prog in senso stretto, questo, ma senza dubbio un'opera di gran classe che ha il sapore della maturità, sebbene perseguita con coscienza avulsa da compagini collettive.



Corciolli: tutti gli strumenti
Ramon Montagner: batteria (1, 3, 4)
Mauricio Oliveira: basso (1, 3, 4)

Anno: 2017
Label: Azul Music
Genere: Ambient/rock/fusion

Tracklist:
01. The Man Who Disappeared in the Painting
02. Secrets of the Invisible
03. Distant Living Memories
04. Ghosts of the Perpetual Mansion
05. The Imaginary Principle
06. The Misery of Fear and the Battle Against the Immortal Dream
07. Light Spheres in a Stephen King Mist
08. Midnight of the World at the End of Time

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