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Lordi
Deadache

Molte volte avrete letto di accostamenti tra i Lordi e i Kiss. Effettivamente sono diversi; ma seppure con le dovute differenze a livello storico, esistono diversi punti in comune tra questa horror band finnica e la leggendaria formazione mascherata newyorkese. Tralasciando quelli relativi allo stile e all’immagine, risalta particolarmente nel cercare assonanze, come ambedue le band sin dagli esordi dividano critica e pubblico in maniera davvero netta: in pratica sia i primi che i secondi o si amano, o si odiano. Giunti al loro quarto capitolo discografico di inediti in 6 anni (più un film, uscito nelle sale all’inizio dell’anno) , Mr.Lordi e co. confezionano l’ennesimo album che farà sicuramente gioire i vecchi fan della band, perché musicalmente parlando, Deadache non si discosta di una virgola rispetto a The Arockalyspe (se non fosse per i nuovi costumi), quest’ultimo praticamente uguale ai due predecessori.
Il singolo apripista “Bite It LIke A Bulldog”, pur non essendo particolarmente esaltante già mostrava la retta via da qualche settimana, ma nelle restanti 13 tracce (più 2 per il mercato nipponico) ci sono diversi episodi qualitativamente rilevanti. Potremmo citare l’antemica title track, sorretta magistralmente dalle tastiere di Awa e da un ritornello melodicamente perfetto, oppure “Dr. Sin In”, con un riff vagamente debitore al metal anni ’80 (decennio per loro di massima devozione). Non mancano nemmeno brani dalla struttura più teatrale e dalle atmosfere molto piene ed intense come “The Ghost Of Heceta Man”, così come non è assente la ballatona di turno che in questo caso si materializza con “Evelyn”, introdotta dalle classiche note di pianoforte. Risulta altresì intrigante il successivo intermezzo "The Rebirth of The Countless", recitato in francese, che anticipa la veloce e potente “Reise Hell In Heaven”, l’episodio più duro del disco che sarà sicuramente tra i brani più richiesti nel nuovo tour della band. Se cercate invece qualcosa di più soffuso e lento, sappiate che i Lordi non si son fatti mancare nemmeno la “Icon Of Dominance” parte 2 con “Monsters Keep Me Company”.
Prodotto in maniera praticamente perfetta e roboante da dare quasi fastidio, Deadache è l’ennesima dimostrazione di come la musica prima ancora di essere necessariamente contenuto possa essere piacevole intrattenimento, e di come quei costumi di gomma pesantissimi non siano altro che il fiocco al pacchetto che rende ancora più presentabile nel suo contesto il tutto. Abbiamo parlato chiaro, sapete con chi e con cosa avete a che fare, se non li avete mai sopportati non inizierete di certo da adesso, ma il sottoscritto che li ha sempre apprezzati per quel che sono, continua a promuoverli con il massimo dei voti addebitabili per un prodotto del genere. La coerenza spesso viene interpretata come mancanza di idee, a volte è semplicemente una scelta più difficile di quello che si pensi, essere sempre uguali a se stessi.

69/100


Mr. Lordi: Voce
Amen: Chitarra
OX: Basso elettrico
Awa: Tastiere
Kita: Batteria

Anno: 2008
Label: Sony BMG/The End Records
Genere: Horror/Hard Rock

Tracklist:
01. SGC IV
02. Girls Go Chopping
03. Bite It Like a Bulldog
04. Monsters keep Me Company
05. Man Skin Boot
06. Dr. Sin is In
07. The Ghosts of Heceta Head
08. Evilyn
09. The Rebirth of The Countless
10. Raise Hell in Heaven
11. Deadache
12. The Devil Hides behind her Smile
13. Missing Miss Charlene
14. Hate A First Sight (bonus track)
15. Where’s the Dragon (japanese bonus track)
16. Beast Loose in Paradise (japanese bonus track)

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