Home Recensioni Album Arabs In Aspic - Victim Of Your Fathers Agony

Arabs In Aspic
Victim Of Your Fathers Agony

Nuovo lavoro in studio per i norvegesi Arabs In Aspic, reduci per altro da una recente performance italiana in occasione dell’ultima edizione del festival prog di Veruno. Un disco che si presenta subito come un perfetto equilibrio tra raffinatezza progressiva e incisività squisitamente rock, come dimostra la sensazionale “You Can Prove Them Wrong”. E’ una song formalmente molto tradizionale, con una linea vocale che cattura dal primo istante della strofa ed un ritornello molto energico, perfetta per aprire questo disco. Atmosfere molto settantine sono la caratteristica principale di “Sad Without You” a riprova di quanto i Beatles siano tanto influenti anche nel 2015! L’estrema raffinatezza dell’arrangiamento rendono questo brano una canzone da ascoltare più e più volte per cogliere come la medesima idea musicale sia proposta in tanti modi diversi.Ascoltando “One” si potrebbe pensare ad una outtake degli Uriah Heep: una intro molto carica con organo in pole position lascia il posto a momenti melodicamente azzeccati.

L’assolo di tastiera ci immerge a pieno negli anni settanta e la successiva sezione strumentale mostrano come gli Arabs In Aspic abbiano fatto propria una certa lezione di rock e siano pronti a dire la loro in questo contesto.Lo strumentale “The Turk and The Italian Restaurant” inizia con un riff funk sghembo davvero interessante sul quale viene poi costruito un singolare intreccio di tastiere.“God Requires Insanity” ripropone un clima seventies ricorrente nelle produzioni della Black Widow Records, dove la psichedelica e il doom si mescolano sapientemente.
Il ritornello di questo brano è la quintessenza del gusto musicale della label genovese.A spezzare l’atmosfera dark rock c’è la brevissima quanto divertente “TV3”, una song apparentemente scanzonata ma in realtà di gran stile. “Flight of The Halibut” è uno strumentale costruito su giri di basso potenti e trascinanti che sorreggono un intreccio meticoloso di chitarre e tastiere. Il risultato è una ventata di rock prog ipnotico e travolgente. Perfetta l’abbinata al successivo strumentale “Saint-Palais–sur-Mer Pt 2”, qui il rock più spinto lascia il posto ad un folk scuro e misterioso.

La chiusura del disco è affidata alla title track “Victims of Your Fathers Agony”, con il suo incipit in bilico tra il Neil Young di “Cortez The Killer” e i Pink Floyd di “The Dark Side Of The Moon”. Da un attacco così settantiano non ci si aspetta la piega che questa song prende nella sua pur breve durata. Le idee strumentali, i temi di chitarra e tastiera che seguono la sezione cantata sono di notevole spessore e trasformano la song da una semplice rievocazione di anni che furono in una creatura viva ed attuale.
Con i trentasette minuti di questo lavoro, qli Arabs In Aspic dimostrano come si possa fare dell’ottima musica progressiva evitando ridondanza e virtuosismo gratuito, puntando invece su temi incisivi e costruzioni melodiche e armoniche attente e puntuali. “Victim of Your Fathers Agony” è un disco dai brani relativamente brevi ma molto sostanziosi che metterà d’accordo gli amanti del prog con quelli del classic rock nel senso più ampio.



Jostein Smeby: chitarre e voce
Stig Jørgensen: tastiere e voce
Erik Paulsen: basso e voce
Eskil Nyhus: batteria

Anno: 2015
Label: Black Widow Records
Genere: Progressive Rock
Tracklist:
01. You Can Prove Them Wrong
02. Sad Without You
03. One
04. The Turk and the Italian Restaurant
05. God Requires Insanity
06. TV 3
07. Flight of the Halibut
08. Saint-Palais-sur-Mer, Pt. 2
09. Victim of Your Father's Agony

Banner

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie .

Accetto i cookie da questo sito.