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The Mars Volta
The Mars Volta

Sembra che il 2022 sarà ricordato per le reunion eccellenti dopo 10 anni di buco discografico: dopo i Porcupine Tree (ne abbiamo parlato abbondantemente QUI, anche affrontando la spinosa questione concernente il mancato coinvolgimento del bassista storico), è la volta dei Mars Volta sulla cui ricostituzione si vociferava fin dal 2019. 
Tralasciando considerazioni in ordine alla influenza negativa che Scientology ha esercitato sul duo, contribuendo inesorabilmente alla dissoluzione del gruppo, ci limitiamo a riportare quanto dichiarato al riguardo dagli stessi protagonisti: Cedric Bixler-Zavala ha confessato che la religione lo aveva collocato "su una nuvola" dalla quale guardava dall'alto in basso tutti quelli che lo circondavano. In cima a questa lista c'era Omar Rodríguez-López, il quale, da parte sua, ha ammesso che "l'adesione di Cedric alla Chiesa di Scientology ha contribuito alla dissoluzione dei Mars Volta a causa del tipo di idee assolutiste in cui ha iniziato a credere".
Liquidate per bocca dei protagonisti le motivazioni sottese alla lunga assenza del gruppo texano dalla scena musicale (quantomeno a nome Mars Volta, visto che entrambi sono rimasti coinvolti nella riesumazione degli At The Drive-In e nella costituzione del supergruppo Antemasque, per non parlare di alcuni progetti solisti, tra i quali l'ep a nome Omar Rodríguez López/Lydia Lunch), è il caso di concentrarci sul nuovo album, il primo a nome proprio, la cui pubblicazione è prevista il prossimo 16 luglio. 
I singoli "Blacklight Shine", "Graveyard Love" e "Vigil", rilasciati nell'arco di tre mesi, a partire dal giugno scorso, hanno di fatto allarmato i fan più oltranzisti per le sonorità ivi espresse, totalmente in antitesi con il blasonato passato del gruppo.
Più nello specifico, il fulcro del primo brano è costituito da 4 minuti di sonorità caraibiche, a cui fanno seguito oltre 7 minuti di ritmiche di stampo esotico, che vorrebbero smarcare il flag della sperimentazione ma che, invece, riescono ad interdire prima, annoiare poi. 
Le cose non vanno meglio con "Graveyard Love" e "Vigil", due ballate fin troppo romantiche, il cui unico guizzo avanguardistico, se così si può dire, è rappresentato da ritmiche leggermente dissonanti, pur apparentemente programmate.
L'ascolto dell'album conferma purtroppo questo trend: votati alla leggerezza del suono, i Mars Volta del 2022 sono protesi verso un
pop privo della trascendenza empirica di un tempo, distante da quelle connotazioni macchinose, a tratti labirintiche, che avevano meravigliosamente forgiato il loro sound iniziale (a cui, peraltro, la copertina dell'opera pareva speranzosamente alludere).
Volendo risparmiare al lettore la tortura di una recensione track by track, ci limitiamo a tirare in ballo, come esempio da estendere a tutto l'album, il solo brano "Shore Story", nient'altro che un R&B "non estraneo al nostro DNA", riferisce il singer, cioè "quello che ascoltavano i miei genitori quando ero bambino. Una volta che la mia sessione di skateboard era finita, tornavo a casa e c'erano sempre Sunny and the Sunliners o i Penguins" (gruppi musicali doo wop e rhythm and blues degli anni '50, rispettivamente di provenienza texana e californiana. NdA).
Non possiamo certo dire di non essere stati avvertiti. Entrambi i musicisti, infatti, avevano messo le mani avanti appena rilasciato il primo dei tre singoli sopra citati: "La cosa più rivoluzionaria che potremmo fare sarebbe fare un disco pop, davvero", ed era ancora Cedric Bixler-Zavala a parlare "...alcune persone potrebbero vederlo come un tradimento. (.) Omar ha detto che i Mars Volta possono essere qualunque cosa vogliamo che sia, atteggiamento che di fatto stabilisce i parametri del nostro non essere retrò, basandoci su vecchie canzoni. Possiamo ridefinire ciò che siamo e andare avanti. Agli esordi, la nostra intenzione era che tutto fosse possibile e ora, ancora una volta, lo è".
Gli aveva fatto eco il chitarrista: "Non sono vincolato dal genere...non conosco una felicità più grande che perdere fan. Un vero fan è qualcuno interessato a ciò che sta accadendo ora, e poi ci sono tutti gli altri che cercano di controllare ciò che fai o progetti su di esso. Ho un'avversione per questo. Sembra scuola. Sembra il governo. Sembra la polizia. E sfortunatamente è quello che molte persone che pensano di essere fan finiscono per pensare" (.) I Mars Volta rappresentano sia un terreno sacro, sia un parco giochi. Tutti gli elementi dovevano essere esattamente corretti perché la mia immaginazione potesse aprirsi a questa nuova direzione. E questo è successo naturalmente nel tempo”.
Ritenendo superfluo qualsiasi ulteriore commento, che sia a firma nostra o del gruppo stesso, tagliamo corto per una questione di decenza verso il lettore che invitiamo ad ignorare questa uscita discografica, e ad indirizzarsi, invece, verso il titolo "
Landscape Tantrums",
pubblicato recentemente, questo si, ottimo, non fosse altro per questioni anagrafiche, che richiamano un periodo di incontaminata creatività e prolificità artistica.




Le dichiarazioni dei Mars Volta sono estratte dall'articolo "The Mars Volta: "The most revolutionary thing we could do was to make a pop record" di John Doran (https://www.theguardian.com/music/2022/aug/12/the-mars-volta-the-most-revolutionary-thing-we-could-do-was-to-make-a-pop-recordXX)



Omar Rodríguez-López – guitar, direction, backing vocals
Cedric Bixler-Zavala – lead vocals
Eva Gardner – bass guitar
Marcel Rodríguez-López – synthesizers, keyboards, percussion
Willy Rodriguez Quiñones – drums 

Anno: 2022
Label: Clouds Hill
Genere: experimental, psych, prog

Tracklist:
1. "Blacklight Shine" 2:55
2. "Graveyard Love" 3:14
3. "Shore Story" 3:15
4. "Blank Condolences" 3:27
5. "Vigil" 3:14
6. "Qué Dios Te Maldiga Mí Corazón" 1:41
7. "Cerulea" 3:45
8. "Flash Burns from Flashbacks" 2:38
9. "Palm Full of Crux" 3:36
10. "No Case Gain" 2:41
11. "Tourmaline" 3:34
12. "Equus 3" 4:09
13. "Collapsible Shoulders" 2:24
14. "The Requisition" 4:12


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