Home Recensioni Album Collettivo EMusic - I Suoni Della Viterbo Sotterranea

Collettivo EMusic
I Suoni Della Viterbo Sotterranea

Il primo cd musicale “underground” della storia musicale - dove il termine inglese è qui inteso in termini letterali - nasce nel sottosuolo della meravigliosa e suggestiva Viterbo.

Il disco, infatti, è stato registrato da un’equipe costituita da geologi, geofisici e musicisti di origine viterbese (è un caso, ma spinge alla riflessione, che anche chi scrive vanti medesimi origini, avendo la madre bagnorese), impegnato da tempo nel progetto scientifico-musicale chiamato EMusic (www.emusic.world), un acronimo che sintetizza il concetto di "musica elettromagnetica", nato da un'idea del geologo Antonio Menghini e dal musicista Stefano Pontani (abbiamo abbondantemente parlato di entrambi QUI) con l'intento di estrarre note musicali dai valori di voltaggio che la Terra ci restituisce se eccitata da impulsi elettromagnetici.
Con una metodologia di indagine del sottosuolo finalizzata alla ricerca di risorse idriche e minerarie, ampiamente sfruttata dai geologi, oggi i due, coadiuvati da un team esteso e multidisciplinare, sollecitano ripetutamente la geologia con voltaggi di volta in volta differenti, estraendo un vero e proprio “Suono della Terra” che riflette fedelmente la struttura stratigrafica, nel caso di specie afferente al percorso geoturistico (gallerie scavate nel tufo rosso a scorie nere e nella sottostante argilla) al di sotto della città di Viterbo.
Orbene, musicalmente parlando il cd è di valore essoluto, meritando, pertanto, massima attenzione.
Composto da tre lunghi brani che permangono nella compagine ambient, l'album esplora in "Fall" e "Ascent" territori inquietanti, enigmatici e misteriosi. Il primo brano vede il chitarrista protagonista solitario, abilmente intento a creare un muro stratificato di chitarre, peraltro mai invasive o cacofoniche, previa utilizzazione della fedele loop station, strumento da egli ha già utilizzato con successo sia con i Vu-Meters (gruppo in cui milita tuttora con Ugo Vantini, ex Divae e Balletto di Bronzo), sia nel quartetto che ha dato vita al recentissimo "Fleeting Steps", disco ambient e sperimentale uscito per i coraggiosi tipi della label Eclectic Productions. Nel secondo brano, l'organico si arricchisce del sassofonista Marco Guidolotti e del tastierista Riccardo Marini, con la conseguenza che le sonorità si colorano di influenze assai variegate, passando dal sublime tappeto enigmatico e mai stantio dei migliori Tengerine Dream, ad echi stimolanti dal vago sapore jazz.
Il deus ex machina Stefano Pontani si concede uno sprazzo di lucida e delicata solarità in "Variaton n. 1", ultimo brano dell’opera, nel quale egli volutamente devia verso un estetismo più rilassante e sereno, dalle connotazioni a tratti gioiose, talvolta anche sfuggenti, ma sempre tranquillizzanti.
In conclusione, il progetto appare tanto coraggioso quanto accattivante: il magnetismo del percorso sotterraneo vive in perfetta osmosi con le sonorità seducenti e ammalianti determinate da quello che può senz’altro essere definito come il primo connubio al mondo tra scienza e musica, perfettamente concretizzato attraverso l'interazione inebriante di strumenti musicali e macchine scientifiche (al punto che il geologo viene indicato quale co-autore di tutti i brani).

L'opera può essere richiesta scrivendo alle e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e info@emusic.world oppure telefonando ai numeri 0761/220851 e 338 8618856.

 

 

 




Stefano Pontani: Guitar, Loops
Marco Guidolotti: Baritone, Tenor, Alto Saxophone
Riccardo Marini: Synth

Anno: Inserire 2017
Label: SanLucaSound
Genere: Ambient/Electronic

Tracklist:

01. Fall
02. Ascent
03. Variatin n. 1


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