Home Recensioni Album The Mars Volta - Landscape Tantrums (Unfinished Original Recordings Of De-Loused In The Comatorium)

The Mars Volta
Landscape Tantrums (Unfinished Original Recordings Of De-Loused In The Comatorium)

Sembra che il 2022 sarà ricordato per le reunion eccellenti dopo 10 anni di buco discografico: dopo i Porcupine Tree (ne abbiamo parlato abbondantemente QUI, anche affrontando la spinosa questione concernente il mancato coinvolgimento del bassista storico), è la volta dei Mars Volta sulla cui ricostituzione si vociferava fin dal 2019 (nel momento in cui si scrive, si è appreso che il loro settimo album, il primo omonimo, verrà pubblicato a metà settembre, già anticipato dai singoli "Blacklight Shine", "Graveyard Love" e "Vigil", un trittico di pezzi che, purtroppo, non appare affatto avvincente). Evidentemente sfruttando il clamore dovuto all'evento, la band pubblica nel 2021 questo "Landscape Tantrums (Unfinished Original Recordings)", che non è soltanto (così viene riferito sul loro sito ufficiale), "il primo tentativo di registrare la musica che sarebbe poi confluita in "De-Loused In The Comatorium", ma che dimostra, piuttosto, che quanto avrebbe reso quell'album di debutto un'esperienza così elettrizzante e sublime, era di fatto già in atto: l'invenzione senza paura, la fusione di elementi rock futuristi con le tradizioni al di fuori dell'ortodossia rock, il senso del virtuosismo al servizio dell'effetto emotivo. Più che una semplice curiosità storica, "Landscape Tantrums" è un testo essenziale per ogni appassionato dei Mars Volta e un album mozzafiato a sé stante".
Dopo i litigi successivi a “Noctourniquet”, l'ultimo album in studio, seguiti dalla immancabile riappacificazione concretizzata con la pubblicazione di album riguardanti gruppi paralleli come Antemasque e At The Drive-In, quando non afferenti a progetti solisti (QUI la recensione di un ep a nome Omar Rodríguez López e Lydia Lunch), questo retaggio del passato vuole onorare la band più importante nella quale il duo è rimasto coinvolto, ripescando la versione embrionale del magnifico esordio discografico che fu "De-Loused In The Comatorium". 
Non c'è dubbio alcuno che, confrontando tra loro le due opere, il "nuovo disco" ne esca perdente, non fosse altro per l'assenza della produzione poi affidata al magico tocco di Rick Rubin.
Eppure, a dirla tutta, la veemenza che contraddistingue questo primo archetipo, accompagnata dall'innato senso di sperimentazione e dal desiderio costante di contaminazione sonora, rende questa uscita discografica preziosissima, pur agli occhi dei soli completisti della band: giusto per fare qualche esempio, "Drunkship Of Lanterns" assume connotazioni inusuali che paiono fondere il prog con il punk, pur con predominanza verso il secondo; "Eriatarka" presenta lo stesso coraggioso approccio, stavolta tirando in causa la cultura latina in luogo di quella progressiva; "This Apparatus Must Be Unearthed" ha un'attitudine molto più grezza, ma più coraggiosa di quella definitiva; "Take the Veil Cerpin Taxt", infine, è sublimata da una durata che supera i 12 minuti, tutti incentrati su un'avvincente ipotesi di delirio hard rock/noise/prog.
Il risultato complessivo, a dirla tutta, potrebbe lasciar perplessi, tale e tanta è la forza dirompente di questi pezzi ma, come detto, questo lavoro è un must per tutti gli appassionati che abbiano la pretesa di definirsi tali: cioè a dire che se gli oltranzisti dei Mars Volta sono effettivamente così vogliosi di assimilare la musica forgiata dai loro beniamini, tanto da andare a  cercarla tra le pieghe di progetti paralleli più o meno distanti, che si parli di lavori solisti o di band come Antemasque e At The Drive-In, beh, allora sarà impossibile per loro rimanere indifferenti a questo lavoro di ripescaggio, visti i pregevoli contenuti documentaristici che lo contraddistinguono.
L'opera è uscita soltanto in vinile ed è caratterizzata, unico neo dell'operazione, da un artwork a dir poco spartano, penalizzato sia dall'assenza di una inner sleeve, sia dalla presenza di una copertina a busta di stampo minimalista con credits ridotti ai titoli e alla durata dei brani (se ne deduce che la formazione espressa nella colonna a destra è assolutamente presunta). 





Omar Rodríguez-López – guitar, direction, backing vocals
Cedric Bixler-Zavala – lead vocals
Eva Gardner – bass guitar
Isaiah "Ikey" Owens – keyboards
Jeremy Ward – sound manipulation
Blake Fleming – drums

Anno: 2022
Label: Clouds Hill – Rodriguez Lopez Productions 
Genere: prog, rock, hard rock

Tracklist:
1. Roulette Dares (The Haunt Of) 06:37
2. Son Et Lumière 02:17
3. Inertiatic ESP 03:58
4. Drunkship of Lanterns 05:57
5. Eriatarka 05:35
6. This Apparatus Must Be Unearthed 04:38
7. Televators 04:56
8. Take the Veil Cerpin Taxt 12:31

Banner

Questo sito NON utilizza alcun cookie di profilazione. Sono invece utilizzati cookie di terze parti legati alla presenza dei “social plugin”. Se vuoi saperne di più sull’utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l’uso, leggi la nostra informativa estesa sull’uso dei cookie .

Accetto i cookie da questo sito.