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Claudio Canali
Inno dell'Oblato

Un Frate non primeggia, non emerge, non sovrasta gli altri confratelli con le sue doti, giacché egli è parte indissolubile di una comunità, di un collettivo, all'interno del quale opera quotidianamente al servizio incondizionato di Dio.  In tal senso, testo e note di un'opera musicale sacra composta da un religioso, ancor più se a vocazione monastica, sono ovviamente espressione individuale ma sempre in quanto mero strumento del Creatore ai fini della divulgazione della Parola.
Si capisce, pertanto, perché il nome di Claudio Canali, ex singer del Biglietto per l'Inferno (qui una recente intervista realizzata da chi scrive) oggi eremita diocesano che si ispira alla regola di San Benedetto, non compaia sulla copertina di quest'opera discografica di stampo sacro, mentre sia relegato, neanche troppo in vista, all'interno di un booklet interamente votato alla descrizione della comunità benedettina di cui all'Eremo della Beata Vergine del Soccorso, nel Lucchese, all'interno della quale egli opera ormai da vent'anni con immutato entusiasmo di fervente credente.

Considerato il rilevante spessore dell'artista nella scena nazionale progressiva, chi scrive, legato alla predetta comunità da profondo rispetto ma non vincolato ad essa da alcuna regola ferrea, provvede doverosamente ad evidenziare meriti e attitudini dell'uomo-musicista che egli stesso, invece, in qualità di Frate, volontariamente nasconde al pubblico per naturale propensione e modestia interiore. 
"Inno all'Oblato", di cui è autore dei testi e co-autore delle musiche (unitamente a Roberto Martinelli, diplomato al Conservatorio in Composizione, Musica Corale e Direzione di Coro, noto, tra le altre cose, per la sua duratura collaborazione musicale con Gino Paoli) è un'opera di raro spessore artistico. Se questo pezzo della durata di poco più di 5 minuti fosse inserito quale introduzione di un brano rock, sulla scia della più rappresentativa tradizione progressiva, i fruitori della musica popolare, dall'ascoltatore medio al saccente critico musicale, griderebbero senza dubbio al miracolo.
Esternandosi invece quale composizione unitaria, peraltro a vocazione esclusivamente religiosa, verrà probabilmente ignorata, come è stato fin'ora, neanche menzionata, ancorché in termini complementari alla discografia del Biglietto, nei siti di settore (quei portali con pretesa completista definiti esaustivi dai loro stessi ideatori, non senza alterigia e prosopopea). 
Sarebbe un vero peccato giacché si parla, con molta probabilità, di una delle massime espressioni di progressive, non fosse altro perché presenta elementi caratteristici della musica corale e classica, pregevolmente innestati nella tipica formula della canzone pop, con particolare riguardo alla strofa e al ritornello.
Cioè a dire che, se a qualcuno saltasse in mente di riproporre questo brano con l'ausilio di percussioni e strumenti elettrici, il risultato non sarebbe molto dissimile dai capitoli del "Concerto Grosso" dei New Trolls, da "Preludio, Tema, Variazioni e Canzona" degli Osanna, da "Contaminazione" del Rovescio della Medaglia.
Tuttavia, l'attitudine marcatamente rock delle opere appena citate è qui totalmente assente a favore di una solare propensione, peraltro sublimata da un ritornello che presenta, unico nel suo genere, elementi della marcia cadenzata, decisa, a tratti risoluta, e passaggi che elogiano con incredibile e puntuale competenza la tradizione barocca (curiosamente non italiana ma più vicina alla cultura centro-europea), seppur priva di alcuni elementi tipici quali il contrappunto e la fuga. 
Giusto per rendere l'idea, il risultato suona incredibilmente vicino a quanto in passato fatto da Pat Metheny con il brano "Psalm 121”, per la colonna sonora del film “The Falcon and the Snowman”.

Quanto al testo (per i profani, l'oblato è colui che aderisce in una forma particolare ad un Ordine religioso), vi sono contenute formule espressive dal substrato talmente profondo, da riuscire a scuotere l'animo imperturbabile di un laico indifferente, per di più ateo, come chi scrive. Bastino, al riguardo, poche righe evocative: “L’Oblato è la luce del mondo, sale della terra, vittorioso sulle tenebre, vincitore di ogni guerra. L’Oblato è preghiera, silenzio ed umiltà, rinuncia, penitenza, austerità”.

Sono parole di un'intensità inaudita, la stessa che permea uno scritto dello stesso Canali allorquando spiega la natura della sua vocazione artistica: “...ho la possibilità di condividere la gioia del risultato della mia creazione artistica e di continuare la mia lode a Dio, ora più consapevole e retta senza più egoismi e tenebre, con altri talenti rimasti sepolti per anni sotto le macerie di quegli anni in cui ero perso con loro, ora ritrovati e puliti dalla preghiera. Tutti abbiamo dei talenti nascosti o sepolti che, per come va il mondo e per come andiamo noi, non riusciamo a vedere e nemmeno ad immaginare che ci siano. La sorpresa e la gioia nel ritrovarli è grande perché si intrecciano con la vita e ci permettono di completare quel miracolo che siamo noi creature. Gli strumenti per il recupero, naturalmente sono il silenzio e la preghiera. La rassegna di opere artistiche che, grazie agli amici musici del Biglietto per l’Inferno, posso mostrarVi, non vuole essere una superba esibizione di opere d’arte, che gonfia il petto ma non dilata il cuore, ma spero possa dare festa agli occhi e far gioire il cuore di chi la guarderà, con quel senso che va oltre le speculazioni intellettuali e che trova la bellezza e il godimento nel … «ciò che visto piace». Sulle vette del mio cuore, dove l’artista ed il contemplativo si incontrano ed incontrano il Datore dei doni, scaturisce una sorgente d’acqua viva che disseta solo nel soggetto Sacro. Sperando che questa sorgente d’acqua viva disseti il vostro cuore e risvegli in Voi l’animo assopito portandolo alla contemplazione, Vi saluto e Vi ringrazio per l’attenzione.”.

Parlando di cose incredibili che accadono inaspettatamente, infine, fa riflettere quanto la scelta di adottare determinati strumenti e/o voci possa mutare l'attitudine finale di un brano. Nella sua versione strumentale, privata del coro polifonico, qui sostituito da un violoncello di stampo delicato, quasi surreale, l'opera assume toni acquarellati dal sapore velatamente malinconico che, piuttosto che indirizzare l'ascoltatore verso compagini esaltanti, come fa la versione cantata, invitano al raccoglimento individuale, alla riflessione interiore, al sereno intimismo.

Il cd qui recensito non è in vendita essendo distribuito gratuitamente dai frati dell'Eremo, previa richiesta da formulare al seguente indirizzo: Frate Claudio, c/o Eremo della Beata Vergine del Soccorso55034 Minucciano (Lucca).

Vivendo i frati dei soli frutti della terra - che coltivano con volitiva ed immutata dedizione, previo rispetto di rigidissimi orari monastici (sveglia alle ore 3,45 del mattino e cena alle ore 18,00) – il richiedente può doverosamente offrire una piccola donazione in denaro.

Spartito e testo dell'opera sono in rete, sul sito ufficiale del Biglietto per l'Inferno (qui lo spartito, qui le liriche).


 

Claudio Canali: testo e musica 
Roberto Martinelli: musica e orchestrazione
Tiziana Ricci: organo e direzione
Angelo Quarantotti: viola solista (1)
Daniela Antonioli, Erika Balloni, Maria Elena Nicodemi, Nadia Vita: soprani (2)
Alice Ciuffi, Noemi e Ilaria Ricci: contralti (2)
Aldo e Giuseppe Antonioli: tenori (2)
Francesco e Matteo De Angeli: bassi (2)

Label: Autoprodotto
Genere: Musica sacra

Tracklist:
01. Inno dell'Oblato (strumentale)
02. Inno dell'Oblato (vocale)


Contatti
Biglietto per l'inferno


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