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John Crown
The Progress

John Crown, alias Giovanni Corona, viene dalla Sardegna e inizia a suonare la chitarra negli anni 1999-2000. Il suo stile è fortemente influenzato dalla musica che ha segnato la sua adolescenza e non solo (Metallica, Iron Maiden, Pantera, Black Sabbath, Dream Theater, ma anche SOAD,Korn...). Nel 2009 scopre il sito Reverbnation.com, dove si iscrive e pubblica la sua musica gratuitamente riscontrando grande successo. Egli decide così di fare sul serio e, seguendo il suo interesse per i concept album, ne compone uno comprendente 11 tracce che riepilogano in un certo senso le tappe fondamentali della storia e della musica. Si passa infatti dalla preistoria al progresso tecnologico, fino ad arrivare ad una sorta di reazione da parte dell’uomo con la sua voglia di ritornare alle origini.

Il primo brano “The metal age” ripercorre l’era del metallo, con un sound duro ed energico, tipicamente metal. In seguito, con “March of technology”, si aprono le porte ad uno sviluppo tecnologico che si affaccia su un mondo ancora dominato da percussioni e dagli assoli di chitarra elettrica. Beats elettronici aprono la terza traccia, intitolata “Generating machines”; il ritmo, ben scandito e rigido negli schemi, ricorda quello di una catena di montaggio dove appunto vengono impiegati i primi macchinari che lavorano assieme all’uomo. L’invasione delle macchine è ciò che avviene in “Robot invasion”, in cui la chitarra elettrica si contende lo spazio con sonorità elettroniche. “God = media”: questa è l’uguaglianza che fa da titolo alla quinta traccia. Stralci di voci e interferenze fanno da padroni in una realtà ormai dominata dalla tecnologia.

Tuttavia l’uomo, vedendosi sopraffare dalle macchine, cerca di reagire come si nota in “Rebellion (the wrath of human)”. L’arma è ancora una volta lo strumento vero e proprio con le sue melodie “guerriere”. La battaglia tra campionamenti e riff di chitarra continua in “The strongest duty”, dove il ritmo si fa frenetico e le sonorità si intrecciano sempre di più. “System failed (the fall of machines)” dichiara, in un’atmosfera più tranquilla, la sconfitta della macchina. In “Echoes of hope” rieccheggia, invece, un sentimento speranzoso di rivalsa da parte dell’essere umano. Si ha così un nuovo inizio nel brano “Reboot”, per concludersi in un ritorno alle radici dell’umanità, e parallelamente della musica, con l’ultima canzone “Return to past”.
Questo viaggio attraverso la varie epoche storiche e musicali ha i suoi risvolti; le domande che si pone John Crown sono le stesse dell’ascoltatore: il progresso è sempre qualcosa di positivo? Può spaventare? Be’,una possibile risposta è da trovare ascoltando questo album ricco di sorprese.

75/100


John Crown: Chitarra e basi

Anno: 2010
Label: Autoprodotto
Genere: Rock/Metal

Tracklist:
01. The metal age
02. March of technology
03. Generating machines
04. Robot invasion
05. God = media
06. Rebellion (the wrath of humans)
07. The strongest duty
08. System failed (the fall of machines)
09. Echoes of hope
10. Reboot
11. Return to past

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