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OAK
Nine witches under a walnut tree

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Underground

Scritto da Gianluca Livi Giovedì 08 Ottobre 2020 12:12

Uscito in vinile il 9 settembre per Goodfellas e presentato meno di 20 giorni dopo alla XXVIII Fiera del Disco/Music Day di Roma, il nuovo album di OAK (Oscillazioni Alchemico Kreative) - one man band che i più attenti ricorderanno nella ricca scaletta del Prog Exhibition del 21 ottobre 2011 (con loro, sul palco, anche Maartin Allcock, in apertura di gruppi blasonati quali Saint Just Again, UT New Trolls, Balletto di Bronzo con Richard Sinclair, Arti & Mestieri con Mel Collins) - si scrolla definitivamente di dosso l'etichetta di band devota ai Jethro Tull e presenta un album complesso e mistico di grande suggestione e fascino.

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Witch Slayer
Demo 1983

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Underground

Scritto da Gianluca Livi Sabato 15 Agosto 2020 18:26

L'unico demo degli americani Witch Slayer viene oggi stampato per la prima volta su vinile numerato e limitato a 100 copie, ad opera della misconosciuta Flynn Records, label verosimilmente fantasma, forse collocata in Germania o Portogallo, paesi ove i dischi non ufficiali sembrano attualmente di casa (la medesima etichetta, peraltro, ristampa anche il titolo nell'originario formato a cassetta in un numero ancor più contenuto).

La band nasce a Chicago nei primi anni '80 grazie all'incontro di amici e compagni delle scuole superiori
Il primo nucleo vede la presenza di
Jeff Allen alla voce, Craig Mac Mahon e Tom McNeely alle chitarre, Pat Ryan al basso e un batterista di cui oggi si ricorda a stento il nome (Ken). Successivamente, attorno ai soli Allen e Mac Mahon, la formazione si stabilizza con l'ingresso di Dave Clarck alla batteria e di Sean McCallister, bassista poi in forza ai più noti Trouble, a sua volta sostituito da Rick Mason
Nel 1982, il gruppo entra in studio per realizzare un primo demo (contenente i pezzi "Witchslayer", "Crypt" e "I Don't Wanna Die"), ma la sua pubblicazione abortisce a seguito di un risultato finale ritenuto troppo caotico.
Deciso a creare un prodotto quantomeno dignitoso, il quartetto ci riprova e stavolta partorisce 5 brani che, per ammissione del chitarrista, sono caratterizzati da un suono orrorifico e oscuro, dovuto asseritamente all'amalgama di stili diversi, attinti da band esclusivamente europee, tra le quali Angelwitch (ritenuti in parte ispiratori del moniker), Ozzy Osbourne, Black Sabbath, Saxon, Judas Priest, Iron Maiden, Black Sabbath, Motorhead, Def Leppard, Raven, Tygers of Pan Tang. Effettivamente, il lavoro ricorda fortemente la NWOBHM pur con vaghissime puntate nel doom (particolarmente evidenti in "Deceiver").
Il successo del demo, trasmesso in alcune stazioni radio e venduto attraverso il fan club (Chicago e Germania) per circa 5 dollari, spinge la band a dedicarsi anche alla vendita di merchandising (t-shirt, spille, foto), cioè "cose che non si possono copiare!", come riferirà anni dopo Graig Mac Mahon nel corso di una intervista di chiaro stampo revival.
Da notare che il brano "I Don't Wanna Die" viene poi incluso nel volume IV della nota compilation "Metal Massacre", assieme a pezzi firmati da Trouble, Lizzy Borden, Zoetrope, Thurst, Sacred Blade, Death Dealer, Sceptre, War Cry, Abattoir, August Redmoon, Medieval.
Da qui in poi, inizia per i quattro una dura salita che, purtroppo, non permetterà di scavallare il passo: la preventivata pubblicazione di un EP per un'etichetta indipendente naufraga a causa del basso livello tecnico dei membri, riscontrato da loro stessi ("Siamo stati i nostri peggiori critici", ammetterà sorridendo il singer Jeff Allen nel corso della medesima intervista), mentre un contratto di 120 ore in studio firmato con Jon Z della Megaforce sfuma a causa della vendita della label e un altro accordo, stavolta con Brian Slagel della citata Metal Blade, decade ancor prima di essere siglato. 
Valutata la possibilità di trasferirsi in Europa, dove il demo aveva riscontrato maggiore successo che in America, i quattro decidono di gettare la spugna, "perchè tutto cominciava ad apparire fuori portata" (Craig Mac Mahon).
Un vero peccato, perchè gli intervistati hanno dichiarato di avere all'epoca composto un repertorio che, oltre ai cinque qui recensiti, comprendeva ulteriori sette brani, purtroppo rimasti inediti, caratterizzati da influenze ancor più variegate: il proto-doom di "The Salem Trials", "Vixen", "Baneful Ruin", lo speed metal di "Rockin On Top", le consuete influenze europee di "The Crypt", "Augery", "Hang Em High".
Presso il link che si trova QUI è possibile consultare l'intervista sopra citata (da cui sono state estratte le dichiarazioni dei vari membri), e scoprire anche interessanti aneddoti riguardanti molte band poi diventate famose, tra cui Metallica, Motley Crue, Poison, Trouble.




Jeff Allen: vocals
Craig Mac Mahon: guitars
Rick Mason: bass
Dave Clarck: drums

Anno: 2020 (1982)
Label: Flynn Records
Genere: Heavy Metal

tracklist
Witch Slayer
Losin It
I Don't Want To Die
Seduction
Deceiver


 
 

Røsenkreütz
Divide Et Impera

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Underground

Scritto da Janus Venerdì 14 Agosto 2020 19:22

Il secondo album dei Røsenkreütz è ancora più bello del primo, che pure era eccellente.
Espressione di un prog dinamico, vitale, spesso funambolico, "Divide Et Impera" ha la capacità di raccogliere molteplici eredità e di amalgamarle in maniera organica in un unico contesto sonoro, senza che mai un volta venga smarrita la direzione maestra.


Il blasone di più alto lignaggio è espresso in "Imaginary Friend" e "The Collector" ove, e non la stiamo sparando troppo grossa, la band fa propria, esplodendola all'ennesima potenza, l'operosa formula progressiva forgiata dai Kansas d'annata (con anche influenze di Porcupine Tree, Muse e Transatlantic nel secondo dei due brani), e lo fa talmente bene da far venire voglia di consultare i credits per verificare se Kerry Livgren o Steve Walsh siano effettivamente della partita. 
"Freefall" e "Sorry And" sono paragonabili ai masterpiece new prog tipici degli Spock's Beard degli esordi, mentre "I Know I Know" evoca efficacemente le influenze AOR del medesimo gruppo, pur nelle sue incarnazioni successive.
"Aurelia" pare mostrare in veste magniloquente e sontuosa i Marillion di "Script For a Jester's Tear" (voce a parte) mentre "True Lies" ci rimanda ai Toto più efficacemente radiofonici.
Infine, la prematura impressione di ballatona scontata, già ampiamente abusata da ogni tipo di band che abbia navigato nelle classifiche nord americane degli anni '80 - non importa se di estrazione
pop, heavy metal, hard rock o prog - è spazzata via dall'evocazione puntuale dei liquidi magnetismi dei Pink Floyd periodo "The Division Bell", che subentrano inaspettatamente ad una manciata di secondi dall'inizio, zittendo tutti ancora una volta.
Se si esclude l'inciso rap nel citato "I Know I Know" ad opera del misconosciuto Flamma, francamente fuori contesto (e duole citare l'unico tallone di Achille dell'intera opera), questo album rappresenta una indiscussa eccellenza e, come tale, andrebbe orgogliosamente ostentato nelle abitazioni di chiunque si professi amante della musica, al posto dell'argenteria di famiglia e a fianco dei lavori di altri illustri predecessori post seventies quali, tra gli altri, Ezra Winston, Former Life, Ingranaggi della Valle, Barock Project, tutti espressione di diverse ma parimenti eccellenti forme di prog made in Italy.






Fabio Serra - chitarra, tastiera, pedal steel, percussioni, voce
Carlo Soliman - piano e tastiere
Gianni Sabbioni - basso, fretless bass e chapman stick
Massimo Piubelli - voce e sottofondo
Eva Impellizzeri - viola, tastiera, sottofondo
Gianni Brunelli - batteria e percussioni
guests:
Daniela Pase - voce
Flamma - voce
Eugjen Gargjola - violino
Augusto Parma - violino
Silvia Dal Paos - violoncello

Anno: 2020
Label: Opal Arts/Andromeda Relix.
Genere: prog

tracklist:
01. Freefall - 7:54
02. Imaginary Friend - 6:22
03. The Candle In The Glass - 7:08
04. I Know I Know - 6:28
05. Aurelia - 8:07
06. True Lies - 5:44
07. Sorry And - 7:01
08. The Collector - 15:31



 

Nirnaeth
Anthropocene

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Underground

Scritto da Janus Venerdì 14 Agosto 2020 12:08

Leggo sulla rete che questo gruppo suonerebbe una sorta di "thrash metal evoluto" che offrirebbe un apparente intreccio tra Metallica e Voivod
Credo sinceramente che questa definizione sia quanto di più inadeguato si possa scrivere per un disco del genere che, invece, e meravigliosamente, esalta la tradizione epica e maledetta di un mito come i Cirith Ungol.

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In-Side
Life

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Underground

Scritto da Janus Martedì 11 Agosto 2020 22:24


Ecco un gruppo che non la manda a dire.

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Logos
Sadako e le mille gru di carta

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Underground

Scritto da Janus Martedì 11 Agosto 2020 00:18



Interessante formazione di progressive, giunta ormai al quarto lavoro discografico, pubblicato sotto l'egida attenta della
Andromeda Relics
In bilico tra i Goblin attuali e il neo prog statunitense di inizio anni '90, questo quartetto produce un album caratterizzato da composizioni pregne di conformazioni dilatate e avvincenti multistrutture.

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The Old Skull
Fantasmi, Ruggine e Rumore

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Underground

Scritto da Gianluca Livi Giovedì 23 Luglio 2020 21:28

Se c'è un disco che potrebbe finire indistintamente tra gli scaffali metal o rap di un negozio di dischi senza creare alcuno scompiglio tra gli avventori, beh, è proprio questo "Fantasmi, Ruggine e Rumore", esemplare testimonianza di mescolanza di due generi senza che l'uno vanifichi l'altro (o viceversa).

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One More Weekend
We Used To…

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Underground

Scritto da Gianluca Livi Giovedì 23 Luglio 2020 20:53

Formatisi nel 2015 e originari di Melbourne, gli One More Weekend sono autori di un rock piuttosto brillante e frizzantino, valorizzato da una produzione a dir poco professionale.

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Yoy
We Were Never Being Boring

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Underground

Scritto da Gianluca Livi Martedì 21 Luglio 2020 18:26

Il debutto del trio YOY si compone di 10 tracce nelle quali, con delicato gusto elettronico, sono combinati elementi pop sintentici e stralci di influenze oscure dai toni prevalentemente dark.

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Bad As
Crucified Society

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Underground

Scritto da Gianluca Livi Martedì 21 Luglio 2020 16:57

Molto convincenti questi Bad As, sorta di versione piú dura dei Motley Crue in tutte le incarnazioni conosciute, dagli esordi fino alla formazione con Corabi, a parere di chi scrive non meno avvincente.

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