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Jono
Silence

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Secondo biglietto degli Jono, gruppo svedese di raro spessore artistico.
Nel descrivere questa opera discografica, vorrei semplicemente procedere per assonanze.

"Wasting Time" è i Queen. No, chiedo venia, dovevo scriverlo in maiuscolo, pur nella consapevolezza che, in qualità di caporedattore, ne ho tassativamente vietato l'uso a tutti i miei collaboratori: "WASTING TIME" È I QUEEN: nella voce estatica che ammalia, stordendo; nella ricca struttura e nei cori barocchi; nel grandioso assolo di chitarra che omaggia palesemente il maestro Brian May. E' anche un brano che genera contrasti: da un lato si vorrebbe che mai finisse; dall'altro è l'espressione della durata perfetta: 2 minuti e 50 secondi più ricchi della più ricche delle suite, un concetrato all'ennesima potenza della magniloquenza espressa in "Bohemian Rhapsody", perfetto connubio tra potenza rockettara e melodia attinta (anche) dalla tradizione italiana, non soltanto lirica.
E poi ci sono le sontuosità cadenzate di "Man Of Misery" e "Can We Make" che ricordano il migliore e minaccioso Ronnie James Dio (da solista e non), qui passate per il filtro di un prog metal che fa letteralmente scomparire i Dream Theater più melodici (voce in testa).
L'opera è talmente avvincente che anche la ballata di turno, "Turn Around", non è una ballata di turno, ma un raro esempio di come deve essere una ballata: melodica e armoniosa, mai prevedibile, con finale ad alto impatto emotivo.
A questo punto il lettore penserà che io abbia citato i quattro brani migliori dell'album.
E invece no!: sono, più semplicemente - e mi meraviglio io stesso a constatarlo - i primi quattro della tracklist. 
Devo continuare? Ma si, dai: proviamo a vedere se il gruppo continuerà a volare alto o impatterà al suolo rovinosamente.
"Your Bread" pare navigare in acque prog metal ma poi svela una formula che cattura la potenza del metal epico, la tira alla massima velocità, la scechera con le melodie d'assalto dei Kansas di metà anni '70 e la chiude con armonie vocali, in rigoroso crescendo, che suonano come se City Boy, Queen, Aviary e Mr. Big (inglesi, ovviamente), si fossero impegnati al massimo in unico afflato corale.
"In My Life" è l'incontro tra i Supertramp del periodo d'oro e la grandeur stilistica degli oltremodo ricorrenti Queen, ma con sguardo ai Muse più incredibilmente hard rock, peraltro con innesti alle tastiere che omaggiano il pomp prog di stampo americano.
Non posso crederci! Ne restano altri 4, di brani, e mi stupisco per la seconda volta: sto recensendo track by track, una tecnica narrativa che considero talmente becera e, per questo, altamente insidiosa, da sconsigliarla non solo ai giovani, ma anche ai più anziani dei miei redattori.
Questi diavolo di Jono mi stanno facendo rivedere tutte le certezze maturate in quasi 30 anni di giornalismo musicale.      
Basta! Non serve continuare.
Valuto gli altri quattro brani con un "c.v.d." ("come volevasi dimostrare", espressione usata dai matematici per segnalare la dimostrazione definitiva di un teorema) e passo al voto, che faccio fatica ad esprimere perchè la perfezione, in quanto tale, è esente da valutazione.
E pensare che avevo inserito distrattamente questo cd nel lettore, pronto a recensirlo soltanto per dovere redazionale.

100/100


PS (1): prima volta nella mia vita che, in qualità di critico musicale, rilascio il massimo voto recensendo un disco.


PS (2):
analizzo il disco cercando la label discografica e leggo, incredulo, "Jono Music". È autoprodotto??? Sony, Warner, Emi, dove caspita siete? È in questa direzione che dovete guardare, imbecilli!!!



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ENGLISH VERSION

Second business card of Jono, terrific group from Sweden.

Describing their musical work, I will simply use similarities.

"Wasting Time" is Queen. Not, I apologize, I have to write in capital letters (although, as editor, I absolutely prohibited all my co-workers to use them):
"WASTING TIME" IS QUEEN: because of the ecstatic voice, the rich structure and the baroque choirs, the spectacular guitar solo - an evident homage to the master Brian May. It is also a song that generates contrasts: we would like it to never end, but it is also the genuine expression of the perfect time: 2 minutes and 50 seconds, the most fantastic short suite, combining the art of "Bohemian Rhapsody" with power, rock and (also) Italian melody tradition, not only from the opera.

And then, there are the rhythmic extravagance of "Man Of Misery" and "Can We Make", reminiscent the best (minacious) Ronnie James Dio (solo or not), filtered by a great prog metal that hides the most melodic Dream Theater music (and the voice too).

The work is so interesting that even the classic ballad "Turn Around" is not at all a classic ballad, but a rare example of what a ballad should be: melodic and harmonious, never predictable, with a final high emotional impact.

At this point, the reader will think that I have mentioned the four best songs of the album. But not! They simply are - and I remind myself to note it - the first four songs of the tracklist.

Should I continue? Yes, of course: I try to understand if the group continues to fly high or will crash to the ground.

"Your Bread" seems prog metal but then reveals a formula that captures the epic power metal, mixing speed, Kansas-like powerful melodies and vocal harmonies in the style of City Boy, Queen, Aviary and Mr. Big (the English band, of course), all together in a unique choral breath.

"In My Life" is the perfect mix between Supertramp and the grandeur of Queen, looking to the hard rock of Muse, with keyboards that pays tribute to the American-style pomp prog.

Unbelievable! 4 songs remain to scan and I am surprised for a second time: reviewing the cd, I use “track by track” technique, that I consider highly insidious (and in fact, I discourage my young and older editors to use it).

These guys force me to revisit all the certainties gained as music journalist, in almost 30 years.

Stop! No need to continue.

I rate the other four songs with a "Q.E.D.” ("quod erat demonstrandum", meaning "which is what had to be proven", an expression used by mathematicians to report the ultimate demonstration of a theorem) and I simply vote: and it is hard, because the perfection is not estimable.

If I think that I casually entered this CD in the drive ready to review it just for duty...

100/100


PS (1): First time in my life as a journalist, that I post the maximum vote for a band.

PS (2): analyzing the Cd, searching the record label, I read "Jono Music". Is it a self made production??? Yes, it is. Sony, Warner, EMI where are you? It is in this direction you have to look, you imbecilles!!!





Johan Norrby: voce e tastiere
Stefan Helleblad: chitarra
John Carlgren: tastiere
Janne Henriksson: basso
Nicka Hellenberg: batteria

 

Anno: 2015
Label: Autoprodotto
Genere: Symphonic/Progressive Rock

 

Tracklist:
01. Man Of Misery
02. Wasting Time
03. Can We Make It
04. Turn Around
05. Your Bread
06. In My Life
07. Clear
08. The One To Blame
09. Opus
10. Josefina

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