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Chuck Berry: è morto uno dei padri del Rock and Roll

 


Il leggendario chitarrista aveva 90 anni

- fonte ANSA - 

Addio a al leggendario Chuck Berry, padre fondatore del Rock 'N' Roll, autore di brani decretati dal tempo intramontabili come il grande classico 'Johnny B. Goode'.
E' morto all'età di 90 anni. Il decesso è stato confermato dalla polizia di St. Charles County, in Missouri.
E tutto il mondo della musica piange la scomparsa del grande artista: da Mick Jagger a Bruce Springsteen.

"Sono molto triste. Voglio ringraziarlo per tutta la musica che ci ha regalato", ha scritto in una serie di post su Twitter Mick Jagger.
"Ha illuminato gli anni della mia adolescenza, ha dato vita ai nostri sogni di diventare musicisti e di salire su un palco", ha aggiunto.

"Si è spenta una delle mie luci più grandi", ha sottolineato Keith Richards.
Per Bruce Springsteen, "Chuck Berry è stato il il più grande rocker, chitarrista e paroliere del rock che si sia mai visto".

Chuck Berry - anche soprannominato 'crazy legs' per il suo modo di ballare muovendo le gambe mentre suonava - ha influenzato generazioni di musicisti
La rivista Rolling Stones, inoltre, lo ha
inserito nella lista dei 100 migliori artisti di sempre dopo i Beatles, Bob Dylan, Elvis e i Rolling Stones.


"Se si volesse dare un altro nome Rock 'N' Roll lo si potrebbe chiamare Chuck Berry", sono parole di John Lennon secondo alcuni.
E non a torto, considerato il contributo indelebile che Chuck Berry ha lasciato per sempre nella storia della musica: con 'Roll Over Beethoven' per esempio, brano del 1956 che ad oggi è tra i più riconoscibili da svariate generazioni, fino al classico dei classici 'Johnny B. Goode' del 1958.

Scrive il New York Times: "Mentre Elvis Presley era la prima pop star del rock, beniamino delle adolescenti, Chuck Berry ne era il teorico e genio concettuale, l'autore che capiva cosa i ragazzi volevano ancor prima che loro stessi lo sapessero".

Le qualità del genio musicale. E la sua formula perfetta passava obbligatoriamente per una chitarra virtuosa, che affondava la sua base nel country, spiccava il volo con il blues ed echeggiava da ogni jukebox grazie a versi diretti, brevi, accessibili, diventando l'inno di una generazione di adolescenti che sarebbe durato per sempre, grazie a 'Sweet Little Sixteen' o 'You Can't Catch Me'.

Berry fu pero' anche un autore 'impegnato', pur nella sua levita', che con 'Promised Land', 'Too Much Monkey Business' e 'Brown Eyed Handsome Man' riusciva a lanciare allo stesso tempo un'ode e la critica all'America, pur senza mai discostarsi dallo spirito più puro del Rock 'N Roll.

A consegnarlo definitivamente alla Storia ha contribuito anche Hollywood: Michael J. Fox che esegue 'Johnny B. Goode' in 'Back to the Future' del 1985, poi Quentin Tarantino in 'Pulp Fiction' in cui Vincent Vega (John Travolta) e Mia Wallace (Uma Thurman) ballano un twist sulle note di 'You Never Can Tell' incisa da Chuck Berry nel 1964, in una delle scene di ballo più famose del Cinema.

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